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Commenti
#4
22:46, 08 gennaio, 2009
Mio nonno e il mio povero zio erano dirigenti del movimento sociale a Roma nell'epoca che fu.Nonno conosceva bene quasi tutti ma con Staiti non aveva un'amicizia vera e propria perchè quest'ultimo,essendo milanese,frequentava altri giri e stava a Roma giusto il tempo di svolgere la sua attività di "schiacciapulsanti" al parlamento.Schiacciapulsanti perchè Staiti interveniva pochissimo.Gli altri,compresi quelli del suo partito,lo frenavano,perchè era uno senza paura,con un grande senso della dignità,incapace di scendere a compromessi,pronto a intavolare qualsiasi battaglia scomoda per smascherare i disonesti.Nonostante fosse,e sia tuttora,un bell'uomo,dotato anche di stile e cultura,era capace di arrivare a usare le mani(schiaffeggiò un politico importante un giorno).Insomma,un tipo con le palle,troppo scomodo nella politica.Per questo era spesso solo,non si legava a carri.Scrisse un libro,"confessione di un fazioso" nel quale sparava a zero su tutti,dal primo missino all'ultimo dei comunisti passando per i dc.
Se ne andò dall'msi perchè quel partito,antiamericano,antiliberista,ispirato al ventennio,si accingeva a trasformarsi in un partito(an) fortemente liberista,filoamericano,di destra storica,se vogliamo neocentrista ormai.
Passò con Rauti nella Fiamma ma smascherò anche lui e oggi ogni tanto interviene ai congressi di Storace per dire il suo punto di vista.Un grande.
Luca
utente anonimo
#3
15:58, 13 settembre, 2008
Mi ha fatto piacere che l'hai pubblicato...
Molto d'accordo su quello che dice Staiti, anche se considero Berlusconi il male minore.
Non dimentichiamoci che con le ultime elezioni si è auto-estinta l'estrema sinistra.
Ma forse tra i tanti punti toccati, quello di vitale importanza è l'identità nazionale, qua non si parla di nazionalismo, ma semplicemente dallo sdoganarsi da il legame a filo doppio che continuiamo ad avere con gli Yenkees. E non sto nemmeno parlando del Made in Italy di cui parla Montezzemolo e quel protozoo di Lapo Elkan, semplicemente di un amore per la patria che dovrebbe essere comune a ogni popolo. Pensiamo che ha maggior importanza il concerto di Vasco alla partita della nazionale. Non parliamo della megera figura fatta in Cina per le olimpiadi. Stiamo diventando i proseliti della filosofia del "senza infamia e senza lode". Interpreti di quella mediocrità di un popolo che vive nell'omertà celandosi tra gossip e reality.
laibach
#2
16:29, 11 settembre, 2008
Mi sono piacuti alcuni commenti di Staiti..il suo commento, ad esempio, su Berlusconi e atteggiamento servile che aveva con Bush..Condivido pienamente questo opinione anche se, devo ammettere, di quelli di Destra me ne intendo poco...
DivaCattiva
#1
23:49, 10 settembre, 2008
non avevo più letto niente di Tommaso Staiti di Cudia da quando scrisse un libro-accusa: si intitolava "Davide e Goria". Goria è stato Presidente del Consiglio con alle spalle Ciriaco De Mita. Nel libro il Davide era rappresentato da alcuni personaggi siciliani: il principale era Filippo Rapisarda, finanziere molto chiacchierato ma anche molto amico dello Staiti. Guarda caso il primo Circolo del "Partito della libertà" a Milano aveva sede in un palazzo messo a disposizione dal Rapisarda. In quello che oggi scrive parla di Berlusconi in modo non certo amichevole.
Evidentemente coi tempi sono cambiati anche i loro rapporti.
Mah, misteri della politica...
In quanto alla Santanchè sparlarne è come sparare sulla Croce Rossa, non ci vuole molta fantasia ad indicarle quale potrebbe essere la sua professione congeniale, con o senza Berlusconi.
utente anonimo
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