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Commenti
16:48, 14 novembre, 2009

Io la Collana la chiamerei Shibboleth!

In bocca al lupo per tutto

Saluti

Pietro Roversi


utente anonimo
22:21, 19 gennaio, 2008

Hola Marcelo! Scusame por non firmar. Yo soy Santiago Espada, un rato de galerias y poeta cuvano y ex-novio de Ramona. Ahora soy latitante, esto' an Florida, me nascuendo de los piedepiatos cuvanos con mi nueva novia turca, y mi nueva identidad de pianista en el mas grande grupo de musica afro cuvana de Miami "Montunos y Montones". Mis poemas estan incluidos ne l'antologia Galacticos, una antologia extra galactica che le edicciones Navanasare publicaron tiempo addietros. Escusame el espanol un poco macharonicos, tiengo que ablar criptato para eluder los pie de piatos, yo soy que tu entiende lo mismo. Espero que tu busca las macadanias en Borgomanor, si tu no buscas yo te espedisco...
Felicitationes por tu nuevo hijo (hija?) y en boca al lobo para la nueva colana!

Salutame Julio Ladesas!
utente anonimo
18:30, 19 gennaio, 2008

Eccellente suggerimento: penso proprio di sposare l'idea! A chi devo il guizzo felice?
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22:32, 18 gennaio, 2008

Io la chiamerei Macadamia, come la nutriente noce australiana dal guscio durissimo, il cui albero sta fino a dieci anni prima di produrre una quantita' sufficiente di noci per iniziare la raccolta, ma poi continua a produrre con continuita' fino ad un secolo.
Qui negli USA si trova abbastanza facilmente, ma piu' che altro in confezioni di noci miste: il laborioso processo di produzione, infatti, ne impedisce lo sfruttamento commerciale (come per l'arachide o, in minor misura, l'anacardo), ma credo che in Italia si possa trovare nei negozi del commercio equo e solidale. Provatela, e' deliziosa!
utente anonimo
09:00, 07 gennaio, 2008

zadfh
utente anonimo
19:23, 04 gennaio, 2008

mi piace la passione, la franchezza, la direttività, l’onestà. E l’operazione in sè. Non ho niente da inviare. Mi abbono (anzi, una voce femminile qui dietro mi dice: “scemo, l’hai già fatto….”). Un saluto a Marco ed un augurio per tutto. Giovanni Turra Zan

utente anonimo
12:34, 04 gennaio, 2008

Ho dimenticato di ricambiare i saluti di Davidino. Un abbraccio piceno!
avatar Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente FilippoDavoli
12:33, 04 gennaio, 2008

Caro Marco,
nessunissima invidia. Tutt'altro. Registravo a voce alta - dalla memoria - qualche malumore giovane (di quelli - presumevo di capire dal tuo testo sibillino - che qui attaccavi non proprio teneramente). Che buffa cosa che il mondo della "parola" cercata per restare sia, dietro le quinte, anche il mondo della "parola multipla", nevvero? Male molto diffuso, peraltro: omnigenerazionale. Comunque: vediamoci pure negli occhi quando vuoi (ma toccherà scendere a te, io ho qualche problemino, ultimamente). Però un complimento posso fartelo: finalmente, dal tuo fotino, intuisco un taglio di capelli più umano e contemporaneo. Niente non è...
;-)
f.
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11:38, 04 gennaio, 2008

auguri per il blog e la collana. però basta con questa storia dell'Einaudi! ma leggiamo le poesie... o no?
un abbraccio
alessandro ghignoli
utente anonimo
03:22, 04 gennaio, 2008

Un saluto a tutti, in bocca al lupo per la nuova collana e per la riapertura del blog.
Il panorama dei blog letterari è molto diverso rispetto agli anni in cui Atelier fu "il" blog: la costellazione si è infittita, i costumi modificati (pochi scrivono commenti, difficilmente si cade più nelle bagarre di un tempo).
Secondo me fu bella la prima gestione del blog di Atelier, non tanto per gli interventi di Marco (di cui condividevo poco) quanto per il clima molto umano, popolare, che si respirava: non si aveva paura a rimetterci la faccia per un commento, non si aveva paura di sbagliare, e difatti si sbagliava continuamente, sperimentando per la prima volta il pentimento dei "verba" che "manent": l'orale-scritto di internet.
Tutto questo, in qualche modo, era molto pittoresco e bello.
Ramona, certo, rese il tutto un capolavoro.

Mi ha fatto piacere ritrovare un commento di Filippo, dopo anni di silenzio (in rete).
Lo saluto con affetto.

Di nuovo un saluto anche a tutti gli altri.

Davide
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#9  
22:22, 03 gennaio, 2008

Diavolo d’un Filippo, bravo per esserti smascherato! Dunque. Sul tono da isterietta, può darsi tu abbia ragione, ma il tono di un testo muto dipende molto dal soggetto che legge, da quale orizzonte di partenza muovi nei confronti della voce che si vorrebbe impressa nello scritto. Detto questo, restano due possibilità: o scrivo male e non riesco a rendere il tono che vorrei (tenendo conto del genere di scrittura, della sua contestualizzazione, ovvero: scrivere un post, un editoriale, un saggio o un intervento sono cose diverse…) o sono proprio un’isterietta. Io propendo per quest’ultima possibilità, tanto ho il vantaggio della compagnia del serafico Ladolfi (Cric e Croc, insoma). Sappi però che anche il tuo intervento era avvelenato dallo stesso difetto che mi additi: ti rendi conto che muovi da un pregiudizio molto infantile, secondo il quale io ho commesso l’errore di pubblicare per Einaudi (eh?!) e fo sgabello dei miei redattori, sacrificati nella sede parsifaliana. Ci sono, in questo pseudoragionamento, un sacco di aggrovigliamenti sciocchi. Ahimé, e per fortuna dell’umanità intera, non prendo io le decisione in Einaudi, dove sono l’ultimo arrivato e magari nemmeno si ricordano di me (sai che confusione, poi, con ‘sta storia dello pseudonimo!). Dovrei forse dirti di quanto sia stato io stesso ingenuo nel fregarmene della considerazione di cui sopra e spendere parole per… ma lasciamo perdere, altrimenti finisco davvero per farmi bello risultando solo antipatico… E poi, non credo che pubblicare gratuitamente nei Parsifal sia poi stata tanto un’umiliazione (tra l’altro, sono il primo a non voler ripubblicare gli autori che ho ospitato perché auspico per loro sorti anche migliori della mia: se le mie scelte non trovassero il conforto della storia, che merito ne avrei, alla fine?) o un freno rispetto ad altre possibilità: a me risulta evidentemente il contrario (visto che anche in via Biancamano si possono far circolare libri provenienti da altre esperienze). Ecc. ecc. Ma non è il caso di andare avanti ad aggrovigliarsi su quello che, lasciatelo dire, suona solo come uno sbotto di invidia innestato sulla nota consolazione del noto mal comune mezzo gaudio – e spero che adesso sia tu a non riconoscerti nel tono che, a mio avviso, finisci per imprimere nei tuoi interventi. Ma è così difficile, in questo mondo, essere semplicemente contenti per i successi altrui – qualora fossero anche successi reali, e qui dovrei raccontarti di quanto uno si aspetti prima e di quanto trovi dopo…).
Sul punto 1: io non ho abbastanza soldi per permettermi di pubblicare a mie spese i libri altrui. Mi piacerebbe trovarmi in una situazione simile, ma non è così. E’ vero che col mutuo che sto per aprire potrei aggiungere qualche decina di migliaia di euri, tanto la fossa è già talmente profonda da non cambiare molto la situazione, però già lavoro come un dannato gratuitamente per Atelier che non mi sembra il caso di aggravare la situazione. Idealista sì, ma fino a un certo punto. Tengo famiglia. Quindi: la rivista in sé non ha bisogno di incrementare il suo pubblico, ormai possiamo andare avanti tranquillamente, con la stessa generosità che ci fa inviare gratuitamente un numero di copie doppio rispetto a quello degli abbonati effettivi. E’ che noi vogliamo fare di più… E ancora: la qualità di un’opera ha bisogno anche di qualità e capacità nella mediazione, visto che non basta, oggi, scrivere bene per ottenere chissà quale merito… Voglio dire: non basta essere puri, bisogna anche sporcarsi. Non basta scrivere bene, bisogna saper essere bravi artigiani e mettersi a fare qualcosa, sennò si sta sempre a elucubrare sul male del mondo e non si fa nulla per migliorare un poco l’habitat intorno…
Sul punto 2: hai ragione. Mi faccio carico, apocalitticamente, di tutti i miei difetti. Tuttavia: sbagliare sì, ma restare inetti, mai!
Sul punto 3: ciascuno ha il suo ruolo e il suo carattere. Io voglio amici stimolanti, e cerco sempre, a mia volta, di stimolarli. Molto serenamente, per carità. Ma anche fermamente. Perché il tempo va fatto brillare, se si può. Dei nostri talenti dovremo rendere conto, o no? A noi stessi e agli amici, se non altro…
Stammi bene, diavolone di un Filippo. Prima o poi riuscirò a guardarti negli occhi, spero…

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#8  
16:26, 03 gennaio, 2008

Il titolo per la collana potrebbe essere "Ramona". E non scherzo.
Gabriel
utente anonimo
#7  
15:23, 03 gennaio, 2008

Caro Orgiazzi e caro Merlin, l'anonimo cancellato perché un po' sopra le righe ero io. Nella foga avevo dimenticato di firmarmi - e invece Marco sa che lo faccio sempre. Così, tornato a vedere per firmare in ritardo, scopro che il commento non c'è più. A bocce ferme - e in fondo hai fatto bene a cancellare quel commento, anche se rimango fermo sui contenuti che avevo scritto, al di là delle boutades coloristiche - non capisco perché Marco adotti per i post quel tono da isterietta, che non gli viene affatto bene (se l'obiettivo è quello di conquistare il lettore, intendo), quando poi - come qui nei commenti - riesce invece a restare normale e dialogante, più convincente e gradevole. Tradotti, insomma, questi erano i contenuti del mio commento:
1. non è vero che non si paga la pubblicazione: direttamente o per abbonamento alla rivista, le spese le paga sempre il fruitore e non l'editore. Io penso che una rivista debba - non so se poi possa, perché il pubblico della poesia è limitato - incrementare il proprio pubblico mediante la propria qualità, indipendentemente dalle operazioni editoriali, per quanto meritevoli;
2. mi imbarazza il tono apocalittico di Marco, di cui lui non dovrebbe aver bisogno: né come poeta, visto che ha pubblicato con Einaudi; né come critico, visto che di Atelier è il creatore e animatore riconosciuto; voglio dire che è normale che sia lui a decidere chi viene pubblicato e chi no, non c'è bisogno di rimarcarlo con tanta enfasi.
3. non mi piace l'attacco ai "suoi" (autori? Redattori? Collaboratori? Sibillinamente non lo spiega: lo lascia intendere, perché lo capisca chi lo deve capire; ma intanto ce lo vuole far sapere... Allora scatta rapidamente il pensiero che, mentre i suoi autori pubblicavano con Parsifal, lui scivolava felice nella bianca Einaudi). Non svegliare il can che dorme, Merlin: questo vorrei dirti. Ringrazia per la proficua esperienza precedente e rilancia con serenità. Ti sottrai al tuo ruolo di eterno antipatico e forse riesci a convincere pure me che il tuo impegno letterario è davvero in difesa della parola.
Un abbraccio.
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#6  
08:38, 03 gennaio, 2008

Intervengo in sede di gestore dello spazio per indicare a mo' di esempio che l'ex commento #4 (IP label a5c62318810c520) è classificato come non pertinente alla discussione, per contenuti offensivi e non concentrati su un confronto serio per quanto aperto e, se si vuole, anche duro. Viene perciò cancellato. Prego quindi gli autori di questo genere di commenti di non equivocare ritenendo che si cancellino qui i commenti "fastidiosi" e difficili da gestire: se vogliono esprimere lo stesso concetto possono farlo liberandolo da insulti personali oppure passare alla comunicazione privata. Non manca quindi la libertà espressiva, si tratta solo di mantenere questo spazio sotto il controllo di pertinenza per non renderlo inutile e dispersivo. Sicuro della comprensione di tutti, ringrazio.
avatar Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente MassimoOrgiazzi
#5  
23:43, 02 gennaio, 2008

Grazie a chi si sta facendo sentire. Per chi vuole criticare, ben venga, gradirei solo non si facesse la figura dei codardi: così potrei davvero sentirmi chiamato in causa e magari risponderei anche. Comunque, Atelier non naviga in cattive acque: è che oltre alla rivista vogliamo pubblicare anche libri... Una precisazione: per ora posso ipotizzare soltanto due libri di poeti italiani perché ne abbiamo in cantiere per quest'anno anche due di poeti stranieri. A dire la verità qualche speranza per fare di più ce l'ho... Vedremo. Buo anno ancora a tutti, belli e brutti, buoni e cattivi, anonimi e recidivi (con l'IP stampato in fronte).
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#4  
22:37, 02 gennaio, 2008

Concordo quando dici che se chi scrivesse e pubblica sulla rivista leggesse anche poesia anche 'Atelier' navigerebbe in acque meno agitate.
Forse però da un lato è stato meglio per non cadere nel deprecabile giochino del 'do ut des' per cui tu mi compri e ti abboni ed io ti pubblico, come fanno molti editori con antologie di dubbio valore.
'Parsifal' a me piaceva, peccato l'hai voluto "cassare" però anche voltare pagina fa bene.
Ti vorresti mantenere sul classico o anche nomi più post-moderni con influssi sul cinema, musica, ecc?
Di nomi di autori ne avrei da suggerire, ma penso che si faranno vivi loro e avrai presto la casella piena.
Magari un giorno ne parleremo, chissà mai...
Buon lavoro e in bocca al lupo!

Un caro saluto

Luca Ariano
utente anonimo
#3  
20:04, 02 gennaio, 2008

lodevole come sempre l'iniziativa, non ho un nome da proporre per la collana,conoscendo un po' i gusti di marco mi viene in mente un suggerimento, anzi un riferimento concettuale. qualcosa che non abbia a che fare con il semplice coraggio di rischiare ma con qualcosa di piu' consolidato, una relazione magari che si ritenta di costruire, oppure che abbia a che fare con una linea etica che riguardi il contatto.
vedro' di far segnalare su nabanassar.

gianluca d'andrea
utente anonimo
#2  
15:25, 02 gennaio, 2008

Purtroppo non ho suggerimenti per il nome della collana, anche se devo dire che mi sarebbe piaciuto vedere una continuità, anche nel nome, con la buona Parsifal.

quello che condivido pienamente è la notazione verso tutti coloro che a vario titolo collaborano o pubblicano con Atelier (ma in generale con una rivista, e la cosa mi coinvolge personalmente in altre situazioni) senza sottoscrivere l'abbonamento, senza cioè la minima moneta etica di supporto verso un dibattitto critico e poetico che, solo a parole e per tornaconto personale, si dice di sostenere. come poi lamentarsi...

Luca Benassi
utente anonimo
#1  
21:32, 01 gennaio, 2008

mi piace, diffondo la notizia su viadellebelledonne. antonella
utente anonimo

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