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Commenti
#7
00:33, 10 giugno, 2007
Penso proprio che me lo leggerò, perbacco. Interessante questo fanciullo, e infatti non se lo fila nessuno (dico a livello serio, intendo).
I black bloc o sono profondamente idioti o sono profondamente pagati, e non aggiungo altro che tanto ci si è capiti a dovere...
Todomodo
#6
13:53, 08 giugno, 2007
Luca
...Che dire? Concordo su tutto il fronte!
Il problema della cultura in Italia è pressochè paradossale e vorrei evitare di sprecare parole in più perchè credo sia sotto gli occhi di tutti il fatto che noi stessi non sappiamo assolutamente nulla di ciò che ci riguarda...e in realtà non è soltanto culturale questo paradosso!
Sui fatti di Genova, e di Rostock parallelamente, dico solo che più vado avanti e più mi pare di capire che la massa è assolutamente inerte: pecore al pascolo. E ciò significa soltanto che il sistema ce l'ha fatta!
Baci
SuperK
#5
17:18, 07 giugno, 2007
SuperK ciao
Allora sposterei la questione su due livelli:
1) F. Paravidino un giovane dammaturgo che scrive anche cose scomode...ok
Indipendentemente da questo in Italia non se lo fila nessuno, a londra è l'unico in cartellone nelle nuove drammaturgie, a Parigi pure...
Risultato l'Italia nel cercare e promuovere nuovi stimoli e nuovi talenti nel teatro (ma anche nella danza e più in generale nell'arte ) è una MERDA ...scusate la scurrilità ma ci sbatto la faccia ogni giorno.
2) Genova ed in questo caso tutto ciò che riguarda la narrazione di Genova sta sottoterra , tutto viene tranquillamente cercato di far dimenticare.
Quei giorni chi era lì (tutti nessuno escluso) ha avuto il chiaro sentore di qualcosa di strano, di premeditatissimo.
Gli stessi fantomatici black bloc che comparivano e scomparivano mantre la polizia (e non era polizia di quella che tutti i goiorni fa il suo sacrodsanto lavoro...no vi assicuro che erano corpi speciali) arestava chiunque tranne loro erano come dire...diversi dai teppisti che trovi infiltrati nei cordoni dei cortei, troppo esperti questi, troppo agili, troppo mirati....idea mia
Le due cose sommate fanno "dimenticato da noi famoso all'estero"
Detto questo per rispondere a voi io aborro la violenza in ogni caso,sopratutto quando è anche così IDIOTA da non rendersi conto che quello che certi fanatici chiamano potere è capacissimo di provocarla e strimentalizzarla a proprio piacimento la violenza...
Gli anni 70 evidentemente hanno insegnato poco.
Vi abbraccio
Luca
utente anonimo
#4
11:38, 07 giugno, 2007
Luca
...E infatti, in Italia, i teatri di un certo livello si sono rifiutati di mettere in cartellone questo spettacolo! Non solo perchè nel 2001 a Paravidino non lo conosceva nessuno, ma anche e soprattutto perchè in Italia...questo spettacolo avrebbe tenuto sveglia più di una persona (e non parlo di coloro che, come te, hanno vissuto quella violenza!). Grazie per i complimenti...
Todo
...Texas è un film bruttissimo e, soprattutto viene cronologicamente dopo la produzione teatrale, almeno la prima...A proposito di violenza, ti inviterei a leggere (si trova nello stesso libro che ho citato nel post) NOCCIOLINE. E' una sorta di
secondo capitolo Genova
, ma scritto col senno di poi...ed è semplicemente ALLUCINANTE! Se non hai la possibilità di leggerlo, dedicherò a questo copione il prossimo post, ok?
Riguardo allo sfondo nero...le mie cornee hanno problemi di messa a fuoco e il bianco sul nero mi è sempre stato più simpatico del suo rovescio! ;o)
Streghetta
...La violenza non può e non deve essere una risposta...figuriamoci se può diventare una domanda!!!
Sono con voi su tutta la linea anzi di più: credo che sia proprio quella violenza gratuita che impedisce alle ragioni di coloro che manifestano per giusti ideali di essere ascoltate, capite e ponderate! Quindi non solo la violenza non ha ragione di essere, ma diventa assolutamente controprucente rispetto a quella richiesta d'ascolto! Riguardo al biglietto...comprendo, cerco di capire, partecipo e...quell'abbraccio vale ogni volta che ne avrai bisogno!
Bacibaci
SuperK
#3
19:50, 06 giugno, 2007
Concordo con Todo "La violenza come ricerca d’ascolto e credibilità, ammesso che sia così, mi sembra una lezione folle"...
Non ho davvero altro da aggiungere...
Il libro lo faccio leggere agli ADDETTI AI LAVORI...
Mi basta e mi avanza la violenza quotidiana che subisco... Non è teatro...ma vita vera! Magari potessi per una volta nn pagare il biglietto.
Un bacio a te
Corinne
UnaSuperstregacorinne
#2
19:05, 06 giugno, 2007
Di Paravidino ho visto un film, tempo fa, Texas, ma mi sa che questo è un deciso passo in avanti, e le questioni che solleva sono assai interessanti. Ho letto delle interviste ai black bloc, e son rimasto alquanto deluso. La violenza come ricerca d’ascolto e credibilità, ammesso che sia così, mi sembra una lezione folle.
(ma abbasso lo sfondo nero :P)
Todomodo
#1
17:07, 06 giugno, 2007
Con tutto il rispetto per il giovanissimo ed applaudito (all'estero , inghilterra, perchè da noi manco sanno chi è ) Paravidino,
Io questo spettacolo l'ho già visto per strada a GENOVA in diretta e purtroppo non era finzione ne verosimiglianza , non era teatro.
Era realtà....nuda e crduda
diamine non ho dormito per un po' di tempo dopo Genova...
Ed io ero uno di quelli pacifici a cui fondamentalmente (e fortunatamente)non è successo nulla ...
Un abbraccio
Luca
Ps : brava superK che parli dei nuovi drammaturghi che solo all'estero vengono considerati .
Ti faccio i miei complimenti (e non sono di rito) da addetto ai lavori.
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