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Commenti
13:33, 20 ottobre, 2007

Esiste solo riscrittura, diceva qualcuno. Probabile. La trama è già sentita, già letta sulle pagine nere, già bisbigliata tra amiche. Già consumata quella pasta e quell'amore in compagnia di un Timoteo e di una Italia difficili da dimenticare. Quella era una storia. Questa è una cronaca. E' un muro scrostato. E' una calza smagliata. Sintetica al limite tra il sentimento e l'anestesia; squallido; rovinata.
Che se da un lato è il ritratto perfetto della relazione protagonista, dall'altro è un peccato. Peccato non indugiarci di più.

Fabiola

utente anonimo
22:13, 03 ottobre, 2007

Il racconto a mio modesto avviso ricorda vagamente quelle storie che ci passava di Smemo in Smemo alle superiori...
Lei che muore per un amore non sbocciato, la fine di una falsa speranza di una prostituta...
Una tragedia però secondo me poco realistica...
La storia non mi ha trasmesso la tensione, la carica di passione... Forse sarebbe stato più bello partire da lei la storia, raccontare le sensazioni di Eva, le sue aspettative da quest'uomo...
In fondo Carlo è un uomo che sceglie di stare con la fidanzata (poi moglie)... Ed è la storia di sempre... Non succede spesso che un uomo lasci tutto per l'altra... L'altra rimane lì, soprattutto quando salta fuori un problema, una decisione, una messa alle strette, in questo caso un figlio...
Ci sono dettaglietti che non mi piacciono, ma in fondo non sono nessuno per giudicare quello che qualcun altro ha scritto con passione...
utente anonimo
09:58, 03 ottobre, 2007

Questo racconto riflette la realtà. Abbiamo a portata di mano le cose che ci fanno bene, ci rendono felici, ma non le prendiamo mai.
Ci addentriamo nella valle di lacrime senza bisogno che nessuno ci spinga.
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04:05, 29 settembre, 2007

Carino questo blog, ripasserò a trovarti!
Un saluto e buon week end!
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01:34, 09 settembre, 2007

racconto ben scritto, complimenti. Anche abbastanza realistico... la vera prigione ce la costruiamo nelle nostre menti e nello squallore di una società che ci siamo costruiti su misura
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19:22, 08 settembre, 2007

È delirante questa storia. Per gli uomini, gli esseri di sesso maschile, non siano in grado di amare in libertà! Avrebbe potuto avere una famiglia meravigliosa con Eva e, invece, ha preferito la prigione con Anna.
Che senso ha tutto ciò? Nessuno
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14:02, 07 settembre, 2007

Ciao, innanzitutto complimenti per il blog e per la tua carriera, leggo dal tuo sito che sei giovanissima.

Ho letto questo racconto come uno spaccato della vita reale, a volte, dai toni quasi documentaristici, altre quasi volutamente estremi.
I personaggi possono sembrare stereotipati, ma con una forzatura che mi sembra voluta: un modo per rinforzare pregi e difetti e, quindi, per dare al lettore motivo in più per riflettere.
Questa è l'impressione generale che ne ho avuto ad una prima lettura, magari rileggenrlo potrei averne altre.

Ciao! :)

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19:21, 03 settembre, 2007

Salve!
Ho trovato un Vostro commento nel mio blog, Vi ringrazio per avermi scritto. In cosa posso esserVi utile? Quando si tratta di scrivere, io ci sono sempre, metto il mio cuore e l'anima a disposizione.
Baci,
Emilia
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20:44, 30 agosto, 2007

Il racconto è scritto bene, ma secondo la mia modesta opinione, rimane tutto troppo in superfice. Cmq mi piace il blog:un invito al confronto di opinione, allo scambio. Ma forse sono già "troppo" adulta e ho una visione della vita atterrata sulle galassie lontane. La terra è tremendamente scomoda per adagiarvi l'immaginazione e la fantasia. Un sorriso e una carezza:-)
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18:45, 30 agosto, 2007

ciao...ti invito a visitare il mio blog :-)
ciao
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00:36, 27 agosto, 2007

scusa intendevo dire l'autore del commento n.10
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23:16, 26 agosto, 2007

L'utente anonimo del commento n.9 sono io, scusami per la franchezza del mio commento ma ritengo che quando si scrive un racconto oppure un articolo di giornale bisogna approfondire le tematiche e non lasciarsi influenzare dai propri preconcetti o dai luoghi comuni. questo è un pò quello che è successo agli imitatori moderni che invece di imitare il personaggio, imitano l'imitatore che imitava quel personaggio perdendo quindi in originalità e rischiando di fare un'imitazione che non rispecchia la realtà del personaggio imitato
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23:10, 26 agosto, 2007

Mi sembra un racconto molto superficiale e poco introspettivo, che si basa sui luoghi comuni dell'uomo banale tutto sesso ed istinto, della prostituta frustrata che sogna un uomo da sposare e della fidanzata noiosa e casalinga. Ma esistono ancora questi personaggi e questi ruoli? Non è che i ruoli sono cambiati e l'uomo è diventato noioso e casalingo, mentre la fidanzata è diventata pericolosamente sensuale e provocante, impegnata nel lavoro e nella carriera e molto più intrigante di una prostituta verso la quale invece si prova un senso di commiserazione per il suo stato di squallore e di abbandono?
utente anonimo
#9  
15:34, 26 agosto, 2007

Thanx, ci sentiamo/scriviamo.
A parte, nell'altro blog (mail) ti racconterò di Purp e del resto. A.
utente anonimo
#8  
14:48, 26 agosto, 2007

è bello andare sul difficile se trovi qualcuno che intellettualmente può arrivarci senza alcuna fatica. Come te.
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#7  
14:35, 26 agosto, 2007

Qui andiamo sul "difficile".

Ma tu non sei Marzullo e io non sono Carmen Moravia....

Gli uomini oggi saranno pure "istintuali" come scrivi ma da sempre fanno così.
Hanno (abbiamo) sempre pensato solo a noi, eterni peterpan.

Le donne? Ieri sera guardavo in tv quel programma di cui scrivono meraviglie anche Repubblica e Corriere, dove si spoglia chiunque, con l'aggravante di non far vedere un cazzo (e nemmeno le tette, che quelle le vedi pure su Raidue alle 21.15 con tua figlia vicino di tre anni). Una cosa un po' ridicola, in confronto alla quale Odeon (la prima trasmissione a colori su Rai due) deve vincere l'Emmy 2008.

Beh, lì c'era una fotomodella albanese che, alla richiesta "il tuo sogno" rispose "andare ad Amici".
Ecco, direi che la signora Costanzo è alla fine madre anche delle sorelle Kappa di Garlasco che fotomontano la cugina morta.

E tutti, ovviamente, preferiamo prendercela solo con Corona.....
utente anonimo
#6  
14:22, 26 agosto, 2007

Grazie per la tua opinione, molto più reale di quanto molta gente voglia credere. Perché, secondo te, gli uomini sono diventati così eccessivamente istintuali e le donne così mercificate e, troppo spesso, persino compiacenti o indifferenti? perché questo è un tema a volte troppo abusato e bistrattato nella letteratura ma forse mai approfondito abbastanza nella giusta ottica?
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#5  
14:13, 26 agosto, 2007

Il tema?
Va bene.
Nord Est o periferia sgarrupata del Napoletano.
Uomini con le facce troppo bianche per non essere anche un po' carogne.
Di quelli che si tratengono la foto dell'ulima scopata nel cellulare per farla vedere agli amici nella serata del calcetto, lontano dagli occhi delle innamorate.
Fidanzata con qualche brufoletto, con la pelle non liscia, che gli darà l'anima (e il reso, anche il peggio) non appena la porterà all'altare.
Puttane con profumi un po' scadenti, forti, con le ascelle sudate anche quando fanno l'escort negli alberghi a 500mila a botta.
utente anonimo
#4  
14:08, 26 agosto, 2007

grazie per il tuo commento. io sono la stessa di quel sito, ma diciamo che quello è il mio sito "istituzionale" elaborato soprattutto -ma non solo- in relazione al mio essere scrittrice, mentre questo blog è dedicato interamente alla collana editoriale di cui sono curatrice.
Grazie per le tue opinioni sul racconto, sono sicura che parlare di stile e altro potrà essere d'aiuto per chi scrive e animare il confronto... e relativamente al tema trattato in questo scritto qual è il tuo parere?
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#3  
14:03, 26 agosto, 2007

Sempre io, non ho trovato la tua mail qui.
L'avevo trovata in un blog "personale" con foto, cv e varie (compresa la frase del nesquik) ma poi non c'era segnato questo blog e ho pensato di inviare un commento a un'altra...

Ecco:
- prima impressione: ci sono delle cose che scriverei diversamente, compresa l'eliminazione dei nomi ripetuti troppe volte;
seconda, non necessariamente negativa, anzi intrigante: mi ricordano quei fooromanzi in b/n (forse non sai di cosa parlo, troppo giovane...) che presentavano "vite spezzate" agli occhi delle mie coetanee degli anni 60/70.

Se ti va scrivimi e continuo a commentare. Così i racconto di Purp, ispettore di polizia poche parole e molte Marlboro, nato sulla scia di Le Poulpe.......
utente anonimo
#2  
14:03, 26 agosto, 2007

Se vuoi, Angelo, puoi esprimerlo anche qui il tuo commento.
La condivisione è l'anima di questo blog, nato per dare voce alla collana "generazioni del femminile" della casa "editrice edizioni progetto cultura 2003" e in generale a tutti quelli che vogliono avere un angolo per discutere sui temi proposti o che vogliono proporre...
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#1  
13:53, 26 agosto, 2007

Sono anonimo (ma solo per questi blog "organizzati" così) ma ti segno qui una mia mail di servizio (cc22@email.it).

Arrivo qui dal blog di Zoe, cui sono arrivato da quello di Franca che presta i libri.

Un po' mi imbarazzano 'sti blog tutto cazzeggio (mi riferisco al 90% dei commenti) e per lo più orientati al diario o allo scrivere (spesso scriversi addosso).

Il mio commento ce l'avrei per questo racconto. Mò cerco la tua mail e semmai te lo scrivo lì.
Ciao, Angelo
utente anonimo

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