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Commenti
#6
11:41, 07 febbraio, 2008
Purtroppo la legge italiana è alquanto repressiva e come al solito, forte con i deboli e debole con i forti. L'anonimato vigliacco è da condannare, ma a volte esistono delle esigenza di riservatezza che costringono ad utilizzare un nick. E poi non dimentichiamoci che grazie a Google, digitando un nome, possiamo ricostruire il profilo di un utente e scoprirne vita, morte e miracoli.
Fortunatamente il problema non mi riguarda: http://www.medien-mittweida.de/aktuelles/artikel/1661.html
BC
www.forum-mirabella.com
utente anonimo
#5
11:02, 04 febbraio, 2008
aggiungo che Con la legge Levi-Prodi vorrebbero mettere la museruola alla blogosphera. Infatti se passa cosi come disegnata, chiunque abbia un blog (anche di ricette culinarie) o un sito dovrebbe registrarlo al registro dell’Autorità delle Comunicazioni, produrre dei certificati, pagare un bollo… nella sostanza un blog come questo sarebbe destinato a chiudere, oppure nel caso in cui rispettasse tutte le condizioni previste dalla legge l’eventuale diffamazione a mezzo blog (semplice) diventerebbe a mezzo stampa (aggravata)
Primokind
#4
10:14, 04 febbraio, 2008
Si sono propio daccordo con il tuo articolo sempre nel senso democratico e di espressione e libertà. Oggi dobbiamo essere contenti che possiamo dialogare attraverso questo tipo di imformazione dove in tanti paesi non e ancora possibile .
utente anonimo
#3
09:44, 04 febbraio, 2008
molto originale rispecchia la nostra realtà
utente anonimo
#2
12:06, 03 febbraio, 2008
Sono d'accordo con te sul fatto che non sia elegante non firmare i propri commenti. In più, l'anonimato mostra che l'autore non é abbastanza maturo per assumere le conseguenze dei propri pensieri.
D'altra parte, preferisco avere un confronto (anche anonimo) che un articolo sterile.
Salvatore Spinello
toto00
#1
11:15, 03 febbraio, 2008
Ho trovato molto interessante il messaggio. E lo inviato a numerosi colleghi (docenti) e a due amici giornalisti. La tematica è alquanto complessa perchè coinvolge diritti fondamentali come la libera espressione e la tutela della propria onorabilità. Una proposta: non consentire pubblicazioni anonime o firmate con pseudonimi (nick). Non è elegante esprimersi pubblicamente senza la propria firma.
Purtroppo questa prassi è ormai costante!
Gaetano Buccheri - Niscemi
gaetanobuccheri@alice.it
utente anonimo
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