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Commenti
#8  
21:32, 05 giugno, 2008

leggo solo ora questo tuo post e posso dire di capirti benissimo perchè lavoro in un negozio che si trova all'interno di un centro commerciale che fa orario continuato (9-22).
spesso la gente pensa che siamo macchine soprattutto nel periodo che va da novembre a dicembre...
per capirci veramente a certa gente basterebbe una settimana al nostro posto
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#7  
07:05, 22 maggio, 2008

In ogni caso, leggendo i tuoi post precedenti, direi che faresti bene a mandare curriculum in giro e cambiare lavoro alla prima migliore occasione che ti si presenta.
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#6  
06:35, 22 maggio, 2008

Capisco bene che i clienti maleducati siano insopportabili. So che i proprietari dei negozi, molto spesso, sono solo sfruttatori e magari drammaticamente stupidi. Sanno rendere il lavoro al personale sgradevole e poco interessante, diminuendo così anche il volume d'affari. Ma credo comunque che ciò non giustifichi la maleducazione.
Io abito in Giappone: qui i commessi sono sempre gentili e molto attenti alle esigenze dei clienti e, vi assicuro, non ricevono paghe molto elevate. Ovunque tu vada hai un ottimo servizio e anche un'ottima qualità ad un prezzo decisamente basso. Entrare in un negozio è un piacere, in Italia sempre meno.
Non ho mai lavorato in un negozio, ma quando studiavo facevo la maschera a teatro e notavo come molti dei miei colleghi fossero freddi e svogliati. Era un lavoretto, d'accordo, ma il modo con cui veniva affrontato era molto poco professionale. Non importa quello che fai, importa che tu lo faccia bene: è un buon modo per non essere insoddisfatti. Essere maleducato con il pubblico, mi avrebbe reso poco contento, probabilmente incazzato e depresso, almeno durante l'orario di lavoro. Mi avrebbe fatto lavorare peggio, avrebbe diminuito la qualità della mia vita e magari mi avrebbe fatto licenziare (il capo non era una persona molto simpatica o conciliante). Cercavo sempre di essere gentile e aiutare il pubblico, facendo anche un po' di più di quello che era necessario. Cercavo ad esempio di dare consigli sul posto migliore o suggerimenti sugli spettacoli e devo dire mi divertivo molto e, anche se lavoravo il doppio dei colleghi, non mi pesava per nulla.
Essere gentili, anche se difficile, fa più bene a chi è gentile che a chi riceve la gentilezza. Almeno io la vedo così.
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#5  
23:02, 20 maggio, 2008

Pur lavorando in un negozio piccolo piccolo, cara Lexla non sai in quante cose mi sono riconosciuta anch'io! Ahimè dove lavoro io non sai nemmeno quante persone della categoria "la patata ce l'ho solo io" oppure "anche se sono piena di soldi e te lo dimostro o mi dai gli occhiali di Bulgari a 10 € o sei un ladro e mi offendi" entrano, ogni santo giorno...e per 1000 € al mese, ma se potessero pagarci in base alla pazienza e alle umiliazioni, ma che vecchiaia ci passeremmo!! :D
In bocca al lupo e a presto!
Anna
utente anonimo
#4  
22:39, 20 maggio, 2008

Non so se abbia a che fare con la meme ma, cara Lexla, ti ho coinvolto in un "meme"!
http://darionescu.wordpress.com/2008/05/20/gioco-meme/
Non uccidermi :) Ciao

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#3  
21:44, 18 maggio, 2008

a volte ci fanno veramente uscire di testa con domande stupidissime che ti verrebbe da dire alla cliente...ma lei c'e' o ci fa ??

un bacione meme


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#2  
15:14, 18 maggio, 2008

A volte però mi capita di fare così (entrare in orario di chiusura al supermercato o all'edicola) ma in genere ci vado perché so cosa voglio, so dove trovarlo, ho i soldi quasi contati; una volta mi è capitato di chiedere se avessero una determinata cosa perché mi serviva urgentemente ma non sapevo se la tenessero o no. Comunque non sono mai stato importunato a parte una volta: la cassiera della Standa mi ha visto mettere le cose in una busta di plastica che avevo appallottolato e messo in tasca A CASA e ho portato al supermercato (ho una mente ecologica): lei mi ha accusato di averlo preso dal vano sacchetti e di averlo accartocciato e messo in tasca per non pagarlo (notare avrebbe perso 5 centesimi); altra cosa che mi da fastidio: quando loro non hanno il resto si incazzano (e qui, porca miseria, io sono il cliente e voi avete le monetine; non è che posso fabbricarmele a casa; se no mi metterei lì) e a volte ti danno qualche centesimo in meno tanto chissenefrega no? Io non faccio storie per 5 centesimi ma magari il poveraccio di turno che fa un lavoro sottopagato potrebbe averne a male... mentre quando tu non hai 1 centesimo ti fanno mettere giù la roba (e va bé qui hanno ragione dai :D ). Altra avventura è successa a mio nonno: aveva portato i soldi giusti allo SMA e la cassiera gli ha chiesto di più; lui le ha chiesto di ribattere per cortesia ma lei si è rifiutata; dopo SVARIATI INSULTI :D da parte di mio nonno è arrivato il direttore che ha ribattuto e ha appurato che la cassiera aveva sbagliato; chissà che fine ha fatto poveraccia...Altra cosa: alla FNAC non trovavo un oggetto e nessun commesso ha saputo aiutarmi (eppure chiedevo un cavo Fire-Wire, insomma qualcosa di preciso) ma ho fatto il giro dei commessi che mi dicevano: vai al reparto là in fondo e ci dovrebbe essere un addetto..e quell'addetto non c'era :| Mi aiuti tu Lexla a trovare quel cavo? Vengo nel tuo negozio che lo avete DI SICURO :D (faccio il cliente idiota :D, scusa ironizzavo secondo me sei una grande a resistere questi ritmi)... Ciao grazie dei chiarimenti del post ;)
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#1  
13:52, 18 maggio, 2008

Quoto tutto in pieno. Da ex commessa quale sono non posso che darti ragione in toto.
E aggiungo un'altra categoria di clienti che ti fanno venire la bile acida: quelli che entrano in negozio trenta secondi prima della chiusura per il pranzo perchè tanto sanno che non puoi mandarli via (e non lo fai, se non vuoi il cazziatone del titolare), chiedono scusa per l'orario in cui si presentano ma intanto si fanno mostrare tutta la merce che hai a disposizione, e se ne vanno dopo mezz'ora senza comprare un cerino con la scusa che "guardi, ci penso e torno con calma". Intanto tu hai perso due autobus, la pausa pranzo si riduce da tre ore a due strette strette meno il tempo che ci avresti messo ad andare a casa e tornare a riaprire puntuale, un panino che ti rimane in gola e tutta una serie di imprecazioni che giuri di vomitare addosso a quel cliente quando lo ritrovi fuori dal contesto lavorativo. E l'amara certezza che non lo farai mai.
Quanti anni ho lavorato così...
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