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Commenti
#8
17:58, 20 gennaio, 2004
ciao zietto :-))
ladolcetempesta
#7
15:00, 18 gennaio, 2004
ciao!
lorelei
#6
13:28, 17 gennaio, 2004
avete visto che splinder ha aggiunto un messenger per utenti splinder?
si trova qui: http://www.splinder.it/node/view/1129691
martebip
#5
23:22, 16 gennaio, 2004
boh troppo di fretta per capire cosa scrivi...ero curiosa e ho dato una sbirciatina ...notte
pianto
#4
12:25, 16 gennaio, 2004
oh zio!! ti ringrazio però...insomma non è una roba messa giù bene, un commento a caldo, pure contorto, al solito, come chi l'ha scritto :-|
Fiorile
#3
10:30, 16 gennaio, 2004
grazie a te, fiò. ho aggiunto il tuo commento alla paginetta del chiarissimo (sul sito)
loziofranco
#2
22:22, 15 gennaio, 2004
letto e riletto questo interessante testo, grazie allo zio per averlo pubblicato e complimenti al chiarissimo. Sono temi di cui mi occupo anche io sicché mi "auto-consento" (a questa espressione non ci é arrivato manco lui, il cavaliere!!, quindi è chiaro che lo dico con ironia) di osservare solo un punto, che costituisce uno dei problemi più difficili da focalizzare in questo momento storico e che, secondo me, scompagina i termini del rapporto, così ben individuato - quello tra etica e morale - dal nostro amico. Siccome si tratta di un problema cerco di esprimerlo con una domanda: nella società globale - piaccia o non piaccia, questo ormai é il nostro spazio comune - é possibile pensare che regole e valori etici, cioé di appartenenza a comunità tradizionali (e nel caso quale, tra le tante?) possano soddisfare l'esigenza di leggi e valori che siano tali da promuovere una condivisione a livello globale? Questo è il punto. Credo che dipenda, non solo ma certamente anche, da come si risponde a questa domanda, se si arriverà ad attuare un nuovo rapporto di equilibrio tra etica e morale. Insomma se le cose cambiano, devono cambiare anche i contenuti, i significati. Nel testo si cita Ricoeur: ultimamente R., nonostante sia novantenne ed abbia un diritto fisiologico, direi, a resistere al mutamento - si è pronunciato in favore di un primato del giusto sul buono: cioé sulla necessità di una morale di tutti, collegata al diritto, da anteporre alle regole e ai valori di etiche contestualizzate in comunità di appartenenza; e non per motivi teorici o di accademia, ma a partire da forti preoccupazioni, quelle di tutti noi, riguardo al presente. Chiedo scusa per la spataffiata, mi accaloro quando "ci tengo" a condividere robe che mi interessano. Ciao, amici e ancora grazie al chiarissimo :))))
Fiorile
#1
20:18, 15 gennaio, 2004
(Conny/Alice, te gusta?)
loziofranco
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