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Commenti
#8  
19:24, 26 aprile, 2008

torno su questo blog dopo una lunghissima parentesi a fare cose e vedere gente, diamo per scontato che a volte si parla anche quando sarebbe meglio restare zitti, come adesso per esempio, ma dev'essere una specie di deformazione professionale.
il silenzio fa paura ma la banalità di certe parole molto, molto di più.

per non parlare di certi commenti spocchiosi..

radiozombie.
utente anonimo
#7  
08:54, 24 aprile, 2008

"Dai tempo al tempo"

"...perché io sono una persona schietta"

"L'hai detto tu" (insopportabile presa di distanza, spesso pronunciata alzando le mani)

"...in questa splendida cornice"

"Te lo dico proprio perché sono tuo amico" (il più delle volte si tratta insulti)

"Sei una persona in gamba"

"Nessuno mi ha mai regalato niente"

Io propongo un metodo, offensivo e difensivo al tempo stesso: sottolineare ogni frase che ci urta i nervi per la sua stupidità con una sonora pernacchia. Baci
utente anonimo
#6  
19:03, 23 aprile, 2008

io ci metterei anche...lo faccio per il tuo bene
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#5  
11:46, 23 aprile, 2008

Hai ragione Luigi, il contesto è importante, ma credo dovremmo soforzarci di attingere ad un vocabolario, quello della lingua italiana, ricco di aggettivi e sostantivi meno abusati. Non ho visto il Grande Fratello Paolì, ma in effetti in tutti i lanci sulla finale si sottolineava che aveva vinto "una persona vera". E mi chiedevo quanto può essere se stessa una persona che sa di avere delle telecamere addosso da mattina a sera...Ed infine un saluto e un benvenuto a Gianmarco. Hai ragione, il silenzio, anche se un po' lo temo, può essere di un'educazione impareggiabile
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#4  
12:57, 22 aprile, 2008

Cara Paola, mi spiace se non stai passando il tuo "periodo migliore" su vari fronti e ti ringrazio della confidenza di dirlo sul blog. E' sempre bello e utile, al di là dei pudori, avere il coraggio di raccontarsi. Del resto anch'io (sotto alcuni aspetti) non è che sia in un periodo brillantissimo, anche se da altri punti di vista invece va alla grande. Ti capisco.

Eh eh, sono d'accordo con l'osservazione che certe frasi, specie in periodi d'insofferenza, siano proprio irritanti. Credo comunque che quelle che hai scritto non siano tutte irritanti "allo stesso modo", perché alcune sono troppo generiche e quindi potrebbe dipendere dal contesto: in certi casi potrebbero infatti essere innocue e normali, in altri (le stesse frasi) potrebbero risultare appunto stucchevoli.



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#3  
12:48, 22 aprile, 2008

Secondo me ieri hai visto il Grande Fratello, per quel po' che ho visto è stata la fiera del "fantastico, bellissimo, magico, straordinario, se stesso, vero, autentico, amicissimo...", che nausea!

Paolé, le parole migliori sono quelle che diciamo a noi stesse ogni giorno: "Tieni duro e vai avanti".
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#2  
12:36, 22 aprile, 2008

ciao paola. Sai, quelle frasi trovo facciano male più di mille silenzi. E il brutto è che si dicono, molte volte, senza rendersene conto. Spero ci sia qualcuno che abbia capito quanto una occhiata ad esempio voglia dire più di trecentoventi parole dette per sentirsi meno in debito e più partecipi. Essere partecipi è un'altra cosa: le parole fanno anche male. Per questo il silenzio, se provi a pensarci, è sempre sincero: o è una cosa, o un'altra, insindacabile.
gianmarco, un abbraccio.
utente anonimo
#1  
11:44, 22 aprile, 2008

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utente anonimo

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