Lascia la tua opinione
Commenti
#13
16:55, 06 marzo, 2008
Ciao! Vorresti che si presentasse alle elezioni regionali una lista di blogger? C'è un sondaggio in cui vorrei anche la tua preferenza! E' importante ai fini del rinnovamento politico della terra siciliana!
http://waltergianno.splinder.com/post/16228424/Il+Sondaggio
WG
#12
10:07, 04 marzo, 2008
ma, dico.
Effe
#11
09:54, 19 febbraio, 2008
Tutto ciò che ho letto in questo post E' TANGO. Assolutamente.
LeMieMari
#10
12:16, 18 febbraio, 2008
(macché teatro: doveva trattarsi della vita, credo)
Ma il bandoneon e la fisarmonica vanno ascoltae da vicino, con l'orecchio accanto all'avorio, perché allora sì che si sente il ticchettio delle dita e delle unghie sui tasti, un rumore intermittente, un alfabeto morse chiarissmo e oscuro che racconta notti, città, grammatiche, vite e futuri.
(ricordo vie lontane in cui ascoltavo lo strumento, e la musica la scordavo, e ascoltavo solo quel tic tic come un treno, come un ferrocarril)
Effe
#9
19:46, 16 febbraio, 2008
virtù di penna mi incuriosisce a ciò che non conosco.
ireneladolce
#8
23:21, 14 febbraio, 2008
Lucida follia lo chiamo infatti... cos'abbia di lucido ancora non ho ben capito ;)
Ma sul fatto che sia bello, su quello non ci sono dubbi, proprio no.
a presto!
F.
PunkyFairy
#7
21:03, 13 febbraio, 2008
comadrita
, c'è un tempo per ballare, un tempo per sentire e un tempo per principianteggiare. Un tempo o anche quattro tempi, quattro quarti di cuore di bue, come quello appeso da Ferrer e Piazzolla lì, nel soffitto del nostro irreale teatro ri-costruito sulle macerie, con colapesce che stilla acqua e lacrime su tutti gli ordini di posti.
Sì, è stato bello e tutto. Ma ci vuole poco, quando c'è Piazzolla quello vero, non quello delle suonerie, delle tangonerie e dei fast-dance.
fatina punk
, il tango ti sorprende quando meno, e dove meno, te lo aspetti, tende continui agguati al corazon, e anche alle punte dei piedi. Devi stare attenta e devi distrarti, infatti. Assieme. Una cosa da folli, appunto. Che bello.
choco queridissima, ti confesso che ho continuato ad ascoltare Maria, in questi giorni. Ma vorrei tornare a teatro, sentire le vibrazioni nell'aria, l'avorio che parla con me. Un beso
moltorumore, per fortuna certe vite sono passate, e noi siamo gatte. per fortuna.
manginobrioches
#6
15:38, 12 febbraio, 2008
che bello! che invidia briò! :)
tu che te ne vai a spasso per messina nientemenoche con la moglie di
astor piazzolla!
bello, davvero.
m'hai fatto tornare a galla l'emozione del primo incontro-ascolto di
lui
, grazie a un meraviglioso arrangiamento per quartetto d'archi di quel mio ex marito
violinista
, quello dell'altra vita, quella precedente, la quarta o la quinta forse.
moltorumoreper
#5
10:27, 12 febbraio, 2008
...semplicemente e m o z i o n a n t e...
Abbracci. Chcocolate
chocolateberry
#4
01:38, 12 febbraio, 2008
Vagavo nella notte ancora inquieta di danze e trovo note di bandoneòn, che gioia, che pena dolce. Perchè a volte si vola su punte di piedi, con sorrisi che avvolgono le inquietudini da giorno a giorno, altre volte si ascolta un rumore di passi dentro al petto che non lascia in pace le passioni.
La musica non sta buona, ed io nemmeno.
Grazie delle parole affascinanti, saporose di emozioni e puro stupore...
un bell'incontro.
Fairy
PunkyFairy
#3
20:16, 11 febbraio, 2008
Io confesso.
Confesso che prima di questa volta
Maria de Buenos Aires
non mi piaceva neanche un po'. Anzi. La trovavo proprio tanto poco tanguera. E inutimente retorica.
In realtà avevo un Cd a casa sentito una volta 6 anni fa (quando pricipianteggiavo col tango) e abbandonato para siempre. Più che para siempre, para ignorancia.
E invece... e invece ci arrivo con gli occhi e l'entusiamo presi in prestito da una superBrioscia e scopro...
- ...
il testo
bellissimo, visionario fino allo stordimento (Maria-Patricia mi ha garantito che Ferrer beveva, certe allucinazioni poetiche son troppo belle per essere effetto solo di un poeta sobrio)
Ahora que es tu hora...
de Buenos Aires soy la más bruja cantando y amando también! Si el bandoneón me provoca... tiará, tatá!
Certo, roba tipica di quegli anni didatticoallegorici, quando mammà e papà miei (sessanttottini) erano piccini e mangiare pane e poesia era ancora normale, per tutti proletari (si chiamavano allora) e borghesi (sempre allora).
Ma se il testo non lo conosci già da prima e arrivi lì sguarnito di sensi, se non hai il buon senso (istino) di butti nella poesia, non capisci una mazza. Non è roba da leggersi lì per lì. E poi le didasclie con la traduzione (per quanto ben fatte) distraggono dalla musica (solo un po') … e dai bicipiti del bandoneonista!
- ... la musica. il concerto. la saggezza piazzolliana così tanto (abitualemente) saccheggiata dal commercio. Qui reintegrata, dal vivo, con rigore, persino faticoso. (come la prescrizione iniziale di non applaudire nel corso dello spettacolo, ma solo alla fine). Vedere i musicisti "protagonisti" sul palco (non nel golfo mistico), l'organico celebrante e celebrato messo lì ad agire, a costruire il senso musicale, ogni possibile senso musicale: dal piccolo melodranmma che sfiora il requiem o s'immagina poemetto sinfonico e non rinuncia a nulla, nè all'assolo di chitarra acustica jazz, nè al coro da tragedia greca, nè alla citazione donizzettina rataplin da La Fille du régiment.
La moda musicale (qualcuno un giorno me la spiegherà) fine anni sessanta in cui non potevano mancare flauto, xilofono. In tutto questo il tango, certo. L'altro lato, quello che non si balla e che pure (paradosso) ne avvicina tanti al ballo. Vi si legge ad ogni frase musicale l'ostentazione programmatica e orgogliosssima di voler fare del tango una musica colta (non solo appartente alla cultura popolare argentina) intellettuale. Noi oggi sappiamo che Astoruccio vi riuscì. Con il bello e il meno bello che ne consegue.
- I cantanti. Tre. Bravi, talentosi a reggere la filata, muovendosi tra i musicisti come strumenti tra gli strumenti e allo stesso tempo seguendo una drammaturgia precisa, essenziale, emotiva come pretende il tango e la poesia, mica la diegetica. I gesti della voce e del corpo, recitativi e vocalizzi, tutto in perfetta reciproca misura.
Certo la povera Patricia Barone cantante protagonista entra in scena vestita da “Jessica Rabbit” o da Milva dei poveri. (ma così la volle a vulcanica titanica folle Laura Escalada) eppure è tipa totalmente differente capelli corti, da punk e molto più giovane e simpatica assai. El Duende uomo di mondo... e di buon carattere così come nel suo personaggio (nonostante il duello col bandoneon). El cantor Sebastian Holz così grave e vagamente luciferino sulla scena, così solare e cuor contento fuori. La sera a cena (c'erano pure Nestor il violoncello, Sergio il contrabasso e Graciela la segretaria di produzione), per confortarli gli ho come mai a Messina il pubblico è moscio: niente di personale, è colpa del megaterremoto del 1908,ancora non si sono ripresi!
- ... il bandoneon varon messo al centro, sotto l'occhio di bue, come sull'altare, come un fantasma vivo, Astor cetripeto e cetrifugo... forse un troppa luce, forse.
- ... la pazienza degli artisti. Cosa che mi commuove ogni volta che la incontro. Questa umiltà di mettere da parte la fatica (una replica ogni giorno in una città diversa, in postacci diversi, trattati come cose) e "dare" quando si deve, magari generosamente. E tutto questo per "stare dalla parte della bellezza". Eroici. Me li sarei baciati uno ad uno. In effetti l'ho fatto fin dove ho potuto e con un certo riscontro, compresa la trascinante Laura Escalada che mi ha detto e fatto cose assai belle... tipo "ma tu non sei di Buenos Aires? Dovresti" "mi posso fare una foto con te?" ... ma dico. :-)
Sì comadre, è tango. Mi sa che è tango tutto. Grazie.
farolit
#2
13:38, 11 febbraio, 2008
nessun rischio: era una femmina. le femmine le sanno da prima, le cose. e non corrono rischi.
manginobrioches
#1
11:59, 11 febbraio, 2008
è stato uno dei miei primi amori tanghèri. mettevo la cuffia sulla pancia e la facevo sentire pure a mia figlia.
(il tribunale dei minori non l'ha mai saputo, per fortuna)
Flounder
Scrivi un commento
Questo blog non è una clinica psichiatrica per disturbati, e nemmeno una discarica, il che mi costringe (almeno per ora, fino a che il disturbato di turno non si sarà preso il litio) a moderare. Vi chiedo scusa.
Nome: utente anonimo
Blog:
Il tuo commento:
Scrivi le lettere che vedi nell'immagine qui sopra.
Puoi usare i seguenti tag HTML nei commenti: <a target="_blank"><b><i><br>
*
Entra
o
Registrati
per commentare con un tuo nick :)
chiudi questa finestra