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Commenti
#8
21:49, 21 maggio, 2009
:-)
utente anonimo
#7
15:58, 05 gennaio, 2008
Oh dotor gonzo anch' io vante ne n'abbiamo combinate vanderimo ragazzi.
Pensa che quando stracco' a Viareggio venne a fini' davanti a casa mia.
Luciana Barsi in arte Zoria po' doventammo amici.
Lo zio di Zoro
utente anonimo
#6
16:00, 31 dicembre, 2007
riguardo a lei, io e Cattiverio dovremmo vergognarci.....roba da Arancia meccanica.
dottorgonzo2002
#5
09:09, 30 dicembre, 2007
Una delle poche persone che hanno conosciuto cos'è la vera LIBERTA'.
E lei è stata anche fortunata rispetto ad altre poche persone perché lei ha potuto viverla all'aria aperta.
Gli altri, anche nella nostro paese, hanno dovuto subire carceri politiche e a volte torture.
E di queste ultime persone ce n'è ancora troppe nel mondo.
I fatti del Pakistan parlano da sè.
allafoa
#4
21:24, 29 dicembre, 2007
Ho sempre sentito dire che la Zoria, fosse la figlia del peccato di un nobile.Visse a lungo nel cortile del Palazzo delle Muse.Per tetto il cielo e le stelle e per letto i cartoni ,per riposarsi una piccola sedia.Urlava sempre alla vita e imprecava verso chi la derideva.Era anche una brava pittrice e se non eri di origine nobili non potevi disegnare quello che lei disegnava perchè se lo ricordava da piccola.Sarebbe potuta diventare,con un po' di fortuna e con qualcuno che ne potesse dare una mano un nuovo Ligabue.Mi ricordo che il rimpianto senatore Barsacchi ogni anto si fermava a parlare con lei e le dava qualche contributo.A chi ha avuto modo di parlarci, perchè non era facile,ha saputo delle propprie origini ricche ,del suo genitore che aveva delle tenute e credo anche che sapesse sparare con il fucile.
Comunque ha sempre avuto tanta dignità, non ha mai chiesto niente a nessuno e se qualcuno le portava qualcosa era per un motivo personale e spontaneo.Comunque per come ha vissuto è da tenere da esempio.
utente anonimo
#3
08:47, 29 dicembre, 2007
# Ciao
Isa
, auguri. Grazie
Carla
questo tuo contributo-ricordo è meraviglioso. A presto e auguri anche a Te.
stefano pasquinucci
essepivg
#2
02:51, 29 dicembre, 2007
Cara dolce Zoria..sì dolce..con me lo era perchè mi conosceva..o meglio.. mi ero fatta riconoscere..
Come non capire il suo bisogno di libertà dopo aver vissuto per anni in un manicomio ed esserne uscita dopo un compromesso.."ci dai.. sei libera" e quando lo fù nemmeno in una rulottes volle vivere, la sua casa era la strada, non il freddo, non lo scherno la faceva vacillare per porre le sue membra in luogo sicuro..per lei l'unico luogo sicuro era la strada.. la libertà delle pareti.
Come biasimarla.
Si racconta...si racconta.. pare.. forse..che la famiglia l'abbia ripudiata ma.. lasciata libera, si racconta.. forse..che fosse una nobildonna a cui mancò il figlio e si perse per il dolore nell'oblio, mai capito,..a quell'oblio fu dato un nome: PAZZIA.
Cara dolce Zoria sei nel mio cuore oggi, come un tempo lo fosti nel cuore di una;prima bambina poi giovinetta e infine donna che non ti dimentica.
CarlinaP
#1
21:33, 28 dicembre, 2007
Andavo a scuola al Marconi, e scendevo col bus in piazza Mazzini, quindio la Zoria la vedevo praticamente tutte le mattine, sull'angolo di palazzo delle Muse.
Ogni tanto, se non era giornata, ci inseguiva con la scopa.
Ricordo i suoi quadri, e le leggende che circolavano sul suo conto.
Di sicuro era davvero una donna colta, che aveva studiato. Uno dei nostri prof si fermava a volte a parlare con lei, e un giorno raccontò che gli aveva detto che somigliava un po' a Mazzini.
Isa71
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