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Commenti
#5
15:44, 05 febbraio, 2008
Un breve memorabile estratto da "Mama Black Widow" di Iceberg Slim per commentare l'esilarante oggetto di culto nella foto...
Era così eccitato che la voce gli usciva rauca dalla bocca. "Baciamelo e leccalo, piccoletto, come faccio io col tuo. Il mio è una bacchetta magica che esaudisce ogni desiderio se gli fai piangere lacrime di gioia."
Mi infilai in bocca quel coso lungo e storto fino a farne spuntare lacrime viscide. Quella volta barai perché formulai due desideri: che papà trovasse un lavoro fisso e che mamma non fosse più tanto crudele e bisbetica con lui.
Quando tornai su a lamentarmi per i desideri non esauditi, il diacono se la ghignò. "Te lo dico io cos'è che non va. Devi farla piangere in fondo al tuo culetto, bambino mio."
Che ne dite...? Non ci sta a pennello? ;)
Ala
casalogic
#4
21:15, 02 febbraio, 2008
E il bello e' che sfruttano sto momento di crisi politica per sollevare il caos d'opinioni tra la gente prima del voto.
Poi oggi ci voleva la finta lotta tra Pd e Polo,per dare una parvenza di lotta politica tra due schieramenti inesistenti e orami alla frutta.Ma chi li vuole votare sti poveracci!
utente anonimo
#3
21:12, 02 febbraio, 2008
Ecco un altro colpo mancino dei fetish cattolici:una grottesca trovata per aggirare la 194 .
Un po' come nei paesi africani dove vige la Sharia e se vuoi farti una scopata fai uno pseudo matrimonio legale per non infrangere la Legge Coranica .Calci nel culo ci vogliono!
utente anonimo
#2
21:09, 02 febbraio, 2008
ROMA - Nel caso in cui un feto nasca vivo dopo un'interruzione di gravidanza, il medico neonatologo deve intervenire per rianimarlo, «anche se la madre è contraria, perché prevale l'interesse del neonato». A sostenerlo è Domenico Arduini, direttore della clinica di ostetricia e ginecologia dell'università di Tor Vergata, e uno dei firmatari del documento approvato sabato dalle università romane di medicina. Nel testo si sostiene che va rianimato qualsiasi prematuro che mostri segni di vitalità. «Un neonato vitale, in estrema prematurità, va trattato come qualsiasi persona in condizioni di rischio e assistito adeguatamente» riporta il testo. Il documento è stato discusso nel corso del convegno al Fatebenefratelli dedicato alla giornata della vita in relazione alla prematurità estrema, i margini di gestione ostetrica e i risvolti neonatologici. «Con il momento della nascita la legge - recita il documento - attribuisce la pienezza del diritto alla vita e quindi all'assistenza sanitaria». «L'attività rianimatoria esercitata alla nascita dà il tempo necessario per una migliore valutazione delle condizioni cliniche, della risposta alla terapia intensiva e delle possibilità di sopravvivenza, e permette di discutere il caso con il personale dell'Unità ed i genitori». Tuttavia, sostengono i firmatari, «se ci si rendesse conto dell'inutilità degli sforzi terapeutici, bisogna evitare ad ogni costo che le cure intensive possano trasformarsi in accanimento terapeutico». Il documento si riallaccia alle problematiche emerse in questi ultimi mesi circa i limiti dell'aborto in relazione all'avanzamento delle tecniche rianimatorie e di sopravvivenza del feto. Alcune preoccupazioni erano state espresse dai vescovi italiani, mentre le società scientifiche dei neonatologi hanno prodotto linee guida per adeguare gli interventi.
utente anonimo
#1
23:38, 29 gennaio, 2008
Un CAPOLAVORO!Degno del miglior Koons
utente anonimo
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