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Commenti
03:21, 26 aprile, 2008

Ah volevo dire a tutti e a tutte che sono vivo e vegeto! che purtroppo lavoro tanto, anzi tantissimo, che al momento vivo in Francia, a Cannes, e che ho cambiato anche attività. Insomma, non sto mai fermo. Come scrisse Asia: "Caravaggio, ovvero chi si ferma è perduto"..sì, direi che come estrema sintesi mi calza a pennello in certi miei comportamenti.

Per quanto riguarda l'anonimato, quello che dico io è "Anonima, scegliti un nick, ma almeno quando commenti so che sei tu, anche se astratta, e non un'altra persona". Perchè? perchè lo preferisco, tutto qua.

In quanto a Berlusconi: non potrà fare peggio di quanto ha fatto per cinque anni, ma almeno ci sarà un governo e non un casino di persone che dicono male tutto di tutti. La Sinistra ha fallito, purtroppo. E Veltroni speriamo che dimostri coi fatti, e non con le chiacchiere, cosa significa un "nuovo corso". Per ora so soltanto che abbiamo un debito pubblico che ci strozza, e che per molti anni a venire andrà così o peggio di così. Forse andrò a vivere all'estero, non lo so. Sono scelte importanti e non è nemmeno facile trovare un lavoro all'estero. A meno che non trovi scorciatoie o riparti da ZERO. E non mi va. Vedremo...

Tornando a noi, delle elezioni italiane mi frega fino ad un certo punto. Il nostro è un Paese disastrato dall'individualismo e dalla ignoranza, perchè non si è mai investito per 30 anni nella scuola e nella libertà di informazione. Ecco i risultati. Mai investimenti industriali e ora siamo colonizzati. Consiglio a tutti di emigrare, specie se sono giovani e hanno voglia di mettersi alla prova.
utente anonimo
22:11, 22 aprile, 2008

Accidenti! Se la mia domanda non era polemica, la tua risposta ne era piena zeppa!!! (di polemica, stizza):)))
Che succede?
La mia era una semplice curiosità, non un attacco a te, non mi interessa sapere chi sei, ero solo curiosa di sapere come si incastra la voglia di essere ignorate con l'atteggiamento misterioso che assumi, tutto qua. Per il resto personalmente non ti ho mai attaccata (pur non amando gli anonimi recidivi) e, se qualcunaltro lo ha fatto, cerca di distinguere le risposte che dai a l'una e all'altra. Grassie... ciao recidiva :)
( se non te lo dai tu un nome, te lo do io ;))

Asia
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21:54, 22 aprile, 2008

Ti rispondo, con o senza polemica perché in famiglia mi hanno insegnato la buona educazione, anche se mi sembra alla luce del sole questa risposta. È forse proibito aver piacere di leggere un blogger senza voler necessariamente interagire con lui? Io nel primo commento ho scritto un augurio al vostro giovane capitolino, e nel secondo ho attuato un’osservazione sul fatto che nemmeno il ritorno di Berlusconi è riuscito a farlo tornare, con mio dispiacere, perché evidentemente mi piace leggere ciò che scriveva. Stop. Non ho offeso, né espresso giudizio né negativo né positivo, ma ovviamente non va bene perché non c’è firma. La musa ha sostenuto che stavo cercando di non farmi riconoscere da “terzi”, per questo non ho voluto firmarmi, e vi chiedo: se volevo palesarmi solo a caravaggio, non avrei fatto prima a scrivergli in privato, utilizzando il blog? Io fatico a capire i toni e le ipotesi che fate a commenti come questi, ed ecco il motivo che mi porta a rispondere sia al tuo commento sia a quello di Musa, precedente al tuo. Non vi siete nemmeno accorte che rispondo a voi, e non a caravaggio che m’invita a dire chi sono se voglio che i “fili”. Rispondo a voi perché non voglio essere filata, INVECE m’interessa non essere fraintesa. Il blog è prima di tutto è una lettura piacevole, non il mezzo per conoscere o dialogare con qualcuno (blogger o altri commentatori), forse ve lo siete dimenticato, spero siate soddisfatte perché credo di aver spiegato tutto e anche di più, con o senza firma.
utente anonimo
20:05, 22 aprile, 2008

An scusa ma leggendo il tuo ultimo commento mi è sorta una domanda (che ti faccio).
Se il desiderio è quello di essere ignorato/a ( è quello che hai scritto no?), per quale assurdo motivo continui a scrivere qui dentro? Non te lo chiedo in vena polemica, ma con autentica curiosità, credimi :)

Asia

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17:50, 22 aprile, 2008

si d'accordo, è sbagliato non firmarsi, ma fare un processo anche a due commenti del tutto "innocui" non critici, mi sembra esagerato.
Sono del parere che chi sceglie di non firmarsi (e non attaccare) è per non farsi riconoscere dal diretto interessato, dei terzi non credo importi a molti, senza offesa per i terzi, e lo per mille motivi, personali, credo speri ci vogliano più di due conti per dedurre chi è, senza tener troppo conto se il diretto interessato "ti si fila" oppure no, tanto anonimo sei, e anonimo resti, quindi non miri ad esser filato, semmai il contrario, il desiderio è esser ignorato.
utente anonimo
08:37, 21 aprile, 2008

Sai Caravaggio, io credo che chi prediliga l'anonimato (e ci vada anche fiero di ciò) sia per la banale motivazione di non farsi riconoscere da terzi....forse meno dal diretto interessato che poi alla fine, con pochi sforzi, fa due conti e deduce.
A questo punto molto meglio quei blog dove è necessario loggarti per poter lasciare un messaggio.... Non c'è in giro la cultura della firma o meglio...la buona educazione della firma.
Musa
utente anonimo
21:49, 18 aprile, 2008

ti ho provato a chiamare e ti ho scritto una mail... dove sei? Batti un colpo!
:)
Baci

Asia
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00:17, 16 aprile, 2008

utenti anonimi, se non ve firmate non vi filo! ;)

Caravaggio73
utente anonimo
18:08, 15 aprile, 2008

nemmeno queste rovinose elezioni riescono a scuoterti e farti tornare su queste pagine... segno profondamente nefasto...
utente anonimo
18:27, 19 marzo, 2008

ti sei fermato di nuovo, in bocca al lupo per tutto quello che stai facendo,e per tutto quello che farai.
utente anonimo
13:32, 19 gennaio, 2008

La paura di sbagliare non è mai stata tanto grande quando il timore di deludere chi mi circondava e credeva in me. Quello è stato veramente il freno alle mie azioni, la cosa che mi ha fatta frenare e mi ha impedito (tante volte) di imporre la mia persona e il mio volore. Ora le cose sono cambiate... e per questo oggi mi sento dare dell'egoista...
ma io sono più importante dell'idea che hanno gli altri di me :)
Maluna
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#9  
11:58, 05 gennaio, 2008

boooooooooooooh
utente anonimo
#8  
00:34, 01 gennaio, 2008


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#7  
22:19, 24 dicembre, 2007

Vedo che è un pezzo che non passi qui.. Cmq, stesera ci sono passata io ad augurarti Buon Natale sempre con la speranza che il tutto stia andando bene per te, mamma e tutti i tuoi cari.. Sereno Natale ;)

Marwa
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#6  
08:27, 19 dicembre, 2007

Ayah, hai messo il dito nella piaga ma perchènnò?!! Le cose finche esistono ne abbiamo tutto il diritto di parlare, o no?!;)

Anche io sono cresciuta trascinando un mucchio di attacchi di panico e sensi di colpa che spesso e volentieri ti bloccano appunto come hai detto tu di osare, intraprendere molte attività. Singolare la coincidenza in questo caso: io che ho sempre avuto buona vocazione ai colori e disegni (non è che sono chissache, eh solo che so leggere ed assaporare bene i disegni) non mi sono scritta alle Belle Arti proprio per questo motivo: avevo paura di non farcela a creare ad essere pittrice di professione! Cmq, a parte il fatto che dopo ho fatto lingue ed è stata anche una bella sfida forse la più grande della mia vita (e la più duratura). Sono rimasta contenta di aver anche in questo caso lottato contro una mia barriera visto che per come sono fatta ho avuto serie difficoltà all'inizio. Intendiamoci, non sto parlando della mia passione per le lingue ma appunto per il fatto che queste diventino il mio oggetto di studio come dire °Sono medico e mi appassiona la letteratura ma a fare lettere non ci penserei nemmeno" Io invece c'ho pensato e penso in un certo senso di avercela fatta. é chiaro che la lotta non è ancora finita e non finirà mai con i miei limiti ma che dire se in italiano si usa dire °Non arrampicarsi sui vetri° a me viene da dire °Io oso arrampicarmi fino a sormontare tutte le mie barriere di vetro, quelle invisibili ma vere che se gli altri non vedono io so che esistono e che le devo anche spezzare, o che dici? Almeno il mondo lì fuori già mi fa gola;)

Buona giornata e buone sfide
Verginia ;)
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#5  
12:56, 06 dicembre, 2007

Che coincidenza caravaggio73!!! Ieri sera ho fatto una grossa riflessione proprio su che hai magnificamente descritto... Oggi leggo il tuo blog e... che ti trovo? La famosa ANSIA DA PRESTAZIONE, che purtroppo è l'inquilina scomoda del mio cervello da una vita... e troppo spesso ne ha stabilito (o meglio deviato) i percorsi...

Reazioni circostanziali come impulsività, insicurezza, nervosismo, timidezza etc... suggeriscono nulla? ;-)

Soffro di difficoltà ad addormentarmi da più di 20 anni ed ogni sera sento le discussioni animate tra la mia coscienza e il mio inconscio.
La prima chiede "vorrei dormire, mi devo alzare presto domani! La smetti di pompare adrenalina che è l'1.00 passata?!"...
L'altro risponde "... Ah, e così vorresti farmi alzare alle 7.00?! .... Bene! Vedremo! ...Non ti faccio dormire, pompo ancora di più!! Così vediamo quanto resisti e se la smetti una volta per tutte con questo brutto vizio di andare a lavorare!!!"....

Discussioni... discussioni.... discussioni.... NON FANNO ALTRO CHE LITIGARE!

Alla veneranda età di 34 anni anche io ho conosciuto meglio me stesso e realizzato che questo "piccolo handicap" è il risultato di un cocktail tra il nostro DNA e il nostro vissuto (particolarmente quello adolescenziale).
Risultato? Un pesante disagio interiore, un conflitto perennemente irrisolto tra un superio "poco prestante" e un io molto poco "addomesticabile", che non ne vuole sapere di essere "socializzato" ed ancor più essere messo alla prova. Egli non fa altro che difendersi dalle imposizioni dell'io sociale, negando a lui le capacità minime indispensabili per affrontare le situazioni a lui non gradite... comunicando così la sua ribellione.

L'animale che abbiamo dentro sta molto stretto nel vestito umano che deve indossare tutti i giorni...

L'ansia da prestazione comunque sia è la nemica sociale primaria di qualsiasi persona dotata di intelligenza e spiccata sensibilità... Sembrerebbe quasi una vendetta divina per chi possiede queste, di per sè, positive caratteristiche.

Come ben dici, vive bene chi colpevolizza gli altri dei propri errori... ma che magra consolazione!
Mi viene in mente il detto "beata l'ignoranza: stai bente di mente, di cuore e di panza..."

Molto probabilmente siamo diventati così perchè l'educazione che abbiamo ricevuto dai genitori, le persone che abbiamo frequentato da ragazzi, le esperienze vissute... e forse tante altre cose... no nsono riuscite ad bilanciare nella maniera corretta il rapporto tra il nostro istinto e la nostra coscienza... E questo fallimento si manifesta in ogni situazione in cui ci sentiamo messi alla prova.

Sei un colosso di sincerità quando dici che OGGETTIVAMENTE la capacità di fare... perchè è proprio così... è una questione chimica (e la chimica è abbastanza esatta come scienza)... in quei momenti subiamo un overdose di adrenalina ci togli eggwttivamente le forze fisiche o mentali!
E "forti" di questa negativa, ogni volta che si presenta una nuova prova da affrontare cominciamo a pensare come delle locomotive a tutte le conseguenze di un eventuale fallimento che in realtà non ci sarebbe se no npensassimo così tanto...

Avere la capacità di non pensare troppo è il segreto... CALCARE IL COLORE sempre senza aver paura di sbagliare... Ma queste sono cazzate!!!!!!!!!!!! E' come imporre a se stessi di non aver fame alle 13.00 dopo aver fatto colazione con un solo caffè... Sono cose istintive!!!! Quindi incontrollabili dalla coscienza... e da persone intelligenti possiamo solo rendercene conto.

Figurati che da ragazzino ero una specie di "asso" del tennis... Mi iscrivevo ai tornei spavaldo... e perdevo al primo turno da autentici "pallettari" con nemmeno un quarto della mia preparazione tecnica e fisica!!!
A volte arrivavo al punto di.... iscrivermi e non presentarmi nemmeno per la paura di perdere!!!!
...Più grandicello presi a suonare la chitarra ma.... benchè fossi capace di virtuosismi nella mia cameretta, di fronte al pubblico sembravo uno con una paralisi alla mano.

Solamente vive l'ansia in prima persona può rendersi conto della capacità debilitante che "la paura di fallire" esercita sulle nostre facoltà psicofisiche.... e proprio nel momento del bisogno, della "prova", veniamo abbandonati da tutte le nostre capacità.

Essere messi alla prova, in qualsiasi essere umano, produce una naturale e "norrmale" risposta che si chiama stress (che come tu giustamente ricordi, fa parte di quelle reazioni istintive che risiedono nella parte più primitiva del nostro cervello... quello che lottava con gli orsi... benchè alcuni clienti che ho io sono peggiori!)....

E' come se ad un certo punto la persona dovesse mettere il "turbo" a se stesso per superare una difficoltà.... Ma in certe persone questo turbo è furi controllo e produce la reazione contraria alla richiesta: perdiamo le forze, la capacità di concentrazione, la memoria etc... tutto temporaneamente... tolta la fonte di stress tutto torna normale... MA LA NOSTRA PROVA? SPESSO FALLISCE.... E CHE FRUSTRAZIONE!!!!

Il discorso sarebbe lunghissimo ma "secondo me" una cosa è importante: RENDERSI CONTO di essere ansiosi di natura... e continuare a mettersi in gioco mettendo in conto una buona dose di fallimenti... perchè, primo: non tentare è già di per se un fallimento, secondo perchè sono convinto che, a furia di insistere ci si abituerà (col tempo) a carburare con la benzina a 350 ottani anzichè 98.

Questo è il mio parere... Lo sottolineo alla fine perchè ci ho messo un po' prima di decidermi a postare questo commento (da buon ansioso).... A da ansioso cronico spero di non aver detto troppe scemenze ed aver portato una testimonianza reale di un disagio che tante persone, che non lo vivono, fanno fatica a comprendere e ci considerano a volte dei "perdenti"

Caravaggio73, ti saluto e faccio i miei complimenti per la superba capacità di raccontare te stesso MA ANCHE PER LA PATENTE...BRAVO! ... 3 anni fa il la presi con un ancor più disastrato Suzuki Bandit4 col manubro storto! Che botta di culo che ho avuto...

Ti raccomando, da motociclista, una cosa importante in tema di paure: LA PAURA SULLE STRADE NON E' MAI TROPPA!

utente anonimo
#4  
22:24, 29 novembre, 2007

Ciao, siamo tutti insicuri, chi più chi meno. Io mi metto tranquillamente tra i primi. Mentre scrivo queste righe mi chiedo, chissà cosa pensa di me..... se non è insicurezza questa, cos'é ? ;-)
Senti, per la lista jazz di dovrei pensare con calma. Mi serve un po' di tempo. Posso vomitarti addosso centinaia di brani ma non serivrebbe a nulla se non farti confusione nella testa. Io farei per gradi. Ne cercherò non più di 10 e te li propongo. Poi mi dici. Ho l'occasione di avere davanti una persona disponibile a fare questo passo e me la voglio giocare bene ;-)
Se mi incanto per troppi giorni dammi un copo tu, sul blog, in PVT o sull e-mail che compare nel template.
Ciao
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#3  
15:55, 28 novembre, 2007

La paura di sbagliare è un problema sempre molto attuale, almeno per quanto mi riguarda. Fino a pochi anni fa, a questa paura, s'aggiungeva anche quella di dire qualcosa in pubblico che potesse venir giudicata male, temevo molto il giudizio e l'opinione altrui.

Con il tempo sono migliorato sotto entrambi gli aspetti, nonostante io sia sempre stato conscio delle mie possibilità e dei miei limiti. Non ho mai accettato sfide troppo al sopra delle mie possibilità, ma anche quando erano più fattibili, ho sempre avuto quella sottile paura, mista ad angoscia, che t'accompagna durante l'impresa.

Non ho mai capito se chi non ha paura d'affrontare qualcosa senza sbagliare, in realtà riesca a fingere molto bene e mascherare le proprie emozioni, oppure sia veramente così sicuro di sé, da non mettere in discussione le proprie capacità di riuscire senza incertezze. E' solo un enorme bluff o sicurezza al limite della spregiudicatezza?

Bruce Lee
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#2  
01:16, 28 novembre, 2007

ero sempre io ...la Musa che scorda di firmarsi :p
Buonanotte Caravaggio...

utente anonimo
#1  
01:11, 28 novembre, 2007

Sai, a me invece è capitato di non dovermi confrontare col pericolo quando ero piccola...non avevo particolare paura di qualcosa che veniva definita "pericolosa"...bensì dovevo fare i conti col confronto con altri: c'era tizio che sapeva fare bene una cosa e tizia che ne faceva meglio un'altra. Ed io ero il maschiaccio che si sbucciava sempre le ginocchia, alla quale piaceva giocare a nascondino, stare in mezzo alla terra, tornare a casa tutta sporca...la bambina che adorava i pantaloni e le scarpette con i due buchi davanti..e odiava invece le gonne e le scarpe di vernice..Ero quella che doveva sentirsi sempre messa a confronto con un fratello particolarmente capace, bravo a scuola, adorato da tutti, simpatico, socievole..ed io invece più "strana"..la bimba che si incantava davanti alla tv, che aveva le sue abitudini ed i suoi orari, che si addormentava sotto i tavoli o sulle sedie quando arrivava l'ora del sonno, quella che a scuola ci andava sì, ma sempre col timore di non essere mai abbastanza all'altezza. Beh ero diversa e tale mi ci sentivo. perchè sono gli altri che ti ci fanno sentire, ma non è detto che tu lo sia. Così finivo sempre con l'essere insicura di ciò che facevo, non osando per il timore di "toppare" e di essere poi rimproverata ma soprattutto classificata come INCAPACE. Fino ad essere, alle superiori, la brava della classe, ma evidentemente poco bella per essere apprezzata e valutata a pieni voti da un paio di porf zozzi. Così finisci per sentirti il brutto anatroccolo sfigato...per vincere questo disagio ce ne è voluto di tempo! E nonostante ricevessi conferme di essere apprezzata esteticamente ed intellettualmente, avendo forse quella marcia in più rispetto a tante altre, non ero mai abbastanza sicura e necessariamente mi creavo delel corazze....per non essere costretta ad osare, ma agirando l'ostacolo. Così credevo di risolvere tutti i miei problemi. Mi è servito andar via di casa...tanto..dovermela cavare per forza da sola...riconsocendo quelle che erano le mie paure e cercando di affrontarle. Prima, ignorandole, rimandavo solo il problema, rischiando così di trovarmelo sulle spalle troppo pesante da poterlo scrollare.
é vero, è molto pesate, dover digerire ed ammettere dei limiti, delle paure e sofferenze, ma è la maniera migliore per ricordarsene in futuro e non far pesare tutto ciò a quei futuri figli che comunque avranno i loro probelmi, anche nei nostri confronti, di noi futuri genitori; è una legge di natura, ma almeno forse sapremo come affrontarli perchè non avremo dimenticato ciò che abbiamo passato, e magari riusciremo a farsì che loro siano "più fortunati" di noi.
Io oggi non mi sento nè più forte nè più sicura, ma solo più cosciente di me stessa.
utente anonimo

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