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Commenti
#3  
15:01, 26 novembre, 2008

Sono pienamente d'a ccordo , solamente che le istutuzionei che qui hanno protetto le categorie protette..gioco di parole, in altri contesti le declassano.
Ad esempio in vari contesti il collocamento mirato per i lavoratori della legge68/99 assume dei nomi quanto mai ambigui e comunque non in sintonia con la legge..
leggere la discussione linkata
Ciao
http://lily.netsons.org/?cat=19 utente anonimo
#2  
18:57, 09 luglio, 2008

Concordo... oltretutto è la stessa cosa che è successa con la maturità... la soluzione più semplice è inserire qualsiasi risultato in diffusione con un codice identificativo che solo l'interessato sa (oltre alle persone a cui lui volontariamente ha comunicato il suo codice) invece di eliminare i dati obbligando poi gli interessati ad andarli a richiedere all'amministrazione con perdite di tempo inutili...
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#1  
13:45, 09 giugno, 2008

Credo non si debbano proprio pubblicare i dati di chi è risultato idoneo ad un concorso pubblico. Mi spiego: secondo me dovrebbe essere associato un codice ad ogni partecipante, personale e non cedibile; cosi chi è risultato idoneo saprà il risultato. QUesto sistema dovrebbe essere applicato anche agli esami universitari, purtroppo, sempre più spesso i i risultati di esami sono sabttuti in prima pagina web dell università con nome cognome e voto.Ci vuole un provvedimento rapido ed efficace.
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