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Commenti
19:59, 12 giugno, 2007

C'è anche una menorah a sei braccia che rappresenta la memoria della Shoah. (i sei milioni di morti)
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21:49, 10 giugno, 2007

@falecius
Hai perfettamente ragione...ho scritto una minchiata colossale.
La Menorah è il simbolo del roveto ardente...non so perchè mi ero fissato su questa spiegazione.
Chiedo venia e vado a mettermi a pane secco e Torah.

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05:47, 10 giugno, 2007

7 tribù?? Non erano 12?
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00:43, 09 giugno, 2007

@falecius
Esatto il maghen david è un simbolo rappresentativo del popolo ebraico che richiama la forma dello scudo di re davide, non ha nessuna valenza religiosa anzi direi che è decisamente politica in quanto tornato in auge grazie al sionismo che lo assunse come simbolo. Viceversa la Menorah [ovvero il famoso candelabro a sette bracci significante il numero delle tribu di Israele ha nel mondo ebraico una valenza religiosa.
E' vero che la ritroviamo in Israele come emblema dello stato... ma qui pero' la valenza non è rispetto al suo valore simbolico nella liturgia religiosa ma è la metafora delle diverse anime che compongono Israele ...come le 7 tribù.

Molto condivisibile l'analisi sui simboli religiosi nei vessilli nazionali...mi complimento.

shsh
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14:32, 08 giugno, 2007

@Umader: moltissimi paesi europei hanno un simbolo religioso (la croce) sulle loro bandiere. Alcuni di questi sono campioni di democrazia e laicità come Svezia, Finlandia, Norvegia, Islanda. (anche nella bandiera della Gran Bretagna e Danimarca ci sono delle croci). Anche stati musulmani laici (benché non necessariamente democratici, vedi la Tunisia) hanno la mezzaluna nella bandiera, e la ruota nella bandiera dell'India, la più grande democrazia del pianeta, anche se in origine non lo era può essere letta come un simbolo religioso hindu e buddhista. Stessa cosa per il sole della bandiera giapponese, che era un simbolo religioso dello "shintoismo" di Stato del periodo Meiji.
Molti stati africani hanno la bandiera composta di una tricolore verde, guallo e rosso. Questo deriva dalla bandiera dell'Etiopia di hailé Selassié ed è un simbolo religioso: i tre colori rappresentano le tre virtù teologali della tradizione cristiana, inoltre quel tricolore fa parte della simbologia rastafariana.
Anche l'aquila nella bandiera messicana è un simbolo religioso, anche se di una culto oggi scomparso (l'antico paganesimo azteco).
Insomma, Israele è in ottima compagnia, anche senza bisogno di scomodare il complesso rapporto tra religione, popolo e cultura che caratterizza l'identità ebraica. (la stella di David è un simbolo del POPOLO ebraico o della RELIGIONE ebraica? io propenderei per la prima risposta, ma non ne sono affatto sicuro).
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08:57, 07 giugno, 2007

Veramente un buon post, fa chiarezza su molte cose e personalmente mi ha aiutato a capire un pò meglio certi aspetti del conflitto israelo-palestinese.
Ritengo molto appropriato l'accostamento tra il Sudafrica dell'aparthaid e la politica dei governi israeliani nei confronti dei palestinesi.
Lo Stato d'Israele sarà formalmente una democrazia nel senso che ogni 4-5 anni fanno le elezioni, ma di fatto è un regime confessionale, autoritario, militarista e razzista. Un Paese democratico in quanto tale non può portare nella propria bandiera un simbolo religioso. Fede religiosa - intesa come valori assoluti e dogmi - e democrazia sono antitetiche, a mio avviso.
Un saluto
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12:29, 06 giugno, 2007

hai ragione...forse sono io in acido!!
saluti!!!
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23:50, 05 giugno, 2007

ottimo post.

ma mi lasci la tua mail per l'associazione?
utente anonimo
22:41, 05 giugno, 2007

"Credo che l'accusa di nazismo a Israele sia speculare al (comprensibilissimo) uso della
memoria della Shoah come legittimazione dello Stato ebraico.
E anche qui sto facendo una semplificazione grossolana."

Infatti suona malissimo.
utente anonimo
22:20, 05 giugno, 2007

ottimo.

c'è chi con le parole ci gioca e si nasconde e c'è chi, come te, dice che le parole hanno un significato preciso.

supramonte
utente anonimo
21:54, 05 giugno, 2007

Post molto interessante ed intelligente. Non condivido al 100% però in buona parte sì. Mi ripromettevo di ritornare sull'argomento da me ma si tratta di una questione scoraggiantemente complessa e dovrei prendermi del tempo, che non ho, per scriverne.

Credo che l'accusa di nazismo a Israele sia speculare al (comprensibilissimo) uso della
memoria della Shoah come legittimazione dello Stato ebraico.
E anche qui sto facendo una semplificazione grossolana.

L'intrico israelo-palestinese richede non solo una riflessione, ma anche una documentazione, decisamente impegnative.

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#9  
20:28, 05 giugno, 2007

ps. Sta finestrella di Splinder è un obbrobbrio, mi scuso per i refusi ma rileggere è una tragedia.
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#8  
20:26, 05 giugno, 2007

Punto 1
Ineccepibile, o quasi.
Sul fascismo chiaramente non sono d'accordo. Israele ha altri difetti ma non di assetto democratico in senso stretto cpme un fascismo. I suoi cittadini sono tali a prescindere dalle appartenenze etnico/religiose. La nota dolente e nelle relazione con i palestinesi "non cittadini". Su questo, come aderente alla sinistra israeliana, non posso non negare e non stigmatizzare le numerose ombre ma non posso neanche non negare la loro relazione con chi dall'altro lato non abdica all'uso della violenza. L'antisemitismo non è dire Israele è uno stato fascista..questa è solo un'evidente cazzata. Diventa antisemitismo quando la denuncia è unilaterale, quando si dimentica di quanto Hamas sia "fascista" [per usare un'altra cazzata che va per la maggiore tra i filo israeliani]. Perché Hamas non è sinistra eh? Hamas spara sui compagni dell'OLP, che no sono solo nomenkaltura corrota ma anche laicismo e diritti, non ce lo dimentichiamo. Il relativismo nel giudizio, l'accanimento culturale verso la negazione del diritto all'esistenza di un focolare nazionale erbaico porta come unica conseguenza la definizione all'interno di un nuovo antisemitismo che definisco politico. Non si appoggia sull'accusa del sangue, non si appoggia alla razza, ma rinnova in maniera univoca un metodo lo "stigma".

2. Condivido il parallelismo con il SA nelle degenerazioni, Israele verso i non cittadini arabi assume tratti segregazionisti. Che si dia fiato alla sinistra israeliana con diversi metodi di lotta nel campo palestinese..e dall'interno di Israele si riuscira' a far cambiare la solfa. E qui ci si dovrebbe intervenire una riflessione sulla reciprocita' che esiste tra destre da un lato e dall'altro. Ambedue fondano il loro consenso sul non abbandono della violenza come strumento dialettico e reciprocamente alimentano la loro esistenza politica.
Sempre riguardo a questo punto qui forse posso offrirti altri spunti.
http://bloggoanchio.splinder.com/post/12479808/Parlare+d%27altro

3. Ogni generalizzazione è prodoma del razzismo..compreso relegare al termine sionismo un significato univoco e violento sotto il quale racchiudere praticamente tutto il mondo ebraico in terra di Israele e nella Diaspora.
A questo punto la negazione di un diritto come al punto 1 si reitera.

4. Le teste di cazzo belliciste, sprezzanti e violentemente retoriche esistono ovunque. Perchè Israele non dovrebbe averne?


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#7  
20:07, 05 giugno, 2007

Beh, alcuni usano il termine moderato come un insulto, quindi cambia poco...
Il fatto è che secondo me non si possono identificare le due posizioni in campo con estremisti e moderati... ci sono filopalestinesi estremisti e filopalestinesi moderati, così come tra i filoisraeliani, ed è su questa base che si dovrebbe discutere
avatar Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Skeight
#6  
20:04, 05 giugno, 2007

Ma chissà perchè quelli che chiamiamo "estremisti" sono da sempre le vittime? E come mai in democrazia si reprime il dissenso? E perchè bisogna usare così tanta ipocrisia quando si parla di Israele?
utente anonimo
#5  
19:55, 05 giugno, 2007

Questo fa ben sperare che tra estremisti e moderati ci può essere un punto d'incontro
avatar Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Tisbe
#4  
19:36, 05 giugno, 2007

vabbe. Non sono d'accordo con tutto. Io sono molto piu' estremista, diciamo. Ma se queste fossero le posizioni di tutti i moderati, diciamo, sarebbe "grasso che cola" come no?
ciao
Cloro
utente anonimo
#3  
19:15, 05 giugno, 2007

ragionamento interessante
da studiare....
Ely
utente anonimo
#2  
18:52, 05 giugno, 2007

Mai letto un post così chiaro e condivisibile su questo argomento. Complimenti.
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#1  
18:26, 05 giugno, 2007

ecco, l'equazione è proprio stramaledetta
Tisbe sloggata
utente anonimo