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#8
20:46, 10 febbraio, 2008
ROMA - Giorgio Napolitano ribadisce a chiare lettere: «Le foibe furono pulizia etnica». E «pace», sottolinea il Capo dello Stato, per le «reazioni inconsulte che vennero al mio discorso di un anno fa da fuori d'Italia». Ritengo, ha detto al Quirinale nella cerimonia per la giornata del ricordo, «che fosse giusto esprimere quel pensiero». Le polemiche, ha aggiunto, non hanno «scalfito la mia convinzione che fosse giusto esprimermi a nome della Repubblica con quelle parole, con quell’impegno». E si è detto «contento » che il ministro Rutelli avesse appena ribadito lo stesso concetto. Il ministro, oltre a ribadire appunto che «quella fu una pulizia etnica», ha sottolineato che il «doloroso ricordo delle foibe» rappresenta oggi una «memoria condivisa», perché quella fu, semplicemente, una «strage di italiani».
utente anonimo
#7
21:56, 08 febbraio, 2008
VILLORBA (Treviso) - Una «casa-chiusa», ma non si chiami così perché no si può. Si chiami «albergo della solidarietà», cioè un ricovero per prostitute stanche e infreddolite che offra riposo e una doccia calda, magari anche a sbandati e barboni. L'idea è del Comunale di Villorba, in provincia di Treviso, guidata dal sindaco Liviana Scattolon (Lega nord), che ha già individuato l'edificio da espropriare e trasformare in un hotel a prezzo moderato per prostitute, poveri e immigrati che di notte vagano per le strade.
PREZZI MODERATI - «Non sarà una casa d'appuntamenti», ha specificato il presidente del Consiglio comunale Marco Serena. Per il procuratore della Repubblica di Treviso, Antonio Fojadelli, le intenzioni sono buone, ma la proposta è rischiosa e non deve diventare una scusa «per chi trova comodo vivere nella devianza». Serena chiarisce: «Potrà venirci chi vuole, anche le prostitute, basta che paghino una piccola quota. Ma questo non vuol dire riaprire le case chiuse». A Villorba sulla statale Pontebbana ci sono decine di prostitute in cerca di clienti. Da anni le amministrazioni comunali hanno cercato inutilmente di far allontanare le lucciole dalla strada e non sono bastate le numerose proteste degli abitanti per far chiudere una strada che di notte si trasforma in un vero e proprio supermarket mercato del sesso».
ILLECITO - Ma la proposta non convince il procuratore Fojadelli: «Se dovesse diventare un luogo dove si svolge l'attività di prostituzione, la buona intenzione diventa un illecito». I controlli sulla prosttituzione a Villorba non sono mancati da parte delle forze dell’ordine con retate e fermi, ma non si sono avuti risultati apprezzabili.
utente anonimo
#6
12:51, 03 febbraio, 2008
ma perchè pensare a cosa succede nel mondo quano abbiamo già l'Illinois e il New Hampshire?
E Sarkò con Carlà ad allietarci i discorsi.
casalogic
#5
19:44, 02 febbraio, 2008
Chi non ha capito cosa aleggia dietro alla missione di pace in Darfur di cui guarda caso tutti s'interessano dall'anno in cui e' stato scoperto il petrolio in Tchad?
Che l'attacco a Ndjamena all'indomani dell'invio di queste truppe per la pace sia stato attuato così da metter tutti innanzi al fait a complì di una occupazione grossa del paese da parte ribelle?Che la Francia difenda il suo petrolio e le due dittature democratiche che le permettono di estrarlo (Tchad pozzi ed estrazione ,Camerun oleodotto e porto di stoccaggio)e che persino la Libia rientri tra i difensori della linea difensiva del Presidente Deby,fa comprendere che nella zona non siano certo le ragioni umanitarie verso gli africani a muovere i vari enti politici(Onu,UA ,Unicef , etc...).
Ma la solita pantomima che i mass media, coi loro strappalacrime spots dedicati alla liberta' e alla dignita' dei popoli, ci propongono ogni anno ,chi la vuole?
Da dove arriva cioe' l'iniziativa a campagne pubbliche di questo genere?
Circoli di danaro immensi tramite le donazioni e gli investimenti in progetti di Pace o Militari , di Stato o Ecclesiastici, si spostano gonfiando e sgonfiando fondi destinati ad essere reinvestiti in parte o totalmente in altre operazioni, reinvestiti in azioni del Mercato Azionario.
Ora al povero africano del campo profughi che abbiamo visto sulla cartolina Unicef ben piazzata all'ufficio postale sottocasa , non verra' dato che il solito piatto di minestra anonimo da parte di qualche organizzazzione di passaggio spuntata un giorno dalle sabbie del deserto.Il destino di gente povera ed esule e' sempre quello di dipendere dai potenti , di essere spostati di qua e di la' come mandrie di bestiame, stoccati come merce di scambio ai confini di terre .Insomma dare un kalashnikov a questi poveretti vale lo stesso che dargli una scodella di riso tanta e' impotente la loro disperazione :non varrano mai niente , solo la nostra compassione vigliacca e borghese ,imbarazzata dal non riuscire a trovare un valore etico e morale a questo stato di cose ,che serve ad alimentare ancora di piu' questo folle circolo vizioso.Li vorremmo forse vedere ricchi e ipocriti come noi ? Meglio il mito del buon selvaggio povero allora?
Quale alternativa ?
utente anonimo
#4
19:00, 02 febbraio, 2008
Paese di conflitti stretto tra crisi regionali
La ribellione contro il presidente Deby si è acuita con la crisi nel Darfur in Sudan e l'arrivo migliaia di profughi
Il Ciad è oggi al centro di una grave crisi politica e militare. Ecco un breve quadro della situazione. Semidesertico, 1.284.000 kmq nel cuore dell'Africa, senza sbocchi al mare, il Ciad è anche uno dei più poveri del continente, malgrado dal 2003 sia diventato esportatore di petrolio, estratto da giacimenti nel sud. Ex colonia francese indipendente dal 1960, ha una popolazione di circa 10 milioni di abitanti, per oltre metà musulmani, il 30% circa cristiani e il resto animisti.
L'ATTUALE RIBELLIONE - La ribellione contro il presidente Idriss Deby Itno, già in corso nel 2002, si è acuita a partire dal 2003 con la crisi nel Darfur, nel confinante Sudan, che ha portato in Ciad dal suo confine orientale centinaia di migliaia di rifugiati. Dalla fine del 2005 non sono mai cessati gli scontri, soprattutto nell'est, fra governativi e ribelli sostenuti, secondo N'Djamena, dal Sudan. Nell'aprile 2006 Le forze fedeli a Deby hanno respinto a fatica gli insorti giunti alle porte della capitale. Nell'autunno 2006 viene creata, dalla fusione fra tre gruppi ribelli, l'Unione delle forze per la democrazia e lo sviluppo (Ufdd), ora alleata col Raggruppamento delle forze per il cambiamento (Rfc), guidato da un nipote di Deby. Negli ultimi giorni una folgorante avanzata ha portato i ribelli fino alla capitale N'Djamena.
RIBELLIONI ENDEMICHE E CONFLITTI - Dalla sua indipendenza, il Ciad non ha mai conosciuto una pace duratura. I quattro presidenti che hanno preceduto Deby sono stati tutti rovesciati: Francois TOMBALBAYE, primo capo del Ciad indipendente, fu rovesciato e ucciso con un golpe nel 1975 da Felix MALLOUM. A sua volta Malloum è stato sostituito nel 1979 da Gukuni OUEDDEI, appoggiato dalla Libia. Contro Oueddei si ribellò HISSENE HABRÈ, che nel 1982 si insediò a N'Djamena. Oueddei si rifugiò nel nord, creando un governo rivale. Nel 1987 il Ciad riprese il controllo del Nord occupato dalle truppe libiche, tranne la striscia di Aouzou, restituita al Ciad nel 1994 dopo 21 anni di occupazione libica. Nel 1990 IDRISS DEBY, appoggiato da Tripoli, rovescia Habrè e nel 1996 viene eletto nelle prime elezioni formalmente pluraliste.
PRESENZA FRANCESE - Anche dopo l'indipendenza i francesi sono più volte intervenuti nel Ciad, col quale hanno concluso nel 1976 un accordo di «cooperazione militare e tecnica». Dal 1986 i militari francesi, oltre un migliaio, sono presenti col dispositivo 'Sparvierò. Giovedì scorso Parigi ha annunciato l'invio, dal Gabon, di altri 150 soldati di rinforzo. EUFOR - Il 28 gennaio 2008, l'Unione europea ha dato il via alla creazione dell'Eufor, forza di peacekeeping di 3.700 uomini da dispiegare in Ciad, soprattutto nell'est vicino al confine sudanese, e nel Centro Africa per proteggere i profughi del Darfur.
utente anonimo
#3
16:08, 02 febbraio, 2008
NEW YORK - A dieci anni dalla tragedia del Cermis il pilota e il co-pilota del Prowler che il 3 febbraio 1998 tranciò i cavi della funivia di Cavalese non sono ancora convinti di meritare di essere radiati dai Marines con disonore. È in corso infatti una procedura in appello per Richard Ashby e Joseph Schweitzer che quel giorno erano ai comandi di un aereo decollato da Aviano che aveva sorvolato Cavalese in maniera spericolata.
Velocità eccessiva e violazione dei limiti minimi di altitudine di volo furono i fattori esaminati dalla Corte marziale che scagionò i due Marines dall'accusa di omicidio colposo. Furono però radiati con disonore dalle forze militari per avere interferito con la giustizia. Avevano nascosto un videotape che riprendeva le manovre spericolate di quel giorno e lo avevano distrutto gettandolo il un falò. Una punizione all'acqua di rose: Ashby fu condannato a sei mesi di reclusione, di cui ne scontò solo quattro per buona condotta, e Schweitzer non passò neppure un giorno in carcere.
Andando in appello i due Marines hanno dimostrato di non accettare neppure questo verdetto così benevolo. Vorrebbero vedere rovesciata la radiazione con disonore per ottenere la pensione e altri vantaggi amministrativi. Richard Ashby ha chiesto che il giudice conceda la clemenza: bisognerà aspettare il 15 febbraio per vedere se l'autorità giudiziaria militare è intenzionata a concederla. Ashby basa la sua richiesta su quello che secondo lui fu un vizio nelle procedure giuridiche.
Sostiene infatti che ai tempi del processo che si tenne a Camp Lejeune, in North Carolina e durò quasi un anno - ci fu un patto riservato fra accusa e difesa per scagionare lui e il co-pilota delle accuse più gravi riservando però loro una bacchettata sulle mani, forse per soddisfare le pressioni che venivano dall'Italia. Ashby e Schweitzer ritengono che dieci anni fa i due team legali si erano messi d'accordo per mettere sotto il tappeto l'accusa di omicidio colposo multiplo. Ma l'accordo prevedeva di tenere duro per quanto riguarda l'accusa di avere occultato e distrutto le prove.
La loro colpevolezza significava perdere tutti i benefici di una carriera militare. Non soltanto la pensione ma anche condizioni favorevoli come il diritto a mutui a tassi agevolati, assicurazioni mediche e sulla vita basso costo e l'accesso a banche che offrono prodotti finanziari attraenti esclusivamente per militari sia attivi che in pensione. Ad Ashby, che oggi ha 42 anni, non andava giù di perdere tutti questi privilegi ed è andato in appello. A prendere in mano la situazione è stato il generale Joseph Weber, comandante del Marine Corps Forces Command, che ha messo in moto un procedimento per rivisitare il caso di Ashby e Schweitzer.
Nel caso di quest'ultimo la decisione è arrivata il 28 novembre scorso. Il generale Weber ha deciso che la procedura giuridica fu corretta e non c'era motivo di cambiare il verdetto. Era stato questo giovane di Long Island a distruggere le prove qualche giorno dopo la tragedia. Schweitzer il 1 novembre scorso aveva testimoniato davanti al tribunale di Camp Lejeune facendosi perfino venire le lacrime agli occhi. Aveva dichiarato di non aver mai visionato le immagini del videotape girate quel lontano 3 febbraio. "Accetto la responsabilità per le mie azioni e rispetto la decisione che fu presa dalla giuria", aveva detto Schweitzer.
Per Ashby invece la questione è ancora aperta e non è detto che Weber debba pronunciarsi in modo analogo. Una cosa il generale non ha il potere di fare: non può aumentare la sentenza che fu imposta allora. Potrebbe eventualmente ridurla eliminando le conseguenze amministrative negative. Si saprà solo dopo il 15 di febbraio se la clemenza è una strada percorribile.
Quel giorno di dieci anni fa c'erano altri due piloti dei Marines a bordo del Prowler. Anche loro furono sottoposti a Corte marziale ma sia William Rainey che Chandler Seagraves furono giudicati non colpevoli in quanto non solo non erano ai comandi ma, seduti dietro, avevano anche scarsa visibilità delle manovre. Nonostante questo sorprende perfino coloro che seguono da vicino il sistema di giustizia militare Usa il fatto che Seagraves abbia continuato a volare.
Anzi nel settembre 2002 gli fu data addirittura l'opportunità di distinguersi diventando pilota d'élite con i cosiddetti "Angeli Azzurri". Da allora ha accumulato oltre 1900 ore di volo ottenendo tre medaglie e vari riconoscimenti. Una volta ha perfino partecipato al noto David Letterman Show in tarda serata facendo battute sui privilegi riservati a questi piloti.
utente anonimo
#2
22:41, 31 gennaio, 2008
profetico...
utente anonimo
#1
16:30, 31 gennaio, 2008
ma anke la nebbia la pioggia ha il suo fascino basta saperlo apprezzare!!!!
bumbeta
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