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Commenti
#7  
10:04, 06 maggio, 2008

molto carina.
utente anonimo
#6  
02:31, 05 maggio, 2008

Angela> Non si è mai certi di nulla. Ma ad un certo punto, sarai chiamato a prendre posizione. Con i "dati" che hai, eppure... dovrai decidere. Pensaci.
avatar Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente NYBRAS
#5  
21:05, 04 maggio, 2008

Imparare a stare zitti.

Ma il buddhismo insegna anche la "retta parola".

Consapevole che le parole possono creare felicità o sofferenza, il Buddha insegnava a coltivare la parola amorevole e l'ascolto profondo, allo scopo di portare gioia e felicità agli altri e confortarli nelle loro sofferenze.

Ma "retta parola" è anche non diffondere informazioni di cui non si è certi e a non criticare o condannare cose di cui non si è sicuri.

"Retta parola" è anche non pronunciare parole che possano causare divisione o discordia e che possano portare rotture in famiglia o nella comunità.

Grazie per lo stimolo a cui ho voluto contribuire con questo piccolo intervento.

Angela Tagliani
utente anonimo
#4  
18:44, 04 maggio, 2008

Non solo silenzio, via di purificazione dei sensi, ma monito per l'errore in agguato, quello che subito riconosciamo negli altri e con difficoltà scorgiamo in noi.
Amo questo racconto, come il silenzio che spesso trovo in una calda tazza di the.
Sono felice per il tuo soggiorno veneto, ogni viaggio ci regala nuovi pensieri

Insula

utente anonimo
#3  
15:51, 04 maggio, 2008

@Romy e @Lu
E' una delle storie zen che preferisco.
Va abbastanza bene, grazie. Sono reduce da un breve soggiorno veneto :-)
Ricambio il saluto e l'abbraccio.
avatar Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Acilia
#2  
10:03, 02 maggio, 2008

Ogni storia ha un suo scopo, e anche questa insegna molto...come stai? spero bene.
Un saluto
Lu
utente anonimo
#1  
09:58, 02 maggio, 2008

Troppo carino, questo racconto! Come va? Spero bene! Ti abbraccio. Romy
utente anonimo