"Al contrario, [ ...] se fosse così, potrebbe non essere; e se fosse così, sarebbe; ma siccome non è così, allora non è. E' logico". Lewis Carroll, Attraverso lo specchio. "-Non è un romanzo giallo - disse Paul - Si tratta invece di una strana forma di narrativa, che probabilmente rientra nella fantascienza. - Oh, no - dissentì Betty. - Non c'è scienza e non è ambientato nel futuro. La fantascienza si occupa del futuro. In particolare di un futuro in cui la scienza è più progredita di oggi. Il libro non soddisfa queste premesse." Philip K.Dick, La svastica sul sole. La fantasia sociale introspettiva collocata in un probabile futuro, o fantapolitica, può essere affrontata da parecchie angolazioni, privilegiando di volta in volta il suo carattere fabulatorio o profetico, catartico o cognitivo, oppure osservandola come scheggia d'avanguardia o prodotto di consumo, ma l'aspetto che qui interessa, credo, è quello di un "filo" che produce possibilità o la possibilità terrificante che un incubo divenga soltanto un sogno e che il sogno possa essere non più espressione onirica ma realtà. C'è un’ulteriore possibilità: il risveglio. Questo racconto opera, infatti, con maggiore specificità e autonomia rispetto a qualsiasi altra finzione letteraria, cioè si sforza di dare consistenza "strutturale" (sia essa cosmologica, biologica, sociale, storica) al proprio mondo, che significa anche coerenza, credibilità, verosimiglianza. Tutto questo l'ha spiegato, molto bene, Umberto Eco, nei suoi studi sulla semiotica narrativa. Tuttavia, se non è questa la sede per esplorare le convergenze fra logica, semiotica e narratività, è indispensabile sottolineare la sua funzione. Già, perché quando pensiamo agli universi della "Fantasia antropologico/politico/letteraria", in genere l'immaginazione corre agli spazi sconfinati dell'ego e della storia più o meno sconfinati, verso un futuro più o meno lontano, trasfigurato da nuove e sensibili emozioni, più o meno oniriche; verso mondi e situazioni perdute o ad un passato fantastico, leggendario o storicamente documentato (magari in questo caso facendo attenzione a schivare le trappole disseminate nella giungla dei generi), dove ai piaceri dell'estrapolazione spesso si sostituiscono meccanismi più sfumati dell'immaginario. In questo racconto i sentieri legati all'emozione, ego, realtà e possibilità, sono assai più sottili e imprevedibili; spesso legati a un filo, a un'esitazione più o meno consapevole non tanto di natura ermeneutica, cioè del tipo "Che cos'è, ovvero, qual è la natura del mondo o dell'oggetto che mi trovo davanti e come posso integrarlo nel sistema di conoscenze della mia vita per comprenderlo, ma ipotetica, cioè del tipo: "E se ...?", o meglio ancora, "che cosa sarebbe successo se ... ?". Ma attenzione, perché il racconto sia attraente, le regole devono essere precise e rigorose ed è risaputo che non troppa emozione suscitano le facili generalizzazioni. Quindi, nel Tuo impianto e messaggio, la dimensione storica è irrinunciabile, verificando e approfondendo - con intelligenza - le conseguenze di un autentico mutamento del corso della storia umana, così come noi la conosciamo. Il racconto, che serba la sobrietà tra equivoci e impurità nel momento della lettura avvincente ed emozionale, rimane tuttavia intrecciato a tutto ciò che è proiettato nell'asse della storia. Da qui si dipartono varie direttrici fabulatorie che testimoniano come Te, caro Giuseppe, abbia individuato nella storia un campo da gioco privilegiato, scrivendo insieme ad essa un capitolo decisivo dei nostri mondi emozionali e delle nostre paure. Ti sei avventurato in lungo e in largo, attraverso l'asse del tempo, in spostamenti, viaggi e paradossi temporali creando una storia alternativa o meglio ancora un'alternatività storica che inquieta e stupisce agghiacciandoci. Dolce musica e soddisfazione per chi legge e soprattutto, comprende quanto prezioso sia il lavoro che gli occhi divorano. Questo è il trionfo della scrittura, caro Beppe. Il trionfo dell’omogeinicità in questa vita che, piatta, può nascondere quelle provocatorie alternative che con garbo ed introspezione hai saputo scrivere e descrivere. Veramente un bel brano! Congratulazioni. Con la migliore stima e riconoscimento, un abbraccio e un saluto cordiali. Ninni Raimondi Bologna, 5 Luglio, 2008