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#63
21:33, 07 settembre, 2008
Second Matrix: Welcome to the Real World (analisi del post)
[..] Nel codice genetico di questo blog (del quale durante il mese scorso si sono anche indicati alcuni monomeri) è la profonda diffidenza verso chiunque (singolarmente, in gruppo o alla testa di gruppi) si presenti, più o meno pubblicamente, [..]
SusySpecchi
#62
18:06, 04 settembre, 2008
Consiglio a tutti di andarsi a leggere questo condivisibile articolo di Paolo Costa (Saul Leven).
http://slitalia.blogspot.com/2008/09/c-vita-su-second-life.html
Swina Allen
utente anonimo
#61
13:10, 04 settembre, 2008
Signori io condivido molte delle tesi di Ruffilli. Sono stato entusiasta all'inizio. E comprendo le levate di scudi di molti che stanno seguendo questo fenomeno fin dalle sue origini. Per intenderci, non voglio dire che Second Life non sia il futuro di quello che ora definiamo "web". Ma non si tratta del futuro prossimo. E soprattutto è una arena con molti limiti. Ed alcuni di questi dipendono dal fatto che moltissime persone che affollano il web e che - non dobbiamo dimenticarlo - sul web non sono ancora arrivate - non sono in grado di utilizzare la piattaforma o questo modo avanzato di interagire.
Il deserto degli avatar si riferisce in fondo a questo e non al fatto che molti di noi già vivono, interagiscono, creano in Second Life.
ManualediMari
#60
10:38, 04 settembre, 2008
Ditemi una cosa: ma DAVVERO c'è qualcuno che crede che io scriva un articolo su SL e non sappia che anche il giornale per cui lavoro è in Second Life? Ma svegliatevi! Semmai apprezzate il fatto che mi abbiano permesso di scrivere quello che penso, che (finora) non mi abbiano licenziato...
Bruno Ruffilli
utente anonimo
#59
10:27, 04 settembre, 2008
Mi sembra che a Ruffilli e ad alcuni dei suoi critici sfugga il punto essenziale: lo sgonfiarsi della bolla, oggettivo e innegabile, non riguarda tanto second life o qualche sua caratteristica intrinseca, ma ha a che fare solo e soltanto con le dinamiche demenziali dello hype mediatico.
SL è stato comunicativamente dopato per un anno, soprattutto sui media mainstream, a suon di esaltazioni mirabolanti e deformazioni grottesche, il tutto condito di sensazionalismo a buon mercato e crassa ignoranza. D’altronde mondo virtuale, corpi virtuali, scopate, soldi: SL, potenzialmente, era l’essenza stessa di una prima pagina di corriere o repubblica.
Così, tra la SL reale (invero piuttosto macchinosa e certo non così immediatamente eccitante) e la percezione comune è stata gonfiata dai media una goffa e colorata bambolona di plastica il cui significato immediato era: SL=l’io dei sogni, volare, divertirsi a palla, scatenare la libido, fare un fracasso di soldi, infrangere qualsiasi regola!
E di qui la corsa all’oro di milioni utenti e migliaia di aziende verso un Klondike del soddisfacimento immediato di sensi e desideri inventato di sana pianta da media decerebrati.
Tutto ciò, ovviamente, non ha retto alla prova di realtà: SL è un ambiente tutt’altro che immediato, che richiede impegno, applicazione e parecchia, ma parecchia, concettualizzazione.
Insomma, l’articolo di Ruffilli dice molte cose vere viziate però da una grande bugia-equivoco di base: il deserto degli avatar non è un sintomo della decadenza di Second Life e del suo aver tradito le promesse, ma è piuttosto il sintomo della decadenza della qualità informativa dei media e del loro aver tradito, per l’ennesima volta, l’intelligenza e la capacità d’informare.
Luca Carlucci
utente anonimo
#58
02:08, 04 settembre, 2008
Finalmente una bella discussione ... beh come sempre viene fuori che SL è ancora da sperimentare ... (e meno male che qualche luogo di sperimentazione e perchè no di discussione ancora esiste). Ok forse il tuo articolo è stato frainteso o comunque inteso nel senso sbagliato ... Quello che posso dire (oltre alle limitazioni tecniche e tecnologiche) esiste un problema di fondo per l'utente italiano: una barriera infrastrutturale determinata da un paese che il "digital divide" ce l'ha nel dna (soprattutto dei nostri politici e amministratori pubblici) e che inevitabilmente si ripercuote nei cittadini-avatars comuni. Questo di fatto determina una scarsa abitudine a confrontarsi con le tecnologie e soprattutto le tecnologie della comunicazione.
Il ritardo che paghiamo soprattutto in tema di sperimentazione e di utilizzo delle stesse ne determina un'inevitabile ritardo anche sulle economie che si possono sviluppare su tali tecnologie.
Putroppo non siamo in grado di capirne la potenzialità e di sfruttare quello che possono dare: le aziende (non parlo di multinazionali o grandi aziende ... il 10% di questo paese) non conoscono tali strumenti e non li utilizzano al meglio o in molti casi impropriamente.
Così ci ritroviamo spesso ad avere santoni del marketing strategico (che bello tradurre powerpoint di qualche santone d'oltremanica che si possono tranquillamente trovare sul web ... grazie web 2.0), ma pochi veramente pochi che sanno fare marketing operativo (quello fatto bene), quello che conta per intenderci.
Tutti conoscono la SIAE ma nessuno conosce le Creative Commons (se parliamo di arte e di diritto d'autore ... a proposito quanti di voi non hanno mai scaricato musica illegalmente ? eppure ce n'è tanta libera e legale).
Ed allora se SL venisse presa per quella che è, senza creare falsi miti e senza demonizzarla, se l'approccio fosse soprattutto di sperimentazione (in fondo l'investimento richiesto è veramente bassino), forse qualche risultato riusciremmo a ricavarlo.
Parlando invece degli avatars di SL ... sono persone. Non saranno milioni, forse migliaia o centinaia, ma certo è una community che comunque ha attivato meccaniche comunicative mai sperimentate sino ad oggi e con modalità altamente innovative. Io posso dire che comunque è un'esperienza da fare sia essa professionale o personale. E comunque resta un mezzo unico ed innovativo per avvicinarsi a processi comunicativi tecnologici: un luogo dove si impara divertendosi, soffrendo, esplorando in modo attivo.
Parliamone ... io sono sempre disponibile.
Swina Allen
utente anonimo
#57
01:41, 04 settembre, 2008
Purtroppo l'articolo di Ruffilli, evidentemente frutto della necesiità di riempire qualche vuoto di notizie (quanta fatica andarsele a cercare , vero?) si limita a collezionare una serie impressionante di luoghi comuni e false informazioni, dimostrando con chiarezza come sia davvero difficile per la vecchia guardia comprendere le potenzialità che Second Life ed altre piattaforme virtuali in particolare offrono.
Certamente i residenti di Second Life non aspirano a "rifarsi una seconda vita" nel senso letterale della parola, ma mirano ad ampliare le potenzialità della propria vita vera utilizzando strumenti che solo il web 2.0 può dare; in particolare per chiunque abbia qualcosa di originale o comunque di personale da comunicare Second Life rappresenta comunque un mezzo di informazione dotato inoltre di notevoli possibilità di feedback. Mettere in circolazione le proprie idee risulta pertanto molto più facile nell'ambito di questa piattaforma virtuale che non attraverso gli strumenti tradizionali: sappiamo benissimo, d'altronde, quanto poco aperti alle innovazioni siano i media. Parliamo della tv e dei giornali per esempio, dove in mancanza delle opportune telefonate di raccomandazione è molto difficile mettere piede o ricevere qualunque tipo di sostegno
In questa ottica risulta dunque comprensibile che i paladini della tradizione attacchino realtà come quelle di SL: viene da pensare come alla base di questo facile sarcasmo e inappellabile pessimismo vi sia in fondo il non tanto malcelato timore di perdere qualunque controllo sulle produzione artistica o letteraria che, una volta liberata dalla gabbia delle recensioni a pagamento dei remuneratissimi critici dei media tradizionali, riesce finalmente a raggiungere senza filtri il suo pubblico naturale traendone linfa vitale sia dal sostegno appassionato che dalle critiche costruttive.
Certo è innegabile che i numeri di SL non siano elevatissimi, piu che altro per oggettive limitazioni tecniche magari risolvibili in futuro, ma va tenuto conto della potenzialità virale che ha in sè ogni evento inworld, rimbalzando sul web attraverso blogs fino ai video (youtube raccoglie moltissimi di questi video, che dalle statistiche appaiono molto visti)
Veniamo ora all'economia: certamente le aziende RL che si sono affacciate in SL senza avere minimamente provveduto a capirne le dinamiche hanno fallito, basti pensare a quelle cattedrali nel deserto approntate de grandi firme e mega brand nostrani e non, importati tout court nel mondo virtuale e lasciati a vegetare nella piu' sovrana indifferenza.
La scelta vincente è stata piuttosto fatta da quelle land dove invece è stata creata e nutrita una comunità viva e vibrante che interagisce con l'offerta artistica e di intrattenimento..a proposito se Ruffilli si documentasse scoprirebbe che proprio il suo giornale risulta essere fra gli illuminati sponsors di una land che ormai da più di un anno profonde sforzi notevoli nella produzione e diffusione dell'arte, della musica e della cultura in Second Life, gratificata dalla sua presenza costante ai vertici della speciale graduatoria che raccoglie i luoghi piu' visitati e frequentati inworld.
L'unica nota positiva che riscontro in questo superficiale articolo è la appassionata reazione che ha suscitato nei tanti residenti :strano ma vero, quegli agglomerati di pixels nascondono passioni e sentimenti!
Simona Dawes
utente anonimo
#56
23:29, 03 settembre, 2008
Sono Mattia Crespi, alias Templar Merlin in Second Life.
Anche io sono rimasto esterefatto nel leggere l'articolo di Ruffini sulla Stampa. Sono esterefatto non tanto per il contenuto, che è scontato e prevedibile come uscita "giornalistica" all'italiana, in cerca di fare più altro rumore, invece di dare NOTIZIE REALI E SERIE. Sono soprattutto stupefatto che un giornale che stimo e che leggo giornalmente sprechi e sottolineo SPRECHI un' intera pagina, per dare spazio all'opinione di qualcuno che sinceramente, da quello che scrive, non ha la più pallida idea della situazione ed evoluzione dei mondi virtuali e dello stato delle cose in Second Life, che peraltro è solo una showcase di una piattaforma che permetterà la realizzazione di mondi virtuali autonomi ed interconessi, che si chiama SL Grid.
Perchè molti in Italia continuano a pensare a Second Life come un ennesimo media? E quindi lo rapportano ad altri per numero di utenti? SL NON è un media, come non sono un media i mondi virtuali. Altri media o siti internet hanno più utenti? E allora? Vi ricordate cosa si diceva di Internet quando è nato? E cosa diciamo oggi delle persone che allora scrivevano che internet era un covo di pervertiti e che non serviva a nulla?
Inoltre, io vi sto scrivendo ora da Los Angeles, dove sto partecipando alla Virtual Worlds Conference & Expo 2008. Ruffini non l'ho ancora visto qui, beh in affetti è un pò fuori mano. Qui si costruisce il futuro dei mondi virtuali, si condividono strategie, si ipotizzano scenari per il futuro. Qui le persone che dedicano la loro vita a questo settore si riuniscono periodicamente, così come sto facendo io ora. Beh lasciatevi dire un paio di cose: 1. Non vedo nessun giornalista italiano che venga ad informarsi su quello che realmente succede, però tanti scrivono e predicono. 2. Stiamo qui insieme, un gruppo di circa un migliaio di persone, che sta costruendo il futuro e sta facendo innovazione, gettando le basi per sviluppi futuri. Si INNOVAZIONE, quella parola di cui si riempiono la bocca in troppi e che pochi realmente applicano. Perchè fare realmente innovazione in un paese come l'Italia oggi, è come strapparsi un dente al giorno. Noi qui stiamo andando avanti e le cose direi che vanno piuttosto bene... Linden Lab? Second Life? Ma chi tanto scrive, cosa ne sa della nostra strategia e modello di business, del modello di sviluppo, di cosa realmente si sta facendo insomma. Del fatto che avevamo anche previsto che ci fossero questi pennutti che si sarebbero fiondati sulla prima strillabile e presunta (secondo loro) notizia...
Andate alla fonte delle informazioni, vi prego non limitatevi a leggere le opinioni che con troppa facilità si spendono sui media italiani. Fuffa, tutta fuffa. Notate come ogni cosa in Italia, o quasi, stia precipitando in un baratro. E noi ancora dietro a leggere i titoli strillanti di improbabili evangelisti.
Uno sfogo? Assolutamente SI! Ma se volete sapere qualcosa sui mondi virtuali, Ruffini e non, parlate con chi veramente ne sa qualcosa e sta costruendo il futuro di questo mondo e si sforzi di pensare, anche solo per un attimo, che magari il mondo possa diventare migliore, anche grazie a queste tecnologie.
Cari amici Avatar, mentre noi stiamo già volando, gli altri sono ancora incollati ad una sedia a picchiare con le dita sui tasti. Andate avanti, state costruendo il futuro con ogni vostro passo. Non smettete, almeno qualche piccola cosa la riusciremo a cambiare o se non altro, lasceremo un piccolo segno, perchè altri possano raccoglierlo e rivolgersi verso una strada di apertura, anzichè confinati in una vita da pollaio.
utente anonimo
#55
22:02, 03 settembre, 2008
(...)Segno che la pura presenza non basta, bisogna interagire, incuriosire, innovare, pensare a una strategia che unisca mondo reale e virtuale.(...)
E se SL finora è una promessa non mantenuta, non è certo per colpa di quei pochi che ci credono, ma di quei tanti che non hanno saputo far altro che replicare vecchie strategie e vecchi luoghi comuni invece di inventarsi qualcosa di nuovo. (...)
Adesso sono curioso di leggere gli ulteriori commenti.
Davvero molto curioso.
Neupaul Palen
SusySpecchi
#54
21:06, 03 settembre, 2008
Vi copioincollo la mia risposta sul sito della Stampa:
Sono su Second Life da due anni e mezzo, con un avatar che ho usato per giocare e per curiosare, oltre che per scrivere una rubrica bisettimanale pubblicata sul sito della Stampa che qui evidentmente in pochi hanno letto. Sono stato il primo a scrivere di SL su un quotidiano italiano, giusto per rispondere a quelli che nutrono dubbi sulla mia competenza.
Detto questo, ovviamente, le sviste sono possibili e gli errori si nascondono dietro l'angolo. Ma come commentare i 15 milioni di iscritti e i 466 mila che si sono connessi in una settimana? A nessuno sembra che la sproporzione sia enorme? E nessuno nota che se i residenti crescono (il grafico su carta lo mostrava, ma l'hanno visto gli agguerriti commentatori e i zelanti blogger?), invece le transazioni tra utenti sono scese da 102 milioni di dollari a 84 nel giro di un anno?
Dei segni di disaffezione delle aziende per Second Life La Stampa già scritto un anno fa, nel disinteresse generale di quanti oggi hanno da ridire. E’ un fatto, però, che la sede di Gabetti sia vuota, come è un fatto che ci siano invece quelli che leggono la Stampa nelle edicole virtuali in cui è presente. Segno che la pura presenza non basta, bisogna interagire, incuriosire, innovare, pensare a una strategia che unisca mondo reale e virtuale. Non sono in molti a riuscirci, perché mancano soldi o idee. E se SL finora è una promessa non mantenuta, non è certo per colpa di quei pochi che ci credono, ma di quei tanti che non hanno saputo far altro che replicare vecchie strategie e vecchi luoghi comuni invece di inventarsi qualcosa di nuovo.
Di questo volevo parlare e questo ho detto, e se qui qualcuno è capace di mostrarmi che mi sbaglio, che l'interfaccia non è lenta e farraginosa, che una riflessione culturale di alto livello o un movimento politico si siano sviluppati partendo da (o dentro) Second Life, sono pronto a discutere e a darne conto. Preciso, a evitare malintesi: non dico che si debba abbandonare Second Life, anzi. Si deve – secondo me – continuare a sperimentare, sia perché SL è passibile di miglioramenti, sia perché alcune delle innovazioni che ha portato possono svilupparsi in altri ambiti. I miei amici strikers hanno letto ad esempio l’articolo sul museo virtuale di Ercolano, che a SL deve più di una generica ispirazione?
Parlo da persona delusa, che aveva considerato Second Life fin dall’inizio non come un gioco, ma come una metafora, un’idea filosofia realizzata. Mi sono trovato di fronte, dopo qualche anno, gente che fa finta di ballare. Ho discusso di politica con un sostenitore di Di Pietro e litigato con i seguaci di Le Pen. Lo scorso anno ho perfino trovato uno scoop assai intrigante, di cui si è poi occupato un collega sul giornale. Ma non posso non notare che la bolla di SL si sta sgonfiando, proprio com’è successo con la net economy agli inizi. Oggi, dopo dieci anni, nessuno dubita che sul web si possa guadagnare e che internet sia anche occasione di costruire e diffondere cultura. Succederà anche con SL o con qualcuno dei tanti mondi virtuali che stanno nascendo a immagine e somiglianza di quello dei Linden Labs? Vedremo. Io, intanto, l’ho scritto, che Second Life non morirà.
Di fronte al numero dei commenti, qui e sui vari blog, rispondere a tutti è impossibile, ma sarei contento che il dialogo rimanesse aperto, che chiunque abbia idee o suggerimenti mi scrivesse. Se possibile, evitando gli insulti e le prese di posizione puramente fideistiche, e cercando di distinguere quello che pensa davvero da quello che gli fanno credere gli altri, che siano La Stampa o i Linden Labs. Intanto, segnalo come lo strike di ieri sia stato uno dei momenti in cui si è registrato il maggior afflusso di avatar davanti alla sede del giornale virtuale. Una ventina, tutti con lo stesso cartello: “Non sono uno Zombi”. Se avessi voluto inventare una trovata per fare pubblicità alla Stampa su SL non avrei potuto inventare di meglio. Ah, tra l'altro io non ho mai parlato di zombi.
Bruno Ruffilli
utente anonimo
#53
20:02, 03 settembre, 2008
Io amo quest'uomo!
E non solo i suoi magnifici quadri! :)
Mexi
#52
19:37, 03 settembre, 2008
Speriamo che questo articolo perfetto in ogni sua parte -rifarsi una vita, le escort, addio al business- chiuda un cerchio. Molta stampa italiana non ha capito nulla di SL quando decollava il fenomeno e nello stesso modo non capisce nulla di SL ora che lo percepisce in calo.
L’ossessione ai riferimenti di una seconda vita, con facili titoli ad effetto, non ha mai permesso di affrontare il tema in modo più corretto e approfondito. Tutti gli articoli iniziavano con il giornalista che aveva l’ideona di entrare in SL per tre giorni e raccontare la sua incredibile esperienza. Che poi era sempre la stessa visto che tutti ci stavano tre giorni (quando era vero) e quindi si fermavano stupiti all’idea di comprarsi una gonna o dei nuovi capelli, si scandalizzavano delle escort e promettevano business per tutti pensando al caso di Asche Chung.
Non si riesce a capire che si tratta di un modello diverso dai media tradizionali, e se viene letto in chiave di numeri il conto non torna.
L’articolo ha passaggi magici:
“… anche da Beppe Grillo non è che ci sia un grande affollamento, anzi nel pomeriggio di ieri il faccione immobile dell’ex comico riempiva gli schermi virtuali sulla piazza deserta. Non è solo colpa della domenica estiva: la politica si sposta altrove…“
Ma chi ci trova di domenica pomeriggio di fine agosto nella sede di un qualsiasi partito nazionale se nemmeno è programmato un evento? Uno perché mai doveva passare di li, a parte lui che doveva chiudere l’articolo?
Second Life è un luogo, ci sono eventi, orari, non è la TV che l’accendi e c’è sempre qualcosa.
Abbiamo partecipato al più interessante esperimento sulla costruzione di mondi Virtuali che finora sia stato fatto, abbiamo provato nuove forme di aggregazione, partecipazione, lavoro collettivo. Stiamo pensando a come sarà la rete domani, al di là di Second Life, a nuove modalità di interazione, ad ambienti immersivi, ci confrontiamo sull’identità moltiplicata nel virtuale.
Certo tutto questo non accade in una piazza vuota in una domenica pomeriggio di fine agosto.
Marco Manray
utente anonimo
#51
16:10, 03 settembre, 2008
sottoscrivo dall'oltretomba del metaverso
Zeruhur
#50
16:01, 03 settembre, 2008
Bravo al nostro giornalista!!! ma cosa credeva di trovare in quella mezzoretta di sl che si e' fatto prima di prendere in mano la penna? Per caso un mondo cosi' diverso dal suo? per caso il paese della cuccagna? o meglio ancora Alice che saltellava con il suo coniglietto in un mondo meraviglioso? A rileggere l'articolo si vede che di sl ha preso spunto solo in notizie rubacchiate qua e la sui siti che trattano di mondi virtuali, ha trovato un avatar sfigato che in sei mesi ha venduto solo qualche quadro.... probabilmente facevano schifo, o incontrato aziende che hanno aperto e chiuso in pochi mesi....probabilmente facevano schifo, o di aspiranti presidenti che hanno usato sl per propaganda elettorale...probabilmente...bravi infatti alle elezioni ha sbattuto i denti....ok ok non dilunghiamoci troppo..........
Quando si metteranno in testa che questo mondo virtuale ha poco di differente per certi versi con il mondo reale forse sara' troppo tardi.....ma cosa ha realmente di differente? quello di avere la capacita' di farti capire se in qualche maniera sei speciale, se effettivamente puoi fare qualcosa di concreto dandoti i mezzi, tutti, nessuno escluso. Cio' che tutto muove in sl è il sogno, il sogno di essere cio' che si vuole senza positivita' o negativita' nell'espressione del proprio essere che puo' esere mutevole. Oggi sono bella domani saro' brutto dopodomani sono imprenditore ieri sono stata una incredibile escort.
Tanti decidono di essere mutevoli altri preferiscono restare nel proprio personaggio preferito che in qualche modo rappresenta se stessi, fatto sta' che sl tutto questo lo permette. E se il nostro fantastico giornalista non ha capito niente di sl....meglio cosi' vorra' dire che avremo un bambacione in meno sulla nostra strada di avatar alla scoperta di questo mondo...A volte penso che...meno ne siamo e meglio e'.
Solkide Auer
utente anonimo
#49
15:14, 03 settembre, 2008
Sottoscrivo in pieno: morti a chi??
Eliver
utente anonimo
#48
14:20, 03 settembre, 2008
Altro che morti.. tra amori virtuali che sembrano avere più forza ed impeto di quelli reali, tra branchi e pettegolezzi alla stregua di riviste di gossip, tra soldi (linden) che girano e hanno sempre girato, altro che morti! vivi e forse prossimi a morire nel reale per sfruttare al massimo la splendida vita in pixel!!
naadirahenjoys
#47
11:00, 03 settembre, 2008
Mah che dire ... evidentemente la regola delle 5W ai giornalisti non la insegnano più. Io ho trovato in SL l'unico modo per suonare live e far sentire a quanta più gente possibile la mia musica. Se poi ci mettete che con i soldi guadagnati con le tips mi sono riuscito a comprare pure una nuova chitarra in soli 3 mesi ... evidentemente la paura alle nuove forme di comunicazione spaventa proprio chi di comunicazione si occupa ... o forse sentirsi in qualche modo attore dell'informazione ha creato un senso di onnipotenza senza la necessità di documentarsi (evidentemente si crede che tutti si bevano tutto quello che viene raccontato dai media).
Io non guardo più la tv, ho nuovi amici, ho scambiato impressioni musicali con artisti di tutto il mondo e mi sento molto meno "zombie" di prima.
Swina Allen
utente anonimo
#46
00:26, 03 settembre, 2008
L'immagine di Second Life data dall'articolo di Ruffilli è il frutto della solita mentalità italiota che porta a parlare di cose di cui si sa poco o niente. Da tempo circolano queste notizie circa una "desertificazione" o una "cimiterializzazione" di Second Life perchè, ed è l'unica spiegazione possibile, le aziende non hanno ottenuto i benefici economici sperati.
Ma quando si capirà che Second Life è il paradiso delle sperimentazioni, una sorta di fucina di novità destinata ad esplodere, poi, in mondi tecnologicamente magari più evoluti?
Per me Second Life è viva, è viva anche culturalmente ed è questo l'aspetto che, per motivi professionali, mi interessa di più.
Per me Second Life è così poco un cimitero e così tanto una fonte di ispirazione da avere scritto un romanzo :"Sarka", ambientato, in parte, proprio nel metaverso.
E proprio nella Torino virtuale , città de "La Stampa" sulla quale Ruffilli esprime i suoi non lusinghieri giudizi,
ho presentato ,più volte il mio libro, addirittura ,in una occasione, per iniziativa dell'Università di Torino, presente, anch'essa, su Second Life (UNITO). Poi è nato "Il Branco" ,un gruppo letterario di cui faccio parte, che organizza serate culturali sulle varie land leggendo brani di autori famosi e meno famosi e dando la possibilità al pubblico di intervenire su temi di scottante attualità .
Su Second Life c'è sempre più cultura e sperimentazione.
E dove c'è cultura non ci sono "zombies". "Zombies", semmai, sono coloro che non vedono aldilà del proprio naso, convinti di potere liquidare, con poche parole, spesso non supportate da dati sufficientemente precisi, un fenomeno decisamente in ascesa come Second Life.
CLaudio Forti (Jozeph Forder)
utente anonimo
#45
20:22, 02 settembre, 2008
Non mi ha scandalizzata l'articolo. Anzi, se quanto descritto fosse credibile ne sarei soddisfatta perché denuncerebbe il fallimento del tentativo di fare di Second Life una brutta copia (tecnologicamente affascinante) di quanto si conosce già nel mondo reale. SL deve essere una opportunità di sperimentazione ludico esistenziale. Ringrazio chi ci mette capitali e lavoro, ma francamente io, in SL, ci gioco solo a bambola; e si sa le bambole (o soldatini) prima o poi si rompono e non attraggono più.
utente anonimo
#44
20:01, 02 settembre, 2008
Un saluto a Marina Bellini e tutti i lettori di Più Blog. Intervengo con una domanda: quanti utenti possono essere connessi nello stesso momento in Second life durante un evento virtuale?
ManualediMari
#43
19:57, 02 settembre, 2008
comunicazione contro interazione. media art culture trans_formation ?
http://arcorosca.blogspot.com/2008/09/gi-in-queste-pagine-abbiamo-detto-che.html>
http://uqbar-mediaartculture.ning.com/profiles/blog/show?id=2240518%3ABlogPost%3A1481
utente anonimo
#42
19:56, 02 settembre, 2008
L'articolo è un ottimo esempio di come la stessa categoria professionale, i giornalisti, si sia trasformata da principale autore della "bolla" a principale autore della "sbolla", senza che il singolo giornalista avverta alcun disagio per la contraddizione implicita e la misera figura della categoria. Il buffo poi è che vengono usati gli stessi argomenti: le escort che andavano bene per rappresentare la second life ruggente e peccaminosa di due anni fa vanno bene per dipingere l'odierno desolato "cimitero degli avatar" (anche se 'sti avatar morti che continuano ad andare con le escort... pero':D)
Nel frattempo, come avete scritto tutti , SL e gli altri mondi metaforici vanno avanti. E lo fanno anche, nonostante i giornali, con il sostegno e l'interesse di soggetti pubblici e privati, cioè le aziende per le quali questi mondi allo stato attuale non rappresentano certo immediate "opportunita' di business" (solo i giornali potevano sostenere, e hanno sostenuto, una cretinata del genere), ma piattaforme dove sperimentare nuovi approcci alla formazione e alla comunicazione.
Adriana Ripandelli aka Gineva Lancaster in SL
AdriRips
#41
19:53, 02 settembre, 2008
sl deserto non l'ho proprio mai visto!!!prima di scrivere che si informino
utente anonimo
#40
19:49, 02 settembre, 2008
ogni anno ad agosto la stampa esce con questi articoli...smettetela vivete sl un pochino e poi scrivete la verità.cercate l'articolo sulla stampa del 13 agosto 2007 Macse
utente anonimo
#39
19:43, 02 settembre, 2008
Ciao a tutti, mi associo alle perplessità espresse da tutti voi su questo articolo :)
MarioEs
#38
19:36, 02 settembre, 2008
ma vergognaaa....
utente anonimo
#37
19:24, 02 settembre, 2008
second life deserto..ma dove?ma sti giornalisti ci sono mai entrati???bah
utente anonimo
#36
19:13, 02 settembre, 2008
che bello essere zombie ma avere la facoltà di leggere e scrivere. devo far attenzione a scrivere perche se batto troppo forte sui tasti le mie dita potrebbero frantumarsi... se gli zombie siamo noi... allora evviva gli zombie
utente anonimo
#35
19:11, 02 settembre, 2008
RAGAZZI dobbiamo far sentire le nostre voci, non è possibile che le persone parlino o scrivano
senza conoscere il mondo di sl
utente anonimo
#34
19:10, 02 settembre, 2008
Non ci sto... sl è tutto tranne che un deserto...
utente anonimo
#33
17:34, 02 settembre, 2008
Mi sembra che le VOCI DALL'OLTREMONDO si sentano forti e chiare e, se tutti siete d'accordo, da domani raccoglierei i commenti di questo post, ma anche dei post scritti in altri blog, in un unico .pdf da inviare a LA STAMPA. Il file potrebbe poi restare a disposizione della stampa per attingere spunti e indicazioni per prossimi ed eventuali articoli. Che ne dite?
Ringrazio tutti per l'appassionata partecipazione, anche chi scriverà dopo questo commento.
MarinaBellini
#32
16:10, 02 settembre, 2008
Il Deserto degli Avatartari (Secondo Tempo)
SusySpecchi
#31
16:00, 02 settembre, 2008
Almeno lo sforzo di girare un po' prima di scrivere sentenze. C'è di tutto, anche i cimiteri, anche a Roma, Milano, New York e Parigi ci sono ma prima di parlare dei cimiteri c'è molto da vedere no? anche in SL, basta prestare un po' di attenzione.
utente anonimo
#30
15:29, 02 settembre, 2008
Sottoscrivo quanto detto dall'anonimo che mi ha preceduto. Io preferisco firmarmi col mio nome di avatar. E' un luogo ludico, è un luogo di sperimentazione, ma è anche un luogo dove per la prima volta sono state realizzate cose molto interessanti. L'elenco è lungo ma basta pensare al supporto che Second Life ha dato alle persone disabili, oltre ad essere un punto di incontro nel quale esperti di diversi settori si confrontano quotidianamente. La Stampa ha dimenticato di avere abbondantemente attinto in questo periodo a tale strumento. Per sperimentarlo forse, ma sorge spontanea la domanda: che ci fa in un mondo di zombie?
(peppino paule)
utente anonimo
#29
15:14, 02 settembre, 2008
Francamente non capisco questo gran rumore per un articolo che non fa altro che fotografare solo ed esclusivamente second Life e non quello che SL ha invece "scatenato" e cioè il Web 3D come evoluzione futura del web.
Che second Life fosse una bolla è scritto da gardner group da almeno 1 anno. Ma si parla di trade business, marketing. Io non sarei pazzo a proporre alle aziende una presenza o un marchio su SL. Questa fase è morta. Ma c'è gente come me che partendo da Second Life sta sviluppando "soluzioni" di business 3D per aziende integrando il Web Content Management o ELearning su realtà virtuali. Ma questo il buon Ruffilli non può saperlo perchè adesso la Realtà virtuale è in mano alle aziende di sviluppo e ricerca. Second Life resterà sempre un ambiente ludico o di sperimentazione, ma è stata la miccia del nuovo business e IBM lo sa molto bene ....
utente anonimo
#28
14:24, 02 settembre, 2008
Propongo di riunirici tutti nella sede virtuale della "Stampa"
(http://slurl.com/secondlife/Italia%202%20Torino/126/200/33) dimostrando quanto deserto possa essere Second Life. Propongo a tutti gli avatar di non ritirare più il Pdf della Stampa rendendo così manifesto il reale mondo di "zombie" che li circonda e dando così ragione all' incompetente Ruffilli.
Ludovica Breda
utente anonimo
#27
14:22, 02 settembre, 2008
Sono assolutamente favorevole su quanto ho letto negli interventi precedenti. Frequento Italia Vera da quando è aperta e da sempre ho visto con piacere la presenza attiva de "la Stampa", la quale utilizza Second Life per promuovere la propria immagine. Probabilmente il sig. Ruffilli non è informato su questo punto. Allora, io mi domando, qual è l'attendibilità di questo giornalista? Non sa nemmeno che sta facendo del male a se stesso e all'immagine del proprio giornale? Sono anch'io concorde nel ravvisare una grossa ipocrisia in quanto il tenore di certi articoli non può non esser stato concordato con la direzione. Dunque, cara Stampa, cosa ci stai a fare in un mondo di "zombie"? Se il tuo Ruffilli ha ragione, cosa ci fai in Second Life e non torni, invece, alle edicole in Real Life?
Califfo Olifone
utente anonimo
#26
14:21, 02 settembre, 2008
Quoto questo intervento e propongo che venga chiesto all'owner di Italia Vera, che se non erro rappresenta un'azienda allineata con "la Stampa", di dare spiegazione per questo articolo che anch'io definisco superficiale, non corretto e, sottolineo, ipocrita. Non credo questa sia la linea della proprietà, tuttavia visto che la Stampa è effettivamente presente sia con un sito, sia con un negozio virtuale con proprie edicole, nonchè sponsorizzando eventi importanti, è necessario spieghi tutto ciò con un articolo rendendo evidente la propria posizione.
utente anonimo
#25
14:18, 02 settembre, 2008
Ho letto sconcertata l'articolo apparso ieri su "la Stampa", scritto da Bruno Ruffilli (http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/tecnologia/grubrica.asp?ID_blog=30&ID_articolo=5055&ID_sezione=38&sezione=News), non solo constatando l' inesattezza dei dati riportati a sostegno dell' intervento ma sopratutto l'ipocrisia di una testata nazionale come "la Stampa" e la sua proprietà. Non sfugge a nessuno che la famiglia Helkaan è presente in Second Life su un sito molto conosciuto, Italia Vera, il quale distribuisce nel mondo virtuale ogni giorno il suo quotidiano sotto forma di Pdf che gli avatar "zombie" molto spesso consultano. Inoltre risulta palese l'ipocrisia di chi ha sostenuto eventi importanti ( ricordo ad esempio "Odissea", il primo musical in Second Life) e pur di fare notizia pubblica un' immagine distorta del mondo virtuale. E' questo il nuovo corso inaugurato dalla famiglia Helkaan? L'ipocrisia di chi con una mano prende e con l' altra strangola? Ed il tutto condito da un sorriso e da una patina di falsità...
utente anonimo
#24
14:18, 02 settembre, 2008
http://luoghisensibili.wordpress.com/2008/09/02/noi-avatar-i-fiori-del-male/
Fabio Fornasari aka Asian Lednev
utente anonimo
#23
14:17, 02 settembre, 2008
Su “La Stampa” di ieri, a firma del giornalista Bruno Ruffilli, è apparso un nuovo articolo (in effetti era un po’ che non se ne sentiva la necessità) di vago tenore denigratorio nei confronti di Second Life.
Il giornalista in questione, ritenendo di riportare le conclusioni del convegno “Mondi Virtuali: moda o opportunità di business? da Second life al next web”, organizzato dal Virtual Reality & Multimedia Park e da TOP IX di Torino, ha espresso opinioni molto radicali su una presunta esplosione della “bolla” SL e sul ritiro in massa delle aziende, intitolando, addirittura, l’articolo “Il deserto degli Avatar”.
Considerando la buona fede del giornalista (anche se le conclusioni del convegno, e gli interventi che sono stati fatti, non inducevano in alcun modo a tali conclusioni) c’è da notare che si tratta di un caso di grave abbaglio mediatico che denota una conoscenza molto superficiale di quello che Second Life rappresenta e di quanto, in questi ultimi mesi, si è fatto in questo ambiente.
Sarebbe bastato infatti al giornalista, anche senza andare in giro a consultare persone più informate di lui sul tema, alzarsi dalla sedia e andare nell’ufficio accanto, nella sua stessa azienda, a chiedere ai colleghi che hanno promosso l’ingresso de “La Stampa” in SL, e presentato e sponsorizzato eventi di grande richiamo e di grande successo, cosa voglia dire, e che impatto mediatico abbia avuto, l’utilizzo di un mondo virtuale come SL per creare attenzione ed ascolto su eventi della Real Life.
Non è informato, il nostro, che il suo giornale è in distribuzione, tramite link, nelle maggiori land italiane? Non gli hanno detto che il suo giornale ha sponsorizzato gli eventi di maggiore successo svolti, negli ultimi mesi, in SL? Musical come “Jesus Christ Superstar” e “Odissea”, addirittura sbarcati, con grande impatto mediatico e di pubblico, in anteprima su SL rispetto alla Real Life.
Quindi, superando la delusione creata da un tale intervento, che riporta il dibattito sui Mondi Virtuali ben più indietro di un anno fa, mi sento di consigliare al giornalista in questione, di cui sempre apprezzeremo la buona fede, di ritornare su questo argomento dopo essersi documentato in maniera più approfondita, partendo, come detto, dalla sua stessa azienda, su argomenti che meritano ben più dei cinque minuti che credo abbia dedicato all’articolo. Potrebbe sentire fior di docenti, professionisti, esperti, che in silenzio, senza i riflettori puntati, hanno creato, sperimentato, costruito mille idee innovative, fondando, superata la fase pionieristica, su basi concrete lo sviluppo di Second Life.
Da parte di noi poveri Avatar, che in silenzio lavoriamo per la crescita ed il miglioramento dei Mondi Virtuali, non può che esserci la più grande disponibilità, oltre che a sopportare tali attacchi gratuiti, anche a contribuire a spiegare il senso, e gli obiettivi, per cui sempre più gente, e più aziende, investono il proprio tempo, su SL. Questo impegno, che esiste ed è visibile se solo lo andassero ad osservare, sta contribuendo a definire, su basi solide, il futuro impiego di tali strumenti, dimostrando, una volta di più, che tale futuro è iniziato da un pezzo.
Forse è il caso che i media più avveduti, ed i giornalisti più informati, che tanto possono contribuire alla nostra riflessione culturale, ne prendano finalmente atto, senza temere di essere spodestati nel loro monopolio mediatico, che hanno su di noi poveri utenti, anzi, “spettatori”.
Un saluto.
AquilaDellNotte
#22
13:57, 02 settembre, 2008
Sottoscrivo pienamente.
Ma incoraggerei anche a contattare questi giornalisti (La Stampa, Corriere Magazine dell'estate scorsa ecc.) o qualche giornalista più illuminato e accompagnarlo a qualche evento su SL. E forse finalmetne cominceremo a vedere un qualche articolo meno provinciale e arretrato. Ragazzi, siamo in Italia!
utente anonimo
#21
12:24, 02 settembre, 2008
Vi ho linkati, ciao.
Roberta Greenfield
http://robertagreenblog.blogspot.com/2008/09/giornalismo-dalloltretomba.html
utente anonimo
#20
11:57, 02 settembre, 2008
Quoto anche qui la posizione dei VERI utenti di SL in merito all'articolo de La Stampa. Ancora una volta, sta a noi che lavoriamo su SL il compito di educare le aziende. Ormai scordiamoci di avere aiuti dai media tradizionali, i direttori di testata sono convinti che SL "non faccia + notizia". Sarà dura ma crediamoci tutti. Magari tra un po' non si chiamerà + SL, ma le logiche saranno le stesse, e il futuro è ormai in quella direzione.
Roberta Greenfield
utente anonimo
#19
10:45, 02 settembre, 2008
Ora che ci penso è spassoso quando nel finale si parla di "abbandono" da parte di Philip Rosendale... Chi ha seguito le sue conferenze sa bene che non è così :)
Crashinews
utente anonimo
#18
10:42, 02 settembre, 2008
I mondi virtuali stanno diventando il cuore di una nuova forma di creatività, progettazione, design e socialità. E Second Life rappresenta l'apice di questa creatività degli utenti. Molti di questa creatività si aggrega intorno a progetti web, social network. Anche il nostro progetto, e non è l'unico a riguardo:
http://www.koinup.com
con oltre 60000 video e foto pubblicate dagli utenti dei mondi virtuali, decine di migliaia di iscritti indica che i cosidetti metaverse sono ben lontani dall'essere deserti abbandonati
utente anonimo
#17
10:25, 02 settembre, 2008
Credo che la complessità di sl stia nell'impossibilità di essere catalogato. Può essere veramente tutto quello che uno vuole e il suo contrario. Questo nella migliore delle ipotesi spiazza. Nella peggiore terrorizza. Se ci fosse ancora la santa inquisizione noi tutti inizieremmo a sentire puzza di bruciato :) nessuno myoo
utente anonimo
#16
10:10, 02 settembre, 2008
Per comprendere Second Life non basta una passeggiata e spesso non basta un mese di vita d'avatar. E' qualcosa di completamente differente da qual che ci si aspetta. E' un mondo per chi agisce e non per chi guarda. I frutti non ti vengono a cercare bisogna saperli cogliere. L'articolo di Ruffilli mi sembra scritto l'anno scorso.
Core Tatham
utente anonimo
#15
03:17, 02 settembre, 2008
Sottoscrivo anche io il post, ed è
meglio che non mi esprimo potrei esser molto acida.
Il primo "giornalista" niubo che incontro lo mando a zappare prims!!
Fiona Saiman
(Avatar molto viva!!)
utente anonimo
#14
02:35, 02 settembre, 2008
Eccomi qua: nessuno dica che mancava nessuno all'appello per una protesta civile contro un certo tipo di giornalismo che oggettivamente offende e mortifica l'idea stessa di fare informazione...
utente anonimo
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