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Commenti
#38
12:24, 28 luglio, 2007
Va bene... continuate a vivere sognando... fate come preferite...
ma ricordate:
Twice the pride, Double the Fall...
Io vi ho avvisato...
Aster
utente anonimo
#37
22:38, 25 luglio, 2007
Il cavaliere che si fa guidare dal cavallo é l'immagine di colui che fa e vive all'insegna di ogni impulso che gli passa per la testa, non da quelle che sono le sue reali aspirazioni.
é come una mosca che vola a zig zag senza una direzione, mentre la piccola ape sa sempre dove vuole andare... perché ha una casa ed una comunità.
Non tiene la rotta perchè ragiona, ma perché la sua casa e le sue compagne é quello che essa porta nel cuore.
Là dove é il tuo tesoro, là sarà il tuo cuore.
Dov'é il tesoro di Geno?
La ragione va benissimo, ma è solo uno strumento e spesso in queste faccende non é il migliore.
C'é chi si sposa ragionando....firmando la propria infelicità;
c'é chi sceglie una carriera ragionando, per passare il futuro nella noia e nel fare cose per le quali non prova gioia né soddisfazione e senza mai imparare a farle bene.
C'é chi mette al mondo figli perché "ragiona" ....sai.. così fan tutti.... non si può essere da meno... e poi non sa essere un padre o una mamma.
Persino un biglietto d'auguri di buon compleanno "ragionato" suona vuoto e formale e non uscita nulla.
Me lo immagino Leopardi a scrivere le sue poesie ragionando con la logica booleana.... e via continuando.
Chissà se stavolta son stato chiaro...se no pazienza perchè io vado in vacanze.
Buona estate a tutti. :-)
Ciao genooooo!
Willow
utente anonimo
#36
20:05, 22 luglio, 2007
Il cavaliere che si lascia guidare dal cavallo è proprio come la persona che si lascia guidare dalla paura invece che dalla ragione...
così ti tiri la zappa sui piedi ;)
Aster
utente anonimo
#35
20:47, 20 luglio, 2007
sì sì...tutto giusto, ma il trapianto di proboscide sarebbe la panacea.
Chi lo fermerebbe più :-)))
Funky
utente anonimo
#34
20:45, 20 luglio, 2007
Uhmmm... può darsi che guardare dall'esterno sia davvero utile, basta tener presente comunque che l'esterno é solo la minima parte di ciò che in realtà uno ha dentro.
Il fuori va bene ma il dentro é più importante, nessun dubbio su questo.
Come pretendere di capire come va un motore limitandosi a guardare la carrozzeria o al massimo il rumore che fa.
Solo un finissimo intenditore potrebbe dire cosa nn va e anche quello solo grosso modo.
Quanto al fare quel che ci pare e non quel di cui abbiamo davvero bisogno beh... si presuppone una maturità tale che le due cose coincidano, cosa improbabile a 19 anni o lì intorno, anche se certo non impossibile.
Se uno sta attento a quel che vuole sarebbe come un cavaliere che va dove vuole il cavallo.
Una scena comica, ma anche drammatica per il cavaliere stesso.
Il cavallo deve essere quello che obbedisce non viceversa.
Se andiamo dietro solo a quel che vorrebbero la nostra natura ed impulsi.... beh auguri
l'eventuale tapino ne avrebbe bisogno.
Nulla di nuovo sul fronte degli esami allora?
;-)
Willow
utente anonimo
#33
20:34, 15 luglio, 2007
Francè Francè...quand'è che ti trovi una gnocca? XD
Kyoko1k82k7
#32
14:34, 15 luglio, 2007
Uhmmm... stai estremizzando la questione: io dico solo che visto che è andato bene per me, potrebbe andare bene anche per lui...
e visto che non ci ha mai nemmeno provato (e non lo dico a caso, lo dico perchè è quello che mi aveva detto, non so se poi sono cambiate le cose da allora... ma non credo)...
Inoltre questo è il metodo più semplice e veloce per vincere la paura: non richiede particolari esperienze nè particolari capacità, nè allenamenti nè null'altro che il Geno non abbia... deve solo volerlo...
E il paragone della medicina è una vaccata: non è vero che tutti i problemi sono dello stesso tipo, ma cambia solo la forsa... semplicemente per la strada che sta percorrendo il geno ci sono passato pure io...
E per quello che riguarda il punto di vista, beh, se mi mettessi nei panni del Geno vedrei semplicemente cosa vuole... non ciò di cui ha bisogno. Per capire qualcosa di così complesso bisogna osservarlo prima di tutto dall'esterno, in modo oggettivo...un po' come il labiritno biblioteca del Nome della Rosa...
Aster
utente anonimo
#31
11:52, 15 luglio, 2007
Io..io lo so come si fa a fargli superare i complessi di insicurezza.
Propongo un bel trapianto di proboscide.
Vedrai che Geno non avrà più problemi eheheheh.
Come dite? Non esistono ancora quei tipi di trapianti?
Allora li ho inventati io. ehehehe
e poi dicono che noi giovani non sappiamo essre geniali. ;-P
Vai genoooooO!!!!!!
utente anonimo
#30
11:47, 15 luglio, 2007
OOOps...dimenticavo di firmare.
Sono sempre Willow. :-)
utente anonimo
#29
11:46, 15 luglio, 2007
Ah!
Allora così va meglio.
Capisci allora che se segui questa linea di pensiero é implicito che guardi alla realtà dell' altro attraverso gli occhi della tua.
Non é razionale.
E' implicito che tu pensi che visto che a te é andata bene passare da lì, così debba essere lo stesso per chiunque altro.
Ovvero: i problemi sono tutti dello stesso tipo in fondo, cambia solo la forma.
Lascio a te tirare le conclusioni.
Lo stesso identico tipo di logica porterebbe a curare un mal di testa ( il problema ) con il farmaco che fa star meglio me (l'aspirina ).
Però, uno può aver mal di testa perché ha un po' d'infiammazione alle giunture cervicali, ma anche perchè sta avendo un'emorragia cerebrale.
Indovina cosa succede se curi quel mal di testa lì con la stessa aspirina che ha, fra gli altri, effetto antiaggregante: il poveretto sarebbe spacciato.
Eppure é altrettanto vero che l'aspirina fa bene in un sacco di situazioni ( ma solo quelle che sono simili tra loro ).
Come vedi: ciò che ha fatto bene a te, sicuramente farà bene anche a qualcun altro, ma purché abbia lo stesso tipo di problema, la stessa struttura della personalità, lo stesso vissuto e la stessa lettura di quel vissuto.
Accade invece esattamente l'opposto.
Ognuno di noi é unico,
legge la realtà in modo diverso,
ha attorno gente diversa,
vive esperienze in modo diverso.
Per cui ciascuno deve essere il preparatore della propria medicina, il solutore della propria equazione, il medico di sé stesso.
Ma non si diventa medici o matematici da soli... ci vuole l'aiuto e l'esperienza.
Senza questi due elementi si può andare solo a caso...e per farcela per puro caso ci vuole più fortuna che indovinare la prossima cinquina del lotto.
Per questo proponevo esperienze nuove e su misura per il nostro amico.
Dai Geno, facci sapere come stanno andando gli esiti degli esami.
Facciamo il tifo per te.
;-)
utente anonimo
#28
11:32, 15 luglio, 2007
L'uomo non ha nulla da temere, tranne la paura stessa.
:-)
Forza francesco.
Leo
utente anonimo
#27
14:17, 14 luglio, 2007
Beh, se dico che è tutto facile è perchè per me lo è stato, perchè il mio percorso di crescita è stato questo e perchè per me non è servito nulla più di un pensiero perfettamente logico: non penso di essere meglio degli altri, per cui credo che anche per il Geno, e per moltissimi che non conosco, sia possibile risolvere questi problemi allo stesso modo...
In bocca al lupo per gli esami anche da parte mia ;)
Aster
utente anonimo
#26
13:43, 14 luglio, 2007
OOOps... mi scuso per alcuni errori di orto, alle volte digito troppo affrettatamente.
:-/
mi spiace farò più attenzione la prossima volta.
Promesso.
Willow
utente anonimo
#25
13:35, 14 luglio, 2007
Uhei...
insomma Aster continua a giurare che tutto é facile....basta volere.
Che basta un po' di razionalità.
Ma come farti capire Aster che noi siamo due parti non una ?
Una razionale ed una seconda emozionale e che é quest'ultima ad avere alla lunga l'ultima parola?
Solo quando questa parte non razionale vuole le stesse cose di quell'altra allora la persona diventa praticamente una bomba ... riesce e la spunta in tutto o quasi...nulla la ferma,
ma quando le due parti tirano in direzioni diverse l'una paralizza l'altra.
Insomma, non serve dire "datti una mossa" perchè se fosse così avresti da un bel pezzo risolto il suo problema non ti pare?
Vuol dire che non é la strada giusta, o meglio che é giusta ma non sufficiente.
La parte emotiva a cui non puoi cambiare le idee con la logica e il raziocinio vive di emozioni, conosce solo quelle e capisce solo quel linguaggio.
Bisogna quindi che ti sforzi di parlare quella sua lingua se no hai voglia...!
Ecco perchè dicevo che le esperienze sono il rimedio migliore ed il più immediatamente percorribile.
Poi quali siano le più adatte lo deciderà lui stesso, ma solo le esperienze diventano sensazioni ed emozioni e solo nuove esperienze possono controbilanciare le negatività acquisite nel passato.
Inoltre insistere col " datti una mossa" dimostra poca razionalità in te che la pubblicizzi come un toccasana;
ripeto: se fosse stato sufficiente dire così, il problema sarebbe alle spalle da un bel pezzo.
Quindi tira le conclusioni, "razionalmente" e prendi una rotta più efficace; prendi atto che dirlo e ripeterlo non serve.
Se no si deve concludere che pure tu hai diffficoltà ad essere razionale, in certi contesti almeno.
C'è una sua parte che ha paura e non smetterà di averne solo perchè noi pensiamo che si sbagli.
Ha bisogno di una motivazione forte e positiva. Facile da dire ma più difficile da realizzare.
Ancora più facile é dire che é tutta colpa sua così noi non facciamo la figura di chi parla per tirare notte.
Darci motivazioni é il grande segreto del nostro riuscire.
Quando non ci riusciamo, allora imbocchiamo il solito binario morto.
Le esperienze, l'incontrare nuove persone, il vivere momenti in modo nuovo e autentico crea quella tavolozza di colori con cui potremo ridipingere il nostro mondo che da grigio potrà diventare brillante di nuove luci e sfumature.
Spero che il nostro amico ci proverà...lasci perdere le soluzioni immediate e preconfezionate, e viva nuove esperienze con nuove persone e tocchi con mano che la realtàù a molte sfaccettature ceh il mondo è così grande e bello ceh c'é sicuramente abbastanza amore anche per lui.
Oops ! Aproposito, in bocca al lupo per gli esami.
:-D
Willow
utente anonimo
#24
10:18, 14 luglio, 2007
Ma no, aspetta!
È che non ho il tempo materiale di seguire il discorso (ho gli esami). Non ci sono ragioni profonde. :D
Conscius
#23
01:44, 14 luglio, 2007
Geno, non mi aspettavo una domanda così poco meditata da parte tua... forse un po' pauroso si (in certe cose), ma non mi ricordo di te come di un ragazzo poco riflessivo...
Che significato avrebbe dirti chi sono davvero? Il tuo giudizio sarebbe solamente influenzato dalle tue esperieze passate su di me, e non dai pensieri che sto esprimento scrivendo sul tuo blog con lo pseudonimo di Aster...
Comunque il Geno non deve necessariamente arrivare alla questione del volontariato, e non deve nemmeno considerarsi fallato... deve solo pianrala di avere paura (questione puramente mentale: la paura fa parte dell'istinto, la parte animale di noi... e in quanto tale assolutamente dominabile dalla nostra parte razionale: se ci si rende conto che non c'è nulla di cui avere paura razionalmente, la paura irrazionale svanisce)... tira fuori la grinta, perdincibacco!!! ;)
Aster
utente anonimo
#22
22:49, 12 luglio, 2007
PPs
ke figata sto Miyazaki!
:-)
utente anonimo
#21
22:33, 12 luglio, 2007
ooops...mi scordavo di rispondere alla domanda;
come chi sono?
Ma sono willow no? ^_^
utente anonimo
#20
22:15, 12 luglio, 2007
Ok...giusto e sottoscrivo.
Ma in concreto cosa deve fare Geno?
Una possibilità é la ormai famosa pillola inventata in questi giorni dai neuroscienziati di Harvard che cancella tutti i brutti ricordi ...verrà distribuita ai soggetti che soffrono degli attacchi di panico incoercibili.
Ma forse per Geno sarebbe troppo...;-)
Dai .... scherzi a parte.
Mi piace ricordare in queste occasioni un vecchio detto dell'antica Cina:
Un giorno la paura bussò alla mia porta; quando andai ad aprire... non vi trovai nessuno.
La paura infatti è in realtà un "nulla" é solo un fantasma: non ha alcun potere, non può fermarci in alcun modo concreto, può solo spaventarci
solo così avrà potere sulla nostra vita perché allora saremo noi a fermare noi stessi.
Alle volte per non essere riconosciuta e cacciata via dalla sua vittima, si traveste da prudenza, cerca di spacciarsi per un'amica compassionevole protettiva... ed invece é un tremendo micidiale parassita che vive succhiando la nostra vita e spesso i nostri anni più belli.
Essa morirebbe se non riuscisse a rubare i nostri attimi di vita,..come un vampiro che succhia non tanto il sangue ma la nostra gioia di vivere, la fiducia in noi stessi e il coraggio di espriremere i nostri talenti.
Essa ci mente convincendoci che siamo perduti, senza talento, senza amici e senza futuro.
Ci convince che siamo in realtà solo dei poveri disgraziati handicappati a cui il destino riserverà solo infelicità e dramma a meno che non restiamo costantemente in disparte quasi nascosti.
Se noi lo facciamo lei ha partita vinta perchè davvero diventermo dei poveracci e guardandoci allo specchio troveremo conferme su conferme senza essere consapevoli che siamo noi gli autori unici di tanto scempio.
In realtà é lei che ci rende handicappati; spesso chi ne é vittima cammina per la strada e il suo sguardo cade quasi selettivamente su chi é meglio ignorando le persone che incrocia che appaiono meno dotate di lui.
Se le notasse dovrebbe rivedere le proprie convinzioni, ridipingere la propria visione del mondo,... ma la paura non glielo consente e così le degna di una fugace occhiata e vengono rapidamente scordate;
I migliori, gli apparenti fighi, sono invece ricordati con pervicacia con ostinazione a conferma della propria inadeguatezza.
Sì la paura é micidiale quando prende troppo potere e troppo spazio.
Come si batte questa "creatura infernale" ?
La strada più semplice, rapida ed efficace é proprio il fare le cose che si temono per poter verificare che nulla di ciò che si teme accade davvero... o per lo meno quasi nulla.
Geno non collezionerebbe più flops di qualsiasi altra persona normale.
Ma soprattutto, dovrebbe cercare di non essere centrato troppo su sé stesso.
La strada per superare questa tendenza, per liberarsi da queste incrostazioni che irrigidiscono e corrodono é operare nel volontariato,
perchè lì puoi vedere delle altre persone che soffrono e soffrono molto anche loro spesso senza colpa.
Dando loro una mano capisci che tu hai risorse, talenti, e hai l'opportunità e le energie per rendere questo mondo un pochino migliore proprio perchè ci sei, senza essere mister universo, senza essere superman.
Geno può aiutare qualche tipo di persone in difficoltà...potrebbero essere bambini soli, anziani, persone buone che soffrono per povertà o malattia, e rendersi conto così facendo che la sua sensazione di inadeguatezza é solo uan grande menzogna della sua paura.
Allora, una volta compreso questo, la caccerà senza indugio e senza rimpianti e riuscirà a sorridere di nuovo al mondo intero e, quel sorriso, sarà bellissimo; sarà quello di un ragazzo che é finalmente cosciente della propria unicità e del proprio valore ed é diventato capace di essere una creature comune ma col dono di poter essere speciale per qualcuno.
Solo amando per primi e incambio di nulla si raccoglierà la gioia di vivere.
E' senza speranza chi corre nei pbar e cerca di far colpo su qualche ragazza mettendo gel nei capelli ed atteggiandosi a quel che non é.
Il colpo sugli altri lo facciamo quando siamo capaci di essere noi stessi perchp sappiamo che ogni creatura umana é assolutamente bella quando ha il coraggio di aprire il proprio cuore.
E' sorprendente quanto i cosiddetti sfigati ...gli emarginati della nostra società abbiano saggezza, umanità, sensibilità e forza di vivere.
Da loro si impara molto, soprattutto a stringere i denti e a guardare il mondo con occhi nuovi.
Beh... per lo meno provare non costerebbe nulla.
Cerchiamo di avere la saggezza del contadino che sa che se non semina grano nel suo campo non ne raccoglierà e soprattutto sa che non é vero che quando in un campo non si semina nulla non si raccoglie nulla... al contrario, si raccoglie eccome: ma solo rovi ed ortiche.
Occhio alla paralisi della paura; non seminando nulla daremo tempo a rovi ed ortiche di crescere e consentire a serpi e scorpioni di abitare quella poco invidiabile vegetazione.
Da ultimo vorrei offrire una piccola storia che forse insegnerà meglio di troppe parole.
C'era un tempo, molto ma molto tempo fa, nel lontano Oriente, un venditore d'acqua;
svolgeva il proprio mestiere instancabilmente ogni giorno servendosi di una grossa brocca che aveva costruito con le sue stesse mani.
Il tempo che passava però aveva l'effetto che tutti conoscono consuma un po' per volta le cose.
La povera brocca infatti, appariva scolorita, qua e là graffiata, e sbeccata , ma continuava a servire imperterrita il suo padrone.
Un giorno, la richiesta di acqua aumentò e il venditore d'acqua dovette procurarsene una seconda.
Costei, nuova di zecca e di gran marca, prese servizio orgogliosa della propria bellezza che peraltro tutti ammiravano.
Quando alla sera il venditore d'acqua posava le due brocche sulla mensola della propria casa, e andava a dormire, ecco che la brocca nuova cominciava a pavoneggiarsi con la collega.
Guarda come brillo alla luce della luna, - diceva - e neppure la notte spegne la mia bellezza - rincarava tutta orgogliosa -
Inoltre non ho un solo graffio, e soprattutto - aggiungeva - non perdo per strada l'acqua del mio padrone io,
il quale non é costretto a faticare per nulla. -
Infatti la vecchia brocca era pure incrinata.
Un giorno era scivolata di mano al padrone ..cadde, prese una bella botta, ma riuscì a restare intatta, senza peraltro poter impedire un'incrinatura dalla qualei sfuggiva, quando era piena, un sottilissimo filino d'acqua.
La brocca nuova, insomma, non perdeva occasione per far pesare alla povera brocca vecchia le sue insufficienze.
Così un giorno quest'ultima non ne potè più e parlò così al suo padrone.
"Padrone, perdonami se te lo dico, ma perchè continui a tenermi?
Non sono più bella come la brocca nuova, da molto tempo ormai... sono sbrecciata e per giunta perdo l'acqua che tu tanto faticosamente raccogli e trasporti. -
Sono un peso per te e null'altro. Ti prego buttami via nel deserto in mezzo alle pietre ed agli scorpioni..quello é il mio posto ormai. -
Allora il venditore d'acqua sorrise affettuosamente alla sua vecchia amica e disse:
- Che cosa vedi lungo il sentiero arido dove stiamo passando ? -
La vecchia brocca disse: - Vedo una lunga sottile fila di erba verde con dei piccoli fiori; corre proprio lungo la strada che facciamo tutte le mattine. -
Hai detto bene - disse il venditore d'acqua - e lo sai come mai c'é tutto questo?
- Non ne ho idea - disse la brocca.
- Bene! - riprese il venditore d'acqua - E' merito tuo.
La brocca era incredula ed stupefatta.
Come poteva essere tutto questo?
Mi sono accorto da molto tempo che tu perdi l'acqua che io trasporto. lo sai?
Allora sono andato da un amico contadino e mi sono fatto dare dei semi d'erba e di piccoli fiori,
e li ho seminati lungo il sentiero che facciamo tutte le mattine.
Sei stata tu senza accorgerti ad ammaffiarli ogni giorno con l'acqua che perdevi mentre passavamo di qui -
Ora questo sentiero é un piccolo giardino ed il merito é tuo. perchè sei tu che gli dai vita grazie alla tua crepa che lascia scappare via un po' dell' acqua che insieme trasportiamo.
La vecchia brocca, rimasta sola, capì la bontà del suo padrone.
Egli tanto tempo prima l'aveva plasmata con le sue mani e per nulla al mondo l'avrebbe abbandonata.
Nel momento in cui si era incrinata, il suo affetto aveva saputo trasformare quel difetto in una inattesa e preziosa qualità:
era diventata la sorgente di vita per quei piccoli fiori che, senza di lei, il sole del deserto avrebbe seccato senza pietà.
In quel momento, la povera brocca vecchia pianse, ma stavolta, diversamente dalle sere passate, era un pianto di gioia, perché aveva capito che chi dà il meglio di sé, con amore, anche se lo fa in silenzio, anche se lo fa di nascosto, non resta ignoto, né ciò che fa resta senza frutto.
I frutti arrivano sempre, anche quando con i nostri piccoli ragionamenti influenzati dagli sciocchi, non li attendiamo più.
Spero che questa piccola storia antica porti a tutti un sorriso e un pizzico di fiducia.
:-)
Willow
utente anonimo
#19
17:41, 12 luglio, 2007
Ma chi siete voi? Al di là dei vostri pseudonimi? :D
Conscius
#18
20:10, 09 luglio, 2007
Uhmm...
la solitudine di cui parli non è diversa dalla mia, solo ne si parla con una diversa portata: il rimanere da soli serve a capire chi si è, il rimanere da soli per sempre uccide l'individuo.
Ma finchè non ci si rende conto di chi si è, e lo si può fare solo soffrendo (in una maniera o nell'altra), allora non ci si può lamentare. Se non si riesce ad accettarsi e a volersi bene per come si è, allora si è dei mediocri. Se non si impara ad accettare le sconfitte, allora si è dei perdenti. Se il geno non arriva a capire che deve abbandonare i suoi complessi sull'aspetto e le sue paure e il suo "complesso di mediocrità", allora non sarà mai felice...
Se non si apprezza lui stesso, come pretende che lo possano apprezzare davvero gli altri?? Se non è capace di amarsi, come possono amarlo gli altri??
Una persona può stare vicino ad un altra per mille motivi, tutti validi ma non tutti eticamente corretti... di questi, il peggiore di tutti è la pietà. Purtroppo molta gente fa così. Mi spiace parecchio ammetterlo, ma in alcune occasioni il Geno, con il suo compatirsi, piangersi addosso e non provare nemmeno a reagire, mi ha fatto solo una grande pietà. Ha dei grandissimi pregi, una mente brillante per esempio, ma rovina tutto con il suo crogiolarsi nel proprio dolore...
Geno, reagisci!
Basta piangersi addosso!
Basta avere paura!!!
Aster
utente anonimo
#17
22:54, 08 luglio, 2007
Ciao Aster,
grazie per i chiarimenti.
mi sembrano sensati.
Solo un paio annotazioni che chiariscano quello dicevo nel mio post.
Secondo me un conto é il giudizio altro conto la valutazione.
Il giudizio si fa su una persona la valutazione si fa su cose: tipo un' affermazione, o un comportamento, o un a cosa o una situazione.
La mia era una valutazione delle tue affermazioni non un giudizio anche se forse espresso com'era può sembrare tale.
La faccenda del vestirsi da suora non é, secondo me, una pirlata maggiore del "provarci spudoratamente con le ragazze per farsi mandare a far in culo" ...era una voluta provocazione che dovresti saper interpretare e capire visto che tu stesso ne usi con generosità.
Conosco anch'io persone che adorano la "solitudine" e l' "isolamento " a loro dire,
ma sono puntualmente persone che vivono gran parte del loro tempo nel trambusto e attendono il silenzio e l' isolamento come la manna.
Il bisogno di solitudine esiste perchè la nostra mente in effetti ha bisogno di momenti di pausa per fare ordine nel mare di informazioni e novità in cui ogni giorno una vita frenetica la immerge.
Questo é tutto verissimo.
Ma questa, Aster non é solitudine, non é isolamento;
chi vive davvero questa realtà finisce regolarmente in una condizione di profonda ed acuta sofferenza, e la teme come la peste
Si può concludere dalle convinzioni che esprimi che, in questo caso, usi il termine solitudine per indicare altra cosa da quella che intendo io, che é una condizione di isolamento permanente che ti porta dritto alla depressione, una delle condizioni più pensanti e terribili più pericolose.
Sono contento nel leggere il tuo commento, perchè indica che nel tuo caso, per fortuna, la solitudine non sai cosa sia dal momento che addirittura la consideri come una risorsa, quando in realtà, la solitudine vera é una delle condizioni più temibili dell'esistenza.
Se parli con coloro che la vivono sentirai che ti diranno che darebbero non so quanto per uscirne, per sfuggirgli almeno un po'.
Quella é la solitudine di cui parlo io.
Accanto al mio quartiere c'é un "villaggio" di straricconi che hanno fatto case enormi e con parchi attorno silenziosi e vuoti come campisanti e strade deserte.
Non ci sono negozi, uffici, servizi, pare un enorme cimitero in cui ciascuno sta sepolto nel proprio "sepolcro di famiglia".
Recentemente volevano fare una succursale dell'ospedale, data la località particolarmente favorevole per varie ragioni.
Bene, dai "sepolcridi famiglia" abitati da esseri fantasma che nn si fanno mai vedere, ecco uscire persone inviperite che raccoglievano firme coalizzate e mobilitati per impedire la costruzione dell'edificio, sai perchè ?
Perché non vogliono via vai di persone sofferenti che frequenteranno la struttura. Li disturberebbero.
Com' é che amano tanto il "deserto dei tartari" ?
Perché vivono tutto il tempo in un vortice di gente, flash fotografici, meeting, etc.
Grazie tante che non vedano l'ora di star un po' tranquilli.
Naturalmente, senza essere "personaggi" anche chi vive molto immerso nel sociale prova le medesime esigenze e si stupisce che qualcuno soffra per la solitudine quando per loro é fonte di rigenerazione.
Se parli con gli anziani di una casa di riposo, con certi bambini ospitati nelle istituzioni perchè soli o abbandonati, vedrai che loro per la solitudine non stravedono, perchè é quella vera, distruttiva, che ferisce profondamente l'anima e la dignità.
Mi pare giusta l'osservazione che dice:
Guardiano con gli occhi di chi vive e denuncia un dato problema e non con i nostri;
sicuro che non é giusto privare gli altri del nostro punto di vista che é unico e prezioso, ma neppure considerarlo l'unica interpretazione della realtà.
Non possiamo capire gli altri restando nel nostro mondo altrimenti saremo come Maria Antonietta, la regina di Francia, che chiedendo ai suoi servi perchè il popolo protestasse si sentì rispondere: " Maestà non c'é più pane nei forni di Parigi" e lei di rimando?
" E allora? Perché non si mangiano le brioches ? "
Grazie e un caro saluto
Willow
utente anonimo
#16
14:06, 07 luglio, 2007
Uhmm... non capisco bene la tua affermazione "Penso che classificare la paura come hai fatto sia stato un giudizio. Nessuno ci ha nominati giudici di nessuno per cui direi che sarebbe giusto astenersi e piuttosto dare una mano" perchè alla fine dei fatti anche il tuo commento dimostra un tuo giudizio sulle mie parole, e quindi indirettamente un tuo giudizio su di me... giudicare è naturale, lo fanno tutti coloro che possiedono un minimo di cervello e di capacità critica. Giudicare vuole dire farsi un idea di qualcosa, e questo è assolutamente giusto... poi c'è modo e modo di esprimerla, modi diversi hanno conseguenze diverse, suscitano negli altri reazioni diverse... ma sono tutti egualmente corretti fintanto che non si farciscono di balle.
Secondariamente: "Oppure aster provati a prendere una decisione che riguardi anche la vita degli altri, per esempio della tua ragazza ( se ce l'hai) senza consultarli visto che sei così libero e poi vedrai cosa capita"... ovviamente l'ho già fatto, ma come tutti. Come tutti perchè vi sono situazioni in cui, volenti o nolenti, abbiamo l'ultima parola su una decisione da prendere (e normalmente quelle decisioni non fanno mai felici tutti)... e poi ci sono situazioni (che a me personalmente piacciono un casino, ma questo dipende dalla mia passione per i "giochi di strategia") in cui "ci si prende l'ultima parola", ce la si prende anche se in termini prettamente etici non ci spetta perchè la situazione non ci riguarda da vicino, o altre cose del genere, ma in cui non solo è possibile, ma è anche opportuno prendersi l'ultima parola perchè si vede che coloro che dovrebbero averla normalmente non hanno la calma, la lucidità, la testa necessaria a fare la scelta giusta... ma questo è opinabile, si ritorna al tipico dilemma "il fine giustifica i mezzi?" e purtroppo la cosa non è risolvibile parlando perchè alla fine ognuno ha le sue ragioni... però alla fine dei fatti prendersi l'ultima parola è abbastanza complesso, per cui se anche può essere eticamente trascurabile, tanto di cappello a chi ci riesce... nel bene e nel male. So cosa succede, ma alla fine una litigata con un amico è molto più accettabile che un amico che finisce male per colpa delle sue paure, o manie...
Per la storia del vestito da suora dirò solo che è un esempio particolarmente stupido, perchè è qualcosa di completamente al di fuori della nostra vita quotidiana, e in quanto tale non sarebbe qualcosa di "giusto ma spiacevole", sarebbe qualcosa (almeno nella maggiorissima parte dei casi) di "pirla e spiacevole"... non lo prendo nemmeno in considerazione. Io predico l'essere razionali, non l'essere saltimbanchi.
Anche per la storia dello stare SOLI caschi male, ma questa volta solamente per alcune mie convinzioni: secondo me stare soli non solo non è spiacevole, ma è anche indispensabile per la crescita di ogni persona. La vera forza di una persona può emergere solamente quando si può contare solo su di se, quando le due possibilità sono o dare il massimo o cadere e non rialzarsi più. A me, come credo a moltissimi altri, è capitato di trovarmi ad essere solo, solo davvero, ed è in quel momento che mi sono reso conto esattamente di chi sono, di quello che valgo, di quali sono le mie idee e di cosa mi infastidisce... solo quando non c'è nessuno con cui discutere inizi a discutere con te stesso... e migliori davvero.
Solo quando non c'è nessun altro a cui voler bene vuoi bene a te stesso, solo quando non c'è nessuno che ti aiuta ti aiuti da solo...
A volte la comprensione fa male, fa male perchè impedisce a qualcuno in una situazione critica di imparare ad uscirne da solo, risolve dei problemi ad altri che dovrebbero risolvere da soli...
E comunque la paura di, per dire, dichiararsi alla ragazza che ti piace (dico così per dire, non perchè so perfettamente che l'autore del post originale ha avuto e forse ha ancora questo problema...)è una paura stupida: non è una cosa che dipende da te, in questo caso non c'è modo di avere l'ultima parola perchè è una cosa che deve decidere lei. L'unica cosa che puoi fare è semplicemente mettere le carte in tavola e vedere cosa fa.
Infine volevo dirti che ci sono situazioni, e che si verificano abbastanza spesso tra l'altro, in cui la ragione non basta, in cui puoi spiegare una cosa ad un amico mille volte senza ottenere nulla... e in cui l'unica cosa che puoi fare è prendere l'iniziativa. Quando una persona è poco sicura di se le puoi spiegare che non dovrebbe esserlo (e questo sarebbe il cercare di riparare un oggetto con la colla e un sacco di pazienza) oppure costringerlo a non esserlo, facendo poco correttamente leva sulle sue insicurezze portarlo in una situazione critica in cui la sua unica possibilità di non sclerare è proprio abbandonare le sue insicurezze per sempre... questo sarebbe un po' come rassegnarsi, dopo molti tentativi con il mastice, alla triste verità: a volte servono le maniere forti, si tira una martelata sull'oggetto incrinato e lo si sostituisce...
Spesso è molto difficile fare la cosa giusta, giusta non per se ma Giusta, e spesso porta anche conseguenze abbastanza spiacevoli per colui che ha il coraggio e la capacità di farla (come un litigio furibondo, amicizie che si spezzano, rapporti che finiscono...), ma qualcuno che la faccia serve sempre, anche a costo di prendere vagonate di nomi... ho già visto amici che non hanno ascoltato i consigli saggi di chi gli stava intorno (non necessariamente i miei) e hanno finito per rovinarsi con le loro mani: se il prezzo da pagare per evitare la loro rovina è il loro odio, beh, allora sono ben felice di pagarlo... voi come lo chiamate questo pensiero???
Aster
utente anonimo
#15
19:11, 06 luglio, 2007
Io vorrei dire qualcosa quanto al post 8 di Aster.
Su molte delle cose scritte sono d'accordo.
Vorrei fare una considerazione sull' uscita di Aster quanto alle paure da bambini come le chiama lui.
Credo che dovrebbe chiarire meglio su che cosa intenda con quell'espressione un po' ermetica secondo me.
Se non é ermetica allora é sbagliata a meno che lui non consoca benissimo il proprio interlocutore cioé la persona che ha avviato la discussione.
La paura che blocca il nostro amico é la paura del giudizio altrui...per quello non osa, tentenna, e si é sentito incerto, almeno sino ad oggi.
La paura del giudizio altrui é una paura che tuti abbiamo sai Aster?
Anche crede di non averla.
Per fare un esempio comico ma chiaroed efficace.
prova a chiedere a te stesso di uscire domani mattina vestito da suora e farti vedere in giro dove vivi .
Vedrai che sentirai insorgere dentro di te una strana esitazione; se tu fossi così libero come dici dovresti trovarti disponibile a farlo senza problemi; invece non é così.
Quello ceh ti blocca é proprio quello che potrebbero pensare le persone che ti conoscono, niente altro.
Non faccio fatica a credere che in tante situazioni tu sappia superare questa paura ma ce ne sono altre in cui tu sei come il nostro amico.
Noi temiamo il giudizio altrui perché potrebbe portare al nostro isolamento, alla solitudine, al vuoto di rapporti.
Oppure aster provati a prendere una decisione che riguardi anche la vita degli altri, per esempio della tua ragazza ( se ce l'hai) senza consultarli visto che sei così libero e poi vedrai cosa capita.
Forse ci avrai già provato e sai già cosa succederebbe.
Questo epr dire che non possiamo bollare la paura altrui come "paura da bambini" solo eprchè non temiamo le stesse situazioni, visto che pure noi abbiamo i nostri bei dubbi e incertezze.
La paura mica é negativa, ci aiuta ad essere prudenti, a mobilitare tutte le nsotre risorse per riuscire;
é quando questa é troppa che nascono i guai.
Penso che classificare la paura come hai fatto sia stato un giudizio.
Nessuno ci ha nominati giudici di nessuno per cui direi che sarebbe giusto astenersi e piuttosto dare una mano.
Fai benissimo a ringraziare tua mamma di averti cresciuto sicuro di te stesso ( magari un pochino troppo) ma non a tutti capita una simile fortuna.
Anzi spesso i genitori inculcano paura anche epr vivere più tranquilli loro e a nostro danno.
Poi quelle paure ce le portiamo appresso per sempre, salvo trovare poi gli stessi genitori stupirsi per lo stile esitante che ci hanno con insistenza inculcato; oppure sentirci rimproverare da chi di noi sa nulla la stessa cosa.
Credo come tu dici aster che é vero che la nostra strada dobbiamo percorrerla con le nsotre forze: nessuno può essere felice al nostro posto o piangere o anche mangiare un panino.
I proagonisti dobbiamo essere noi in prima persona, ma quando non ce la facciamo ( e succede a tutti, te compreso ) ricordiamoci che non tutti hanno chi ci tiene il moccolo come capita a chi é fortunato.
C'é un sacco di gente molto sola, troppo sola.
Conoscevo un ragazzo in gamba che per il solo fatto di essersi trovato una sola volta davanti ad un problema più grande di lui é finito nei guai e ciò nonostante tutte le altre volte si arrangiava benissimo.
basta essere soli nel momento sbagliato e la frittata é fatta sai Aster.
Quindi niente facilonerie del tipo "datti una mossa che le paure sono da bambini" ( il succo era su questo registro );
Se fosse così allroa siamo tutti banbini, perchè tutti temeno il giudizio di qualcuno, te compreso.
Piuttosto diamo una mano e ricordiamoci sempre come i giudizi siano su chi soffre altrettante martellate.
Da quando in qua si ripara un oggetto incrinato aggiungendo un'ulteriore martellata?
Almeno prima verifichiamo se sia proprio quella la cosa giusta da fare dico io.
Quando qualcuno si ammal ache fai? vai là e gli dai una randellata? O piuttosto non ti prendi cura di lui in qualche modo efficace e opportuno?
Può essere che ti abbia interpretato male ...in questo caso non dare per scontato che le tue dichiarazioni siano chiare solo perché le dici tu o stanno comprensibili in testa a te.
Willow
utente anonimo
#14
15:15, 05 luglio, 2007
Leggo i post e trovo bello lo scambio di idee.
Mi piace quello che si é scritto... solo
una domanda per Aster:
come pensi di poter essere capito da chi non ti conosce?
Quello ha solo quello che scrivi per riflettere se parli per enigmi e sottintesi... o ti chiarisci subito o non lamentarti se non ti si comprende bene.
Una volta spiegavo al mio cuginetto di nove anni una cosa e alla fine gli ho detto: " Hai capito bene? E' molto importante sai? "
E lui di rimando:
" se così importante ...perchè chiedi a me se ho capito e non piuttosto a te stesso se sei stato abbastanza chiaro? "
Son stato zitto zitto, perchè aveva ragione e mi sono preso la lezioncina senza mai più dimenticarla.
Se vuoi Aster ( lo dico bonariamente) la dividiamo: un po' a me e un po' a te.
Smile
utente anonimo
#13
14:57, 05 luglio, 2007
OOOppps... dimenticavo anch'io di firmarmi.
Il colpevole sono me.... skydiver :-)
utente anonimo
#12
14:56, 05 luglio, 2007
Bravo Aster,
sottoscrivo quello che dici... vedi che a spiegarsi bene si viene capiti?
ehehehe :-)
Grazie per i tuoi commenti.
Sono belli.
E' verissimo che il lavoro grosso va fatto da soli... dico solo che per fare...bisogna avere spazi ( che la famiglia te li lasci cioé... ) e fiducia in te stesso.. ( e non é che ce l'hai quando ti hanno detto e ripetuto per esempio...che sei una nullità);
per cui é normale che per qualcuno non sia così facile.
Per cui fai benissimo a ringraziare mamma.
Peccato davvero che mota altra gente non abbia genitrori altrettanto in gambe e quindi la loro storia e realtà va tenuta presente.
Guardiamo alla realtà con gli okki dell'altro... e solo così vedremo cosa vede lui e sapremo di che cosa ha davvero bisogno.
Guardare la realtà con gli okki nostri...le risorse nostre.. le idee nostre... beh... é un esercizio intellettuale nulla più.
Volevo dire questo.
Se condividi più o meno...allora dicevamno in modo un po' diverso le stesse cose.
Speriamo che questo breve confronto serva al nostro amico.
In bocca al lupo. :-)
utente anonimo
#11
14:13, 04 luglio, 2007
Ecco sì, Gualtiero. Hai colto ciò che intendevo dire in questo mio "post-sfogo". Quando penso a queste cose mi viene anche in mente quel bel dialogo in "Kiki", quando la pittrice parlava della sua crisi creativa... e anche il tema del "volare", no? :)
Conscius
#10
12:11, 04 luglio, 2007
Il difficile non è scrivere, ma avere qualcosa da scrivere. Qualcosa da dire.
E' per questo che si legge, che si ascolta, e che si pensa su quel che si è letto e sentito.
Siamo d'accordo che l'arte (e la scrittura artistica) siano onanistica carità di Narciso, ma almeno l'eiaculato dovrebbe essere seme fecondante, non sterile. No?
Shito
#9
10:02, 03 luglio, 2007
UPS, chiedo umilmente scusa, ho scritto così tanto che mi sono dimenticato di firmarmi:
Quello del commento 8 sono io, Aster
Aster =)=)
utente anonimo
#8
10:01, 03 luglio, 2007
Beh, Grazie per i complimenti, tanto per cominciare ;)
Mi permetterei in primo luogo di fare un piccolo appunto a Skydiver e all'esimio del commento 6: le mie frasi in maiuscolo sono semplicemente esempi di cose che si possono fare al posto di rimbecillirsi di PC durante le proprie giornate... e che si possono fare divertendosi solo nel momento in cui si superano le proprie paure da bambini, e si diventa uomini... L'uomo non è chi si fa carico delle proprie responsabilità, che pianifica, che rispetta... qualità molto più significativa dell'uomo è che sappia ridere di se e degli altri. Il prendersi le proprie responsabilità e cose varie lo possono fare anche i bambini facendo diligentemente tutti i compiti a casa assegnati dalla maestra, oppure seguento il catechismo tutte le settimane, andando a messa tutte le domeniche, seguendo corsi sportivi senza saltare un allenamento (altri esempi, eh =P ), ma solo una persona veramente matura sa RIDERE dei propri successi e dei propri fallimenti. Che quando prende un due di picche offre un gelato alla sua bella irraggiungibile e continuano ad essere amici e a frequentarsi, che magari ci scherza pure su, che anche se ha litigato ferocemente con un amico il giorno dopo lo invita a fare quattro passi e a prendere una birra insieme scherzando su quanto sono stati deficienti a incazzarsi così tanto per una vaccata, che se si sente insicuro in qualcosa prova e riprova finchè la sua insicurezza sparisce da tante volte che ha riso vedendo come finivano i suoi goffi e maldestri tentativi (che da sempre sono ridicoli, come Paperissima dimostra ormai da anni =P )...
Se non si riesce a fare questo, allora la vita sarà solamente una enorme sofferenza, perchè la vita di ogni persona è costellata di fallimenti (non ci sono vite piene solo di successi) e se non si impara almeno ad accettarli (riderci su è difficile, ma sai mica che bello quando impari?), allora è la fine.
Per quello che riguarda la presenza degli altri, è vero che è indispensabile, e che spesso c'è bisogno di una mano da questi "altri" che ci stanno intorno, ma è anche vero che è molto più importante essere capaci di rirare avanti DA SOLI... e ovviamente, l'unico modo per imparare è proprio quello di rimanere da soli, ma soli veramente, senza gente che ti tiene su la coda quando sei abbattuto. Soli al punto da poter contare solo su noi stessi, senza spazio per le lagne inutili del tipo "nessuno mi vuole bene, nessuno mi ama, nessuno qui, nessuno là..." soli al punto da dover essere costretti a bastarci, perchè è tutto quello che abbiamo... la solidarietà è importantissima, fondamentale, perchè ci sono alcuni problemi nella vita che da soli sono assolutamente insuperabili, ma la comprensione irragionevole degli altri è invece dannosissima, perchè non ci permette di crescere e di imparare ad andare avanti da soli, anche in ginocchio a addirittura strisciando...
"...Il rispetto passa dall'accoglienza dell'altro per come é...;
é da lì che comincia tutto... che può ricominciare la risalita, é su questo "bastone" che uno può fare forza per rialzarsi. ..."
Questo è vero, ma solo in parte, perchè prima di fare forza sul bastone, devi essere in grado di fare forza sulle gambe.
Una persona deve imparare a stare al suo posto, a vedere le cose come stanno realmente, e questo è indispensabile per vivere bene... ma stare al suo posto viene spesso erroneamente ultilizzato solo per le persone che sono arroganti... anche chi è troppo umile deve imparare a stare al suo posto, che è però più in alto di dove sta adesso. Geno, tu ora come ora non sai quale sia il tuo posto... vedi di impararlo, iniziando ad apprezzarti da solo invece di aspettare che lo facciano gli altri, inziando a muovere le tue gambe e a cercare di arrivare dove vuoi senza aspettare di trovare qualcuno che ha il tuo stesso obbiettivo a cui unirti lungo il tragitto... ma che paura hai a fare qualcosa da solo? hai paura di fallire? hai paura di essere preso in giro? hai paura di stimarti di meno?
Che paura hai??? (è una domanda seria, voglio sapere davvero che paura hai, perchè in questo modo mi posso fare un idea dei tuoi problemi, anche se molto vaga)
PS: Essere superficiali normalmente vuole essere inteso come un "fermarsi all'immediata apparenza di qualcosa e non approfondirne la conoscenza"... applicata ad un testo vuole quindi dire fermarsi alle parole e non leggere il significato oltre di esse.... ragion per cui chi è stato superficile? io o voi, cari autori dei commenti 6 e 7?
PPS: Madre Natura non c'entra una beata favazza di nulla con la personalità di una persona, piuttosto c'entra sua madre vera, e suo padre, che lo hanno educato in una certa maniera... (grazie mamma!)
utente anonimo
#7
13:31, 01 luglio, 2007
oops...
non male il commeto di aster... peccato che la intenzioni siano buone, le idee di fondo anche decenti... ma la goffaggine e la superficialità abbia rovinato tutto il suo post.
a quando in qua i problemi si risolvono stando al bar con gli amici a sparare banalità ? ?
Mangiare pizze alle tre di notte riempie lo stomaco forse... ma mica il cuore.
Parlare dei massimi sistemi perché?
Se non risolviamo i nostri piccoli problemi quotidiani...che pretendi ?
Di poter dire qualcosa di sensato su quelli dell' "universo" ???
Provandoci spudoratamentecon le ragazze per essere mandati a far in culo?
Sono sicuro che anche tu conosci modi migliori per tirar notte.
Sai benissimo che una ragazza, se é ok, non te la dà nel giro di una settimana e se lo fa é molto meglio che sia tu a mandarla a quel paese prima che sia troppo tardi.
Per ilresto sono d'accordo con te.
Hai ragione che la vita deve essere vissuta da noi e nessuno può delegarlo ad altri.
Ma noi non possiamo farlo da soli.
Dobbiamo darci una mano, dobbiamo farcela, ma farcela assieme.
Solo così una vittoria avrà sapore: il sapore della solidarietà.
Solo l'amicizia vera potrà farci sperimentare l'amore che é l'unica cosa capce di dare alla nostra vita il colore del cielo e dell'eternità.
Skydiver
utente anonimo
#6
13:14, 01 luglio, 2007
anch'io sottoscrivo tutto... tranne il provarci spudoratamente etc etc... quella é una cavolata...
Infatti chi non ha fiducia in sé collezionerebbe null'altro che conferme delle proprie presunte inadeguatezze.
Un'ultima cosa... non possiamo mai prescindere secondo me dal calarci nella situazione in cui chi ci parla sta vivendo .....
é facile dire "datti una mossa" solo perchè in certe situazioni non ci stiamo noi...
solo perchè certe esperienze non le abbiamo vissute noi...
solo perchè quei limiti non sono i nostri...
solo perché quelle ideacce non frullano in testa a noi...
solo perchè, forse, madre natura ci ha regalato (senza nostro merito) una personalità un po' più solida...
o magari perchè noi sì che.... abbiamo avuto accanto qualcuno che nel momento giusto ci ha tenuto su e, grazie a ciò, oggi possiamo permetterci di guardare a certe realtà dall'alto in basso...;
Credo che prima di ogni cosa un interlocutore meriti rispetto...la persona umana merita rispetto...senza quel rispetto che, da solo, dice: " tu per me vali..." é inutile fare prediche, dare consigli, commentare.
I problemi ..anche quelli fittizi, sono veri per chi li denuncia... e tanto basta.
Il rispetto passa dall'accoglienza dell'altro per come é...;
é da lì che comincia tutto... che può ricominciare la risalita, é su questo "bastone" c he uno può fare forza per rialzarsi.
Il giudizio degli altri... fossero pure le ragazze a cui teniamo o conoscenti o altro..... non conta un accidente...!
Che ne sanno di chi noi siamo... davvero?
Che ne sanno di quello che abbiamo dentro...? O di quello che possiamo dare?
Quello che conta é ciò che pensiamo di noi stessi... se noi nn ci stimiamo, se non crediamo in noi stessi, difficile lo facciano gli altri.
Abbiamo bisogno di sapere che valiamo... che siamo importanti e preziosi per qualcuno,
ma prima di tutto dobbiamo avere valore per noi stessi...siamo la cosa più preziosa che abbiamo e non avremo mai una seconda vita da vivere.
Le ideacce che ci frullano in capo non é roba nostra..... sono niente altro che schifezze pensate da altri
e che noi ci siamo portati dentro credendole buone, perchè ci fidavamo del giudizio altrui;
é stato questo l'errore... fatto chissà quando...
un errore di lettura della realtà che stavamo vivendo... un equivoco che ha messo radici e che oggi condiziona l'esistenza di chi se lo porta dentro e rischia di mutilare il futuro.
Ma cambiare quelle idee sta a noi..
capire che non é roba nostra ma solo presa a prestito per buona...sta a noi...
e cambiare la realtà sarà allora un giochetto...
Invece finché continueremo a pensare che sono vere... ci sarà poco da fare.
Quindi il mio suggerimento é usare il dono dell'intelligenza per verificare se sia proprio vero che tu sei questo.... piuttosto che quello
o per verificare se per caso non ti stai chiedendo l'impossibile solo per provarti che non vali nulla... un trucchetto da lasciar perdere;
forse é meglio verificare se stiamo a guardare solo i nostri fallimenti e ( senza avvedercene ) ignoriamo i molti flop degli altri...;
forse ci prendiamo troppo sul serio... e non abbiamo ancora imparato a sorridere di noi stessi e a chiederci quello che posiamo dare e non di essere superman.
Quanto alle ragazze... mi piacerebbe sapere a chi cavolo può venire in mente di usare il pensiero di certe oche al pascolo per misurare il proprio valore di persona...
Di decidere se sei qualcuno o meno contanto il numero di conquiste... o presunte tali;
Da quando in qua la solitudine si spezza tenendoti accanto una tizia che starnazza qualunque cosa ad ogni ora del giorno.
Non mi pare una soluzione geniale.
Le persone buone sono tante... ma é anche vero che non stanno dietro ogni angolo .... e spesso incontriamo persone che é più una fortuna lasciarsi alle spalle che l'averle trovate.
Quindi guardiamo avanti e smettiamo di piangere... con tutto il rispetto per il sentire di ciascuno non dimentichiamo che solo a testa alta le lacrime tornano meglio indietro... nel senso che solo camminando ...andando avanti posso uscire dal ginepraio in cui sto...e in cui non mi trovo tanto bene.
Un affettuoso in bocca al lupo al nostro amico.
Dalla sensibilità ed intelligenza che dimostra per come scrive credo abbia i numeri per farcela... e senza troppa fatica.
Speriramo solo che ci creda anche lui. :-)
utente anonimo
#5
19:15, 30 giugno, 2007
Potrei sottoscrivere quasi tutto, di certo non il "provaci spudoratamente con le ragazze". Per il resto in linea di massima non hai torto. Solo che me le dicono tutti queste cose...
Conscius
#4
13:31, 30 giugno, 2007
uhmm... questo post è inutile... oppure dimostra che non hai ancora capito la cosa più importante, anche più importante della voglia di amare...
LA VITA SI VIVE FUORI, CON GLI ALTRI,A CHIACCHIERARE, DIRE STUPIDAGGINI, MANGIARE PIZZE ALLE 3 DI NOTTE PARLANDO DEI MASSIMI SISTEMI, PROVANDOCI SPUDORATAMENTE CON DELLE RAGAZZE SOLO PER VEDERE IL MODO IN CUI TI MANDANO A FARE IN CULO, AL CINEMA, GIOCANDO A BILIARDO, ASCOLTANDO MUSICA, GUARDANDO FILM IN COMPAGNIA... LONTANO DALLO SCHERMO DI UN COMPUTER!!!
Che tu scriva bene è vero, ma non continuare a nasconderti dietro i pixel di uno schermo. Se alla gente non piaci sono cazzacci loro, tu pensa solo ad uscire in strada e vivere la tua esistenza, qualunque essa sia. Ti piangi addosso da troppo tempo... finirai per annegare nelle tue lacrime e in un dolore che non c'è e che tu senti solamente perchè ti sembra dare un significato alla tua paura... che in realtà di significato non ne ha...
Aster
utente anonimo
#3
22:11, 28 giugno, 2007
Ciao,
a me piace quello che scrivi e come scrivi perché tra queste righe mi pare di leggere una bella e intensa sensibilità.
Una voglia di vivere che per ora é soprattutto voglia ma che presto saprà fare capolino e sbocciare per colorare il mondo parlando un linguaggio nuovo ed unico : quello che solo il tuo cuore sà parlare.
Ci sarà chi lo capirà e chi no... fa nulla.. non dobbiamo essere per forza tutti uguali...
Sorridi al mondo con fiducia e il mondo ricambierà... perché la nostra vita é come un piccolo magico campo..crescerà quello che noi seminiamo.... ma dobbiamoseminare perchè se non faremo ulla quel piccolo campo nn resterà deserto...ma si riempirà di ortiche...
Non scordare che nel mondo c'é chi sente e chi no.. vi é chi ci vede e chi é cieco... chi vive e chi finge bene ... chi sa essere ironico e non si prende troppo sul serio... e chi prende in giro sé stesso.
Ricordo a te e a me stesso la chiosa di una poesia di Carducci che assimilava il futuro ad un bel treno sbuffante ( che allora era una novità ed il simbolo del progresso) invece le persone più sensibili ed attente erano paragonate a dei purosangue che, vedendo un treno, lo rincorrevano con energia ed entusiasmo...ma nella prateria c'era pure un somarello che non era neppure sfiorato da tutto quel via vai..
Ti riporto le parole che sono da sole un efficace quadro...
"... e sbuffando fuggia la vaporiera.. mentr'io così piangevo entro il mio cuore
ma di pulledri una leggiadra schiera..
annitrendo correa dietro al rumore..
.
ma un asin bigio rosicchiando un cardo
rosso e turchino
non si scomodò..
tutto quel chiasso ei non degnò d'un guardo
e a brucar
lento e serio
seguitò ! "
Continua a sognare amico mio.. ma non fare dei tuoi sogni la vita... piuttosto lavora con tenacia perchè sia la tua vita ad essere un unico grande splendido sogno.
Con stima e simpatia
Skydiver
utente anonimo
#2
21:13, 25 giugno, 2007
?
Conscius
#1
09:48, 25 giugno, 2007
a stronzone! e chittedice che scrivi bbbene? nun c'hai un cazzo da fa e quindi quer poco che te resta - scrive - pe forza lo fai bbene? A presuntuoso!!
Gaicalo'
www.giacaloneper totti.ilcannocchiale.it
utente anonimo
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