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Commenti
04:51, 15 luglio, 2008

Come avete visto, Acilia è passata oltre. Non vedo il motivo di trascinare la vicenda, a meno che il sig. Corrieri (che ha evidentemente ingoiato un paio di dizionari, ma inutilmente) non voglia che la vicenda si trascìni.
Detto in parole comprensibili ai più, essendo io un "umile grafico" che ha solo aiutato Acilia a realizzare ciò che LEI ha - in effetti, col suo lavoro costante - reso un punto di riferimento per molti estimatori della bevanda, in un certo senso dovrei essere parte più coinvolta nella discussione.
Essendo, però, anche un web-designer (e condividendo parte delle spiegazioni del sig.Mauri sulla "libertà del web", per cui volevo chiudere la discussione come da commento #12), concordo pienamente con l'analisi di Stefano Carboni sull'identità di un sito o di un blog. Diverso è (tecnicamente e civilmente) l'uso di fotografie la cui proprietà intellettuale ed artistica NON E' LIBERA. Ma su questo, il sig.Mauri si è già scusato ed ha provveduto. Ed è nella mia indole (sicuramente un po' cogliona) considerare chi lavora passibile di errori, ed accettare le scuse sincere - ma le foto non sono mie...
Su un altro piano, vorrei invece mettere lo "Slow Food". Vorrei dire che (almeno nella mia zona*, non posso dire di altre) la denominazione "Slow Food" non ha mai dato grandi gratificazioni, anzi. Potrei portare tante testimonianze sulle PESSIME esperienze provate in prima persona - e questo lo dico perchè qualcuno non possa farsi vanto di una qualità che non esiste, magari per mettersi in una posizione di superiorità sul blog di Acilia.

R. Zoffoli (aka NYBRAS) *Ravenna
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10:44, 14 luglio, 2008

Credo che la questione fosse chiusa già al commento #13, con le accorate e (spero) sincere scuse del signor Mauri accolte e accettate sia da Acilia che da NYBRAS (coautore della grafica del sito).
È stato il commento #15 a saltare vergognosamente sotto e cialtronesamente sopra le righe.
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10:19, 14 luglio, 2008

Buongiorno a tutti,

sono ancora Mauri, ho letto con attenzione i vostri commenti e come ho già avuto modo di dire sono d'accordo con la vostra indignazione per il gesto da me commesso e per questo ho già chiesto pubblicamente scusa a tutti quanti ed in particolare, ovviamente, ad Acilia. Se c'è qualche altro modo per riparare al danno fatto, vi prego di farmelo sapere. Noto con dispiacere che il mio gesto ha generato una polemica piuttosto violenta nei toni e nelle parole e me ne rammarico molto, penso che le polemiche siano sempre controproducenti (ma questo è l'opinione di un imputato...). Capisco che potreste dire "potevi pensarci prima..." ma in risposta vi posso dire che se avessi analizzato prima le implicazioni di quanto da me fatto vi posso assicurare che non saremo qui a discutere di questo, non ce ne sarebbe stato motivo. Non sono abituato a fare questo e la consapevolezza del danno creato mi fa stare malissimo.

Vorrei approfittare della vostra pazienza ancora un poco chiedendovi di fare alcune riflessioni: vi è mai capitato di fare un errore? Se si, siete mai stati condannati senza appello (come avviene in questo momento nei miei riguardi)?, avete mai fatto pubblica ammenda e nonostante questo continuare ad essere massacrati da toni e parole violentissime? Nel perorare la causa con passione, a volte, ci si fa trascinare, è comprensibile, ma forse non è meglio fermarsi un momento e far sbollire la rabbia?
Può succedere anche che, emotivamente coinvolti, si trasferiscano le parole altrui, indirizzate ad altri, con qualche inesattezza, correndo il rischio di cambiare radicalmente il senso.
Lo so che non sono nella posizione di chiedere ma lo voglio fare lo stesso: vi chiedo la cortesia di riflettere solo un momento sulle parole che userete, possono essere molto più pesanti di quello che uno, in fondo, si merita e fare molto più male rispetto alle intenzioni che uno ha nell'usarle.

Un’ultima cosa, voglio ancora ribadire il fatto che Slow Food Legnano non è responsabile in alcun modo del gesto, essendo io l’unico curatore del sito, si sono fidati di me e non potevano conoscere la provenienza delle immagini utilizzate, essendo anche un sito molto ricco di pagine e contenuti.

Grazie per l'attenzione
Paolo Mauri

utente anonimo
00:47, 14 luglio, 2008

Ho letto con vivo interesse scatologico l'intervento del signor "Michele Corrieri". Ho persino impiegato del tempo a cercare tracce del misterioso personaggio dalla dirompente prosopopea e dalla implicitamente sottolineata firma. Poi, finalmente, dopo copiose sudate a massaggiare Google, è comparso qui: www.dulcinea-legnano.it. Va bene, almeno abbiamo capito che è parte in causa. Ed anche quale parte.
Certo, l'insinuare "modi poco eleganti e un po' scomposti" è un modo molto chiaro di mantenersi fra le righe.
In effetti anche entrare in casa d'altri e offendere ospiti e padrona è un altro modo esemplare di mantenersi fra le righe. Encomiabile. Una chiara dimostrazione di dialettica ipocrita e retorica. Clap clap.
Mi chiedo anche come mai un così alto attore del nostro mondo, quale appare essere il "Michele Corrieri", si interessi di vicende "minime" come questa.
Forse gli affezionati lettori di Acilia hanno affilato un po' troppo le lame, ma a volte il cuore muove prima della ragione.
Certo che, andando a vedere i fatti, gli accorati lettori non hanno mica tutti i torti. Da diversi anni il blog di Acilia è riconoscibile e riconosciuto grazie a due cose fondamentali, quelle che del web sono le fondamenta: la grafica e i contenuti.
Se i contenuti sono la parte che attira e crea il legame con i lettori nel medio e lungo termine, la grafica è la parte che, nel breve termine, a colpo d'occhio, permette di individuare immediatamente una pagina conosciuta.
Chi entra nel blog di Acilia riconosce subito la testata (n.b.: la parte grafica in cima ad ogni pagina, quella che si guarda per prima, che solitamente comprende logo, titolo e slogan) sempre presente e la tavoletta di colori. Sono segni distintivi, non unici singolarmente, ma univoci nel complesso.
Questi sono stati copiati. Non solo, sono stati modificati, con la palese intenzione di creare una grafica familiare, perché il "colpo d'occhio" cattura l'attenzione e aiuta a focalizzare i contenuti. Non si può neppure addurre una motivazione di integrazione con il resto del sito, perché nel contesto del frame esterno (come si vede dalle immagini) i colori della tavolozza usata da Acilia non c'azzeccano un bel niente. Men che meno quelli dell'immagine della testata.
Oltre a questo, se ancora non bastasse, sono state copiate alcune foto. Ma su questo, almeno personalmente, ci passerei sopra.
Quello a cui non si può passare sopra è il fatto che non ci sia stato il minimo contatto con la proprietaria delle immagini e della grafica. È molto probabile che, avendo preso contatti prima del colpaccio, Acilia avrebbe non solo fornito il suo consenso, ma anche dato una mano a migliorare (qualora ce ne fosse stato bisogno) i contenuti.
Oltre a questo vorrei sottolineare un piccolo dettaglio di cui sono venuto a conoscenza per vie traverse (e spero che Acilia mi perdoni se lo divulgo): prima di scrivere il suo (peraltro breve e con l'unico intento di segnalare un'appropriazione moralmente indebita e avvertire giustamente i suoi lettori dell'inesistente legame fra il blog Insiemeatè e lo Slowfood Legnano) intervento sulla questione, Acilia ha scritto una lettera indirizzata alla email di contatto segnalata sul sito slowfood Legnano e la prima risposta che ha ricevuto aveva toni ben diversi dal commento che il signor Mauri ha condiviso con noi su questo blog. In questa risposta, che riassumo con parole mie, veniva detto candidamente alla signora Acilia che non essendoci copyright alcuno non c'era alcun motivo perché non si potesse copiare il contenuto o la grafica del suo sito.
Bello eh? Si mantiene fra le righe vero? O forse è vergognosamente sotto o cialtronescamente sopra?
La vicenda è minima nel suo insieme, ma tocca due tasti che sono più importanti persino del decantato (da quale pulpito poi non si sa) impegno civile: rispetto e riconoscimento.
In questo, signori miei, avete clamorosamente toppato.

Stefano Carboni
(meglio firmarsi, mica è bello venire virgolettati)
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00:09, 14 luglio, 2008

@Sig. Corrieri
E' il suo pensiero.
Suppongo lei sia il fotografo di Dulcinea, non a caso.
Ad ogni modo, tralasciando le sue provocazioni e i giudizi gratuiti, la ringrazio per l'analisi antropologica e sociologica. Ne farò tesoro.
Rimane il fatto che ognuno è libero di indignarsi per le ragioni che desidera e di riservare la propria energia a ciò che vuole.
Quanto ai miei lettori, mi urta che si sia preso la libertà di offenderli senza alcuna cognizione di causa.
Buone cose.
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18:14, 13 luglio, 2008

Ho seguito con divertito interesse (antropologico) la vicenda. Dalle reazioni, legittime ma formulate, come dire, in modo poco elegante e un po' scomposto da "Acilia", risultano senz'altro un ego spropositato e un'indignazione poco originale e degna di più alta causa. Sobrietà ed understatement mancano anche nel responsorio indignato del coro di alcuni lettori espresso in forma di crescendo asseverativo da talk show televisivo (ma lì sappiamo come i cervelli hanno perso ogni autonomia...). Tutta questa energia è sicuramente da riservare a momenti di più alto impegno civile. L'intervento più sincero e dignitoso, anche nella forma (insisto, se non si è capito: la forma è importante), mi sembra del resto proprio quello del signor Mauri che si scusa e si spiega. Invocare poi i sacri princìpi a cui si ispira Slow Food in questo caso mi sembra voler fare di ogni quisquilia un dialogo dei massimi sistemi. Constato, ancora una volta, che mantenersi fra le righe in un paese che è sempre vergognosamente sotto o cialtronescamente sopra, non è facile, soprattutto, ahimè, in vicende "minime" come questa.

Michele Corrieri
utente anonimo
10:23, 13 luglio, 2008

Ti scopro solo ora...con parecchio ritardo. Mi dispiace per ciò che è successo e mi stupisco notevolmente dell'associazione in questione. Pensavo fossero più seri e attenti.

utente anonimo
14:09, 12 luglio, 2008

@NYBRAS
Concordo perfettamente, anche per me l'episodio si chiude qui e anche per me è sufficiente. Anche se fatico a credere che Slow Food Legnano non sia a conoscenza dei contenuti del proprio sito Web.

La speranza è che possa essere d'esempio per la vasta popolazione di furbi che bazzica la rete. Mi basta che rimanga traccia di quanto accaduto.

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13:55, 12 luglio, 2008

Acilia> Il signor Mauri s'è scusato, e per parte mia è sufficiente. Direi che il caso si possa chiudere qui, chè altrimenti rischia di trascinare tutti i discorsi un po' oltre.
Anche per non coinvolgere lo Slow Food Legnano oltre misura, se come spiega Mauri non era al corrente.
Sei daccordo? ;) In fondo, essere copiati è segno di qualità, come ti dicevo. :)
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10:34, 12 luglio, 2008

Il Sig. Mauri, dietro mia espressa richiesta, ha provveduto a rimuovere quanto non gli appartiene.

Ringrazio tutti per il sostegno appassionato :-)
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07:56, 12 luglio, 2008

Gentile sig. Mauri, tra tante parole non ha spiegato però come ha intenzione di riparare. Cosa farà adesso?
(Buongiorno bellissima, Fabrizio mi aveva parlato di questa cosa. Bah, spero almeno che il concerto sia andato bene!). Baci, Maricler
utente anonimo
#9  
17:42, 11 luglio, 2008

Buongiorno a tutti, lo so che ora penserete tutte le peggiori cose di me in quanto autore del furto di immagini da questo blog ma vi prego di riservare un minimo di pietà perchè la scelta è stata fatta in totale leggerezza e pressato dalla fretta di realizzare una pagina (solo quella, tutte le altre pagine del sito sono originali e con immagini libere da copyright) senza pensare alle implicazioni e alla naturale indignazione che il gesto avrebbe scatenato.
Mi assumo la piena responsabilità del fatto, ripeto commesso con superficialità, e chiedo a tutti di non accumunare Slow Food al fatto commesso, l'associazione non c'entra nulla, io sono l'unico curatore del sito e come tale unico responsabile, Slow Food Legnano e tanto meno Slow Food in genere non sono da ritenersi responsabili. Sono d'accordo con tutti quanti abbiano sottolineato la caduta di stile e la mancanza di creatività, è vero in quei giorni per me era così e conoscendo il blog ho pensato, sbagliando pienamente, di avvalermi di alcune immagini per completare una pagina del sito. Di questo chiedo umilmente scusa a tutti, in primo luogo ad Acilia e poi a tutti i suoi lettori. Non come scusante ma solo per cercare di farvi capire che non l'ho fatto in mala fede vi posso dire che, purtroppo, non avevo visto la presenza del copyright ma, va da se, che se anche non ci fosse stato avrei dovuto chiedere il permesso ad Acilia, cosa che mi ripromettevo di fare ma che non ho purtroppo mai fatto. Infine, ripeto non come scusante, la mia visione del web è forse un po troppo libera in quanto io ho, in passato, pubblicato lavori di testo e mie immagini (discegni) a totale libero utilizzo di chiunque e questa mia propensione mi ha alterato la visione del lavoro altrui.
Chiedo nuovamente scusa a tutti per il mio gesto e spero che abbiate compreso che è stato fatto senza mala fede e senza pensare che avrei così offeso l'autrice e i suoi lettori.

Paolo Mauri
utente anonimo
#8  
16:58, 11 luglio, 2008

Brutto..è davvero brutto che la gente non abbia più fantasia o non voglia più neanche sforzarsi di creare qualcosa da sola e nello specifico un blog!
Soprattutto in questo caso (dato che per avere un blog non ci sono spese) queste persone e tante altre come loro non hanno voluto tentare di fare da soli!
A mario m. che li difende vorrei soltanto dire una cosa: credo che esistano delle leggi non scritte tra tutti gli uomini che si basano proprio sul rispetto nei confronti di tutti! In questa occasione nessuno si è degnato di chiedere se non fosse un problema utilizzare i post di questo blog..questo è l'ennesimo esempio di totale non curanza di quelle leggi non scritte e di mancanza di educazione!
Acilia stai tranquilla l'originale sarà sempre superiore!
lion

utente anonimo
#7  
16:31, 11 luglio, 2008

Gentilissimo Mario M. mi permetto di scomodorla nuovamente, per farle una domanda: Il mondo del web è libero da vincoli e diritti, ok...il mondo del web permette a chiunque, in modo democratico, di attingere a fonti, immagini, e quant'altro. Premesso ciò, non le pare per lo meno scortese appropriarsi di qualcosa senza nemmeno contattare l'interessato? In questo non ci vede nulla di strano? Le regole di comunità, la possibilità di condividere non hanno nulla a che fare con l'abuso e l'uso improprio. Se permette mi indigno, dato che è l'unica cosa che posso fare, dato che ancora non esiste regolamentazione a riguardo. Inoltre le chiedo, se un giorno passeggiando per strada, dovesse fermarsi davanti ad un'edicola e vedere il suo sito tramutarsi in carta stampata, free press ovviamente, una piccola indignazione non colpirebbe anche lei?
Giusy Caligiuri
utente anonimo
#6  
16:25, 11 luglio, 2008

è prassi comune, se non si ravvisa la presenza del copyright utilizzare immagini e scritti presenti sul web. Per sua natura il web è libero e condiviso. Il semplice utilizzo di un template e di foto non mi sembra così grave se non viene usata per guadagnarci e non mi sembra questo il caso ed in fondo si parlava sempre di tè. Tutta questa indignazione riserviamola per cause più nobili e non perchè qualcuno ha utilizzato una piccola parte di un lavoro pubblicato di un'altro per commentare graficamente il proprio.
E' poi, non generalizziamo è sempre una pessima abitudine.

mario m.
utente anonimo
#5  
16:00, 11 luglio, 2008

Io ti ho già detto la mia per mail. :/ Bah.
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#4  
15:20, 11 luglio, 2008

Io ho appena mandato la seguente mail

Con estremo stupore e delusione ho notato che per pubblicizzare l'evento Teeria Slow Food avete indebitamente utilizzato il template di uno dei tea-blog più seguiti dalla sottoscritta ed altri innumerevoli lettori (http://www.insiemeate.splinder.com - ma credo che lo conosciate già)

Gran bella caduta di stile, nonchè grave mancanza di originalità.

Katia D.


utente anonimo
#3  
15:11, 11 luglio, 2008

ciao, ti leggo da circa un anno e mezzo, tovo il tuo blog fantastico e affascinante. Ti confesso che il viaggio che ho fatto ques'anno in Giappone in qualche modo è stato influenzato da tuo modo di vivere il tè, mi guardavo in torno e cercavo di scoprire e trovare tutte le cose di cui tu hai scritto cosi meravigliosamente....
non ho mai lasciato un messaggio prima ma ora proprio non posso rimanere indifferente, sono davvero sconcertata per quello che sono stati capaci di fare.
utente anonimo
#2  
15:09, 11 luglio, 2008

che si stia attraversando un momento di crisi è palese, ma mi domando che fine hanno fatto le buone maniere? Tipo la gentilezza e la cortesia di chiedere qualcosa in prestito? La voglia di condividere?Il rispetto per il lavoro altrui?La creativià sta morendo, esistono replicanti, replicanti di niente. Ehi voi,si voi dello Slow Food, il rispetto delle idee altrui e il piacere della condivisione, non dovrebbe appartenere alla Vs filosofia di mercato? Bah, che tristezza...
Giusy Caligiuri (goccianera)
utente anonimo
#1  
13:49, 11 luglio, 2008

Che poveracci... Ma hanno pure usato tue foto, con ancora la tua firma! Una mail, per dargli una raddrizzata?
utente anonimo