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Commenti
11:11, 05 luglio, 2008

Che bel commento ti ha lasciato Lord ninni!!!!Sono felicissima che una persona come lui colta ed intelligente,realmente in grado di comprendere fino in infondo ogni risvolto di questo tuo racconto e la bravura con la quale lo hai scritto, abbia letto e commentato.
Sono molto molto...beh molto :)
cinzia
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10:23, 05 luglio, 2008



"Al contrario, [ ...] se fosse così, potrebbe non essere; e se fosse così, sarebbe; ma siccome non è così, allora non è. E' logico".
Lewis Carroll, Attraverso lo specchio.

"-Non è un romanzo giallo - disse Paul - Si tratta invece di una strana forma di narrativa, che probabilmente rientra nella fantascienza.
- Oh, no - dissentì Betty. - Non c'è scienza e non è ambientato nel futuro. La fantascienza si occupa del futuro. In particolare di un futuro in cui la scienza è più progredita di oggi. Il libro non soddisfa queste premesse."

Philip K.Dick, La svastica sul sole.




La fantasia sociale introspettiva collocata in un probabile futuro, o fantapolitica, può essere affrontata da parecchie angolazioni, privilegiando di volta in volta il suo carattere fabulatorio o profetico, catartico o cognitivo, oppure osservandola come scheggia d'avanguardia o prodotto di consumo, ma l'aspetto che qui interessa, credo, è quello di un "filo" che produce possibilità o la possibilità terrificante che un incubo divenga soltanto un sogno e che il sogno possa essere non più espressione onirica ma realtà. C'è un’ulteriore possibilità: il risveglio. Questo racconto opera, infatti, con maggiore specificità e autonomia rispetto a qualsiasi altra finzione letteraria, cioè si sforza di dare consistenza "strutturale" (sia essa cosmologica, biologica, sociale, storica) al proprio mondo, che significa anche coerenza, credibilità, verosimiglianza. Tutto questo l'ha spiegato, molto bene, Umberto Eco, nei suoi studi sulla semiotica narrativa. Tuttavia, se non è questa la sede per esplorare le convergenze fra logica, semiotica e narratività, è indispensabile sottolineare la sua funzione.

Già, perché quando pensiamo agli universi della "Fantasia antropologico/politico/letteraria", in genere l'immaginazione corre agli spazi sconfinati dell'ego e della storia più o meno sconfinati, verso un futuro più o meno lontano, trasfigurato da nuove e sensibili emozioni, più o meno oniriche; verso mondi e situazioni perdute o ad un passato fantastico, leggendario o storicamente documentato (magari in questo caso facendo attenzione a schivare le trappole disseminate nella giungla dei generi), dove ai piaceri dell'estrapolazione spesso si sostituiscono meccanismi più sfumati dell'immaginario.

In questo racconto i sentieri legati all'emozione, ego, realtà e possibilità, sono assai più sottili e imprevedibili; spesso legati a un filo, a un'esitazione più o meno consapevole non tanto di natura ermeneutica, cioè del tipo "Che cos'è, ovvero, qual è la natura del mondo o dell'oggetto che mi trovo davanti e come posso integrarlo nel sistema di conoscenze della mia vita per comprenderlo, ma ipotetica, cioè del tipo: "E se ...?", o meglio ancora, "che cosa sarebbe successo se ... ?".

Ma attenzione, perché il racconto sia attraente, le regole devono essere precise e rigorose ed è risaputo che non troppa emozione suscitano le facili generalizzazioni. Quindi, nel Tuo impianto e messaggio, la dimensione storica è irrinunciabile, verificando e approfondendo - con intelligenza - le conseguenze di un autentico mutamento del corso della storia umana, così come noi la conosciamo.
Il racconto, che serba la sobrietà tra equivoci e impurità nel momento della lettura avvincente ed emozionale, rimane tuttavia intrecciato a tutto ciò che è proiettato nell'asse della storia. Da qui si dipartono varie direttrici fabulatorie che testimoniano come Te, caro Giuseppe, abbia individuato nella storia un campo da gioco privilegiato, scrivendo insieme ad essa un capitolo decisivo dei nostri mondi emozionali e delle nostre paure.
Ti sei avventurato in lungo e in largo, attraverso l'asse del tempo, in spostamenti, viaggi e paradossi temporali creando una storia alternativa o meglio ancora un'alternatività storica che inquieta e stupisce agghiacciandoci.
Dolce musica e soddisfazione per chi legge e soprattutto, comprende quanto prezioso sia il lavoro che gli occhi divorano.

Questo è il trionfo della scrittura, caro Beppe.
Il trionfo dell’omogeinicità in questa vita che, piatta, può nascondere quelle provocatorie alternative che con garbo ed introspezione hai saputo scrivere e descrivere.

Veramente un bel brano!
Congratulazioni.



Con la migliore stima e riconoscimento, un abbraccio e un saluto cordiali.








Ninni Raimondi
Bologna, 5 Luglio, 2008


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14:54, 04 luglio, 2008

Tu sei fuori ahahaha e poi parla italiano grazire aHHhHAHA
cinzia
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13:16, 04 luglio, 2008

@ TUMBERGIA

Grassie grassie grassie !!!

Sono così emosionato, non ho mai vinto niente. Sul serio? Non mi credete? ^___* Grassie grassie grassie. Mi sento così... effervessiente. Potrei diventar verde dall'emosione! ;-)




Vi voglio bene, tanto bene.

Tangooo... Bimbe, tangooo w/ me, baby don't look around 4 another boy, I'm here at your side. Yeah

Smaaackkk

Beppe
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09:56, 04 luglio, 2008

@ MARA

:-)

Infatti è così. Odio tagliare i racconti. Un conto è "accorciarli per esigenze di marketing", ma tutt'altro conto è dividerli in due parti. Come dicevo, è come spezzare la schiena al racconto e all'autore. Per me, una pratica del genere non esiste, neanche come lontana considerazione. E' già molto brutto quando si dividono i romanzi in più parti per esigenze editoriali; ma un racconto, mon dieu!

Bacioni,

Beppe
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09:49, 04 luglio, 2008

@ MARA

In effetti, questo racconto era un po' lungo. Di solito ne posto di più brevi, da leggere in 5 o 6 giorni. :-D

Scherzi a parte, questo valeva per due: erano dieci pagini di word. Però dividere i racconti, non perché si tratta dei miei, mi fa un effetto per niente piacevole. Già odio i libri tomo 1, tomo 2, e via di seguito. No, il racconto non si può spezzare. Sarebbe come spezzargli la schiena. Non esiste che si divida in due un racconto.

Il racconto qui include tantissime tematiche, che sarebbe bello poter analizzare se ci fosse un po' di voglia: ma non posso chiedere di più con questo caldo, quindi mi accontento di chi oggi ha sudato su questo racconto leggendolo.

Grazie infinite, cara Mara. E buona giornata

Beppe


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07:42, 04 luglio, 2008

Photobucket

Buongiorno! Caffè e premio per te.
Il premio è sul mio blog.

avatar Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente tumbergia
23:52, 03 luglio, 2008

Scusa se non leggo il racconto, ma non sto girando molto e leggendo molto, perchè il pc mi porta vertigini...ma se lo hai scritto tu, ad occhi chiusi sarà eccezzionale...;) Spero tu mi perdoni ;))))

…in questa notte silenziosa…dove il rumore è solo il frastuono dei miei pensieri…dove ogni ombra è parola ancora non scritta…dove un sottile filo di vento, sfiora le foglie che hanno sete di pioggia…in questa notte unica…ho paura dell’oscurità…quando tu, già sarai luce del giorno…

Buon week-end Beppe...un baciotto...Lia

avatar Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Angelvenus1
21:10, 03 luglio, 2008

Un racconto che parla degli avvenimenti politici che hanno segnato gli ultimi 30.40 anni della storia del pianeta. Dai lager nazisti- alla follia di una razza pura- a Curcio, alle BR e Aldo Moro, passando per Cuba e le leggi di Stato, troppo poco socialiste e molto (tanto) naz(och)iste. ..per tornare da dove eravamo partiti, in fondo.;-)Non posso commentare diversamente questo importantissimo racconto, se non altro per restituire a Franz o Francesco -e a quelli che la storia potrebbero raccontarla davvero ma non lo fanno o fingono che noi sappiamo -la sua vera storia e il suo "valore" e sperare che al suo risveglio il pianeta abbia molta voglia di raccontarsi, come ha fatto lui...;-)))))Ti bacio, lungamente e grazie per questa lettura..importante;-))))Tua karamellina..^_*
avatar Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente angelikaramella
#9  
18:32, 03 luglio, 2008

@Cinzia: Ciao cara! : )))))))))))

Capisco cosa vuoi dire.
Dopo aver postato quel piccolo suggerimento, mi sono subito detta che Beppe l' avrebbe rapidamente ripudiato!
Proprio in linea con quanto hai scritto tu...

La realtà è che io adoro rimanere là, sospesa, sul filo delle puntate -sarò una delle poche!-, così come amo i film ad episodi...

Poi, si potrebbe discutere: magari per molti, il mio consiglio, altro non è che un vile cedimento al "marketing" ... (anche se Beppe non vende nulla, è chiaro!)
Forse, ci sta anche!
Un pizzico, forse, però non guasta!

Baci, grande Cinzia!
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#8  
17:51, 03 luglio, 2008

Scusate se mi intrometto in un argomento "strettamente vostro" data la mia impraparazione ma..io non credo che i racconti di Beppe possano essere "a puntate".Credo,ripeto credo debbano essere letti d'un fiato per non perdere quel coinvolgimento emotivo,quasi di stomaco" e mentale che creano.probabilmente ho detto un ammasso di cavolate :)))
Ciao Mara!!!! :)))
cinzia
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#7  
17:27, 03 luglio, 2008

Eccomi!

Letto, anch' io!

Il tuo racconto, caro Beppe, di temi caldi ne evidenzia molti...
Ogni dieci righe, più o meno, un nuovo colpo centra in pieno e riporta a congiunture storiche, politiche, che scorticano emozioni, immaginazioni, furori...

La follia di Franz, tristemente, risulta credibile; un po' meno, ai miei occhi, la visione apocalittica del futuro... probabilmente perchè non "affronto la vita con coraggioso pessimismo".
Quel "coraggioso pessimismo", lo rifiuto: l' ho visto generare, troppe volte, molta rabbia e infinito cinismo, verso sè, il mondo, gli altri...

Ad ogni modo, il racconto scorre, e anche veloce!

Che ne diresti, la prossima volta,l di pubblicare i tuoi racconti lunghi a puntate?

Questo manterrebbe alta la voglia e non scoraggerebbe i lettori che hanno poco tempo!

Un abbraccio!

P. S. Al post su Ingrid Betancourt, io, invece, non sono riuscita emotivamente a sottrarmi!

; ))))))))))))))
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#6  
14:08, 03 luglio, 2008

@ CINZIA

Speriamo che siano anche altri a pensarla così, cioè che merita. Perché al momento, mi pare che tu sia una delle poche persone ad averlo letto ed aver commentato.

Vorrà dire che tu e solo tu meriterai un mio regalo. :-)



Come il Valhalla, ad esempio. :D

O una notte con Odino. :-D



Grazie infinite, Cinzietta

Beppe
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#5  
13:44, 03 luglio, 2008

Non è stata una gran fatica direi:) secondo me merita davvero.
bacio
cinzia
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#4  
08:52, 03 luglio, 2008

@ CINZIA

Una provocazione politica e sociale, politicamente scorretta. E' bene in evidenza nei tag.
La società che descrivo è una società diventata cinica e nichilista, che non crede più in nulla. Per assurdo si avanza l'idea di una apologia dell'eugenetica, il tutto condito da un po' di miti tedeschi e di esoterismo nazista. E' chiaramente un racconto di fantapolitica, quindi finzione: la provocazione indubbiamente c'è, ma spero che la gente, non dico te, non sia talmente idiota da non capire il vero significato del racconto.

Bacioni Cinzietta e grazie infinita per esserti sorbita questo racconto lunghissimo, lo ammetto. Spero ne sia valsa la pena. :-)

Beppe
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#3  
08:48, 03 luglio, 2008

@ NAD

E invece, cara Nad, hai trovato questo altrettanto bellissimo racconto. :-) Ti ricordo che gli OT non sono ammessi. Per quest volta passi, forse non eri informata: se vuoi fare delle segnalazioni c'è il post dedicato, che è nel tag bacheca. Grazie. :-)



Beppe


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#2  
07:49, 03 luglio, 2008

Speravo di trovare un bellissimo articolo sulla liberazione di Ingrid Betancourt. Spero tu lo faccia :-)
Ciao
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#1  
05:52, 03 luglio, 2008

Forte provocazione "politica" la tua in questo racconto.L'esame di una società in cui ii reali valori sono morti-
Bellissimo Beppe mi è molto piaciuto
Buongiorno
un bacio
cinzia
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