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Commenti
#7  
16:25, 23 aprile, 2009

bah

utente anonimo
#6  
14:55, 06 novembre, 2007

Non lo dico per lavarmi le mani, ma -purtroppo - le regole non le possiamo fare noi. Ti dirò di più: quello che è peggio, è che le regole non ci sono proprio. Spiego quest'ultima affermazione salvo generare equivoci: quello che vale un giorno, il giorno seguente non vale più e, credimi, i primi a non sapere da che parte sbattere la tesat siamo noi che dobbiamo scrivere. Quanto alla tua posizione, credimi ancora una volta se puoi, la condivido. Non si dovrebbe giocare con le parole, purtroppo però lo si fa tutti i giorni anche nella vita quotidiana. Come però non si dovrebbe giocare con i titoli, non si dovrebbero neppure fare tante altre cose...
Stefano

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#5  
13:47, 06 novembre, 2007

mi dispiace ma non accetto il discorso che siccome fa vendere copie in più allora è tollerabile giocare con le parole. in questo momento quello che conta non è tanto il grado effettivo di sicurezza, ma la percezione che ognuno ne ha. e sulla formazione di questa "sensazione" quello che scrivono i giornali e dicono le tv incide tantissimo.
Linda (ieri ho dimenticato di firmarmi)
utente anonimo
#4  
20:41, 05 novembre, 2007

dimenticavo: è vero, avevo detto che non sarei intervenuto, ma alle volte anch'io sente il bisogno di dire qualcosa che sia mio e non sia solo il virgolettato di altri.
Stefano
utente anonimo
#3  
20:37, 05 novembre, 2007

Rispondo, anche se non so a chi rispondo perché - ho notato - pochi mettono la firma in fondo ai post. Sui titoli e sulle locandine ci sarebbero da scrivere dei trattati. Per questo, in passato, mi sono arrabbiato tante volte e ormai ci ho fatto l'abitudine, quello però che c'è da dire è che la colpa della disinformazione è di chi legge anzi: di chi non legge. Tra questi mi ci metto anche io. Spesso per la fretta mi fermo al titolo e faccio le mie deduzioni, ma è sbagliato. Lo scopo del titolo è attirare l'attenzione. Riconosco che "Ora anche i romeni al Cpt" è una forzatura, ma tecnicamente non è sbagliato. è solo incompleto. "Ora anche i comunitari al Cpt" sarebbe stato ineccepibile, visto che i romeni sono soltanto una delle parti chiamate in causa dal decreto. Personalmente posso anche non condividere alcune dinamiche del sistema dell'informazione, ma ne faccio parte e mi devo adeguare al gioco. Quanto alla xenofobia, sarò un'illuso ma credo ancora che la gente non si lascia influenzare così tanto. Magai generalizza nelle discussioni, poi però sà distinguere le situazioni particolari che si trova a dovere affrontare nel concreto. Solo gli imbecilli che cercano un pretesto agiscono sull'onda emotiva di un titolo di giornale. Io se leggo che mi aumentano le tasse o la benzina, mi incazzo, ma mica vado ad ammazzare i politci...
Stefano
utente anonimo
#2  
11:00, 05 novembre, 2007

se non sbaglio, tempo fa su questo blog hai scritto che non saresti più intervenuto sulla questione cpt a meno di non avere notizie "da dentro". però ne scrivi su il piccolo.
qual è il tuo giudizio sul tono non tanto degli articoli ma dei titoli e delle locandine del giornale scriti dopo il fatto di Roma? non credi che titoli come "ora anche i romeni al cpt" non facciano altro che innescare la miccia della xenofobia? veramente in questo momento non se ne sente il bisogno
utente anonimo
#1  
04:12, 24 ottobre, 2007

Viene prima la politica.
utente anonimo

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