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Commenti
#6  
12:46, 26 maggio, 2007

Non c'è bisogno di guardarsi così vicini. Lo ripeto,
Basta Platone, e un Bel Michelangelo.
utente anonimo
#5  
11:57, 24 maggio, 2007

Non volevo certo offendere... anzi... devo proprio ammettere che la tua visione è molto attenta e molto accurata. Ma devo ancora ribadire alcuni concetti.
Non abbiamo una visione diversa della cosa, a differenza di come tu affermi. Tu parli di qualcosa che non è la perfezione. Tu parli di qualcosa che è perfetta per te: hai detto che PER TE il libro perfetto deve dare a ognuno emozioni diverse.
Ma il libro perfetto non è quello. E tu lo sai. Il libro perfetto è quello e il solo che dà a tutti il senso di perfezione.
E' possibile creare questo libro? C'è qualcosa che unisce TUTTA l'umanità? Purtroppo, sulla terrà il concetto di perfezione è stato plasmato e modellato dalle religioni. I credenti vedono nella perfezione soltanto un Dio, e i non credenti non credono alla perfezione. Tutto questo è estremamente riduttivo, il medioevo esiste tutt'ora deve ancora morire, le menti sono state racchiuse e non riescono a liberarsi, da questo viene fuori che l'uomo ha una visione incompleta della realtà e ha una mente limitata per poter concepire la cosa che unisce tutti, la perfezione.
Te lo consiglio nuovamente: dovresti leggere davvero il libro di Lev Tolstòj, "Cosa fa vivere gli uomini", è un brevissimo racconto. Non lo considero una traccia di vita, ma certamente fa riflettere.
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#4  
00:35, 24 maggio, 2007

Vedi: non si tratta di aver perso la speranza e tantomeno di non credere nella perfezione. E' un'altra storia. E' che ho il MIO personale senso di "perfezione" e sono molto scettica nei confronti del suo senso comune, ovvero: a partire dal presupposto che tutto è corruttibile e quindi progressivamente in crescente corruzione, crescita entropica e marcescenza, a partire dal presupposto che questo non è un postrulato "negativo" bensì un POSTULATO-E-BASTA nel senso che è innegabilmente così, e partendo dall'ulteriore postulato che a me, fondamentalmente piace in questo modo, forse perchè altrimenti non può essere, forse perchè la corruttibilità genera differenza, confronto, fiori e merda, e partendo dal presupposto che noi SIAMO differenza, confronto, fiori e merda, bhe, la conclusione del mio filo logico è che ciò chge mi piace veramente della letteratura, ciò che amo profondamente quando leggo e quando scrivo è questo: il fatto che ogni altra persona che leggerà quelloc he scrivo, PERFETTO O NON, QUESTO IN REALTà NON CONTA NIENTE, sono parole, insomma chiunque entri inc onatto con ciò con cui sono entrata io, ne trarrà panorami diversi, esperienze diverse, emozioni diverse. Diverse dalle mie, dalle tue, diverse da chi ha scritto. E in realtà il bello èq uesto. Perfetto/imperfetto alla fine dei salmi rimangono solo parole. Mi sembra di fare quasi un torto ad affibbiare l'aggettivo di "perfetto" a qualsiasi cosa sia "umana" (ECCOLO IL PRINCIPIO UNIFICATORE: L'UMANITà) e sia quindi una meravigliosa anomalia. E guarda bene: non è mancanza di speranza. E' eccesso di speranza.
(comunque mi spiace: il mio concetto di perfezione è sempre quello. Cio' non vuol dire che io non abbia capito, nè la mia affermazione è errata. E' solo diversa dalla tua., Tutto qua.)
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#3  
16:54, 23 maggio, 2007

Adesso l'utente anonimo ha un nome... Dovevo solo trovare il tempo di allestire un blog...
Bene, da adesso comincierò a scrivere anche io!
Comunque, tornando all'argomento: da quello che hai detto adesso sembra che tu abbia perso la speranza. Cioè, tu non credi alla perfezione. Perchè?
Proprio il libro perfetto fa tremare le mani al lettore perfetto! Se il libro perfetto non facesse tremare le mani non sarebbe tale.
E non sono del tuo stesso avviso: "la perfezione è muta e basta a sè stessa". Questa mi sembra una affermazione di qualcuno che non ha ben capito. Infatti è una frase dal senso errato: la perfezione non sarebbe muta, non sarebbe perfetta, tantomeno basta a se stessa, sarebbe ancor meno perfetta.
La mente umana è limitata, non può concepire la perfezione perchè in una società complessa come quella di oggi non si può nemmeno immaginare ciò che unisce TUTTI gli uomini. (per inciso: Hai mai letto un breve racconto di Tolstoj intitolato "Cosa fa vivere gli uomini?")
Ecco, quando hai trovato quella cosa hai trovato la perfezione! Una cosa che si adatta a tutti, che perdura nel tempo...
Spesso tu parli di Dio. Se costui esiste non è perfetto. Si adatta a troppe poche persone. E' un essere strano, egocentrico, controverso, misericordia infinita, ma invia suo figlio, il suo unico figlio a morire sotto atroci sofferenze. Un tipo del genere sarebbe mandato in galera a vita, e poi scarcerato con l'indulto!
Quindi, riprendendo le fila, un libro può essere perfetto, deve esserlo per tutti, ma solo il lettore perfetto ne capirà la ricchezza. Il fatto di non capirne la ricchezza non significa che il libro sia imperfetto... questo da definizione di libro!
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#2  
22:30, 22 maggio, 2007

Niente di perfetto mi farebbe mai tremare le mani. La perfezione è muta e basta a sè stessa. Nel termine "libro" per me sta già il postulato che non sia perfetto. Se ti riferisci al termine "la perla perfetta", bhe, ricordati che una perla non è altro che un granello di sabbia dentro strati di carbonato ci calcio, utilizzata dalla conchiglia per proteggersi, dalla vanità per agghindarsi, dal mercato per rimpolparsi, da chi ne fa potere per prevaricare e dai pescatori per mangiare....cosa c'è di più imperfetto e panistico di questo? Per come la vedo io i concetti di scrittura e lettura hanno una varietà d'impatto , modo, forma e colore a seconda di tutte le pluralità che toccano e da cui sono toccati, che in confronto la variabilità genica è una pianola della chicco con 4 tasti. La pensiamo in modo simile...ma sono troppo curiosa per natura per poter ricevere commenti anonimi :-)
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#1  
21:19, 22 maggio, 2007

Quando un libro ti fa tremare le mani.
Ci sono due possibilità, o è il libro perfetto o il lettore non è pronto a leggere.
Credo che quello non sia il libro perfetto... Quello deve essere ancora scritto.
Allora dobbiamo parlare del lettore: eh sì, il lettore non è perfetto. Si lascia emozionare da parole stampate in semplici fogli di carta, di per se non si tratta di niente, ma in realtà tra le lettere e le fibre della carta c'è un mondo di forma e contenuto... incredibile.
Peccato che il lettore sia imperfetto e spesso non coglie tutta la richezza, tutti i contenuti interni a quelle particelle di inchiostro.
Per fortuna che il lettore è imperfetto, perchè da tale imperfezione nasce la ricchezza delle miriadi varietà di sentimenti che si provano ogni giorno e che un aggregato di forma e contenuto possono sempre esprimere chiaramente. (Se qualcuno non ci riesce è perchè si tratta di uno scrittore imperfetto. Siamo tutti scrittori imperfetti, infatti per adesso nessuno è mai riuscito a scrivere il sentimento perfetto!) Si, esatto non si può capire una scrittura, e dal "fraintendimento" nasce la ricchezza.
Esatto, hai capito, se ci fosse il libro perfetto toglieresti solo la prima parte: il sentimento sarebbe perfettamente descritto, ma il lettore rimarebbe sempre imperfetto. Quindi anche il libro perfetto sarebbe frainteso.
Chi cerca il libro perfetto sbaglia a cercarlo. Il libro perfetto non lo cerchi non lo scrivi. Ha un'altra concezione. Non è fatto di carta e inchiostro, ne di bit ne di oggetti metallici... no, non da enti che vengono recepiti dall'occhio umano come simboli della scrittura. Ha un'altra concezione!
O forse no, in fondo io adesso sono uno scrittore imperfetto, quindi il libro perfetto può esistere.
Il lettore perfetto? Mi dispiace dirtelo, ma sei tu, che scrivi il libro perfetto...
Beh, scrivi, e leggi.
Lo so, tu puoi scriverlo...

Per adesso: Utente Anonimo
utente anonimo

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