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Commenti
19:23, 01 maggio, 2007

sono senza parole di fronte a tanta bellezza
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00:05, 08 aprile, 2007

buongustaia :)
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15:37, 07 aprile, 2007

come sorprendo un desiderio

mi alzo
e metto mina
!
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12:17, 02 aprile, 2007

Ho provato a ragionare come il desiderio.
Ho provato.
Ed è molto entusiasmante.
Si sta sulle spine, hehe.

Pensaci.
En-tu-si-asmante : dentro di te si ama con un principio di asma.
Perchè il desiderio, al di là del gioco di sillabe, è proprio come l'anfibolia.

Il desiderio lo sa che AS è l'unica sillaba che suona uguale sia in inspirazione che in espirazione.
MA, hehe.

In pratica se ragioni soltanto con il desiderio non avrai mai questo distillato.
Cioè che il desiderio, forse come la donna, ti mette in una gabbia d'oro.
Si.

Ma per rimanere d'oro vuole, fortissimamente vuole, essere preso.
Cioè ti seduce per essere domato.

In altre parole se il desiderio dominasse la mente non avremmo la bellezza.
Non essendo, la bellezza, altro che un desiderio mostruoso, hehe.

In tutto questo la libertà -del ragionamento- ha la sua "incredibile" parte, hehe.
(Scusa la sorrisella ma è che, nonostante questa impostazione, poi mi diverto a fare degli esercizi irrazionali, tipo questo: concentrarmi davanti alla libreria ad occhi chiusi per "avere un segno" dal caso. Giro in tondo tre volte e poi come un sonnambulo (hehe) prendo un volume alla cieca e lo apro. Pensa che prima di scrivere qui sono stato "consigliato" dal Brecth in cofanetto della raccolta di poesie tradotte nella collana Garzanti. L'autore indubbiamente era un perfetto richiamo al realismo, tanto che sono incappato nell'immagine semplicissima del "Canto d'amore". La poesia è presto riassunta: I due sono stesi sull'erba, la giornata è piena di sole, inondata di luce. Lui chiede qualcosa a lei e poi ride. Lei ride. Ridono. Stop.).

E tutto questo perchè desideravo regalarmi questo sciame di parole nello stesso istante.
Partendo dalle spine della rosa, o come si dice dal mostro...

Sulla rosa già fiorita potrei dire delle cose bellissime.
Che solo il silenzio sa tradurre.

Che ci sia una differenza enorme fra desiderio e piacere ?
Anche se il combustibile sembra lo stesso ?


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18:46, 17 marzo, 2007

Diceva: "Bisogna alimentare il desiderio!". Diceva: "Bisogna che nelle nostre teste offuscate dalle tubature delle fogne, dai muri delle scuole, dall'asfalto e dalle pratiche assistenziali entri il ronzio degli insetti. Qualcuno deve gridare che costruiremo le piramidi, non importa se poi non le costruiremo. Bisogna alimentare il desiderio".
Antonio Neiwiller
avatar Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente didolasplendida
15:09, 14 marzo, 2007

ah. non sapevo che fosse proprio il "senza confini" l'essenza del progetto.
quelli col mal di pancia? mmm ... a perché tu soffriresti di....
vedi che succede a furia di farsela tocchicchiare?!? ;)
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14:46, 14 marzo, 2007

elena, era una scemità.
hitler voleva uno stato senza confini che assorbisse e inglobasse tutti i territori limitrofi.
giocavo sul fatto dello stato senza confini, sulla necessità dello spazio vitale.
(quelli che invece hanno mal di pancia, come sono?)
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14:44, 14 marzo, 2007

perdonami, ma dopo aver appena letto che chi soffre di emicrania è intelligentissimo mi sono montata la testa e sono andata in confusione.
non ti seguo.
help me!
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14:38, 14 marzo, 2007

m'è scappato uno splinder che non ci azzecca
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14:37, 14 marzo, 2007

(aspetta che mi viene troppo da ridere. faccio la faccia seria e pongo la domanda. hanging, scusa l'invasione di casa tua):

l'amore è la Lebensraum splinder del desiderio?
(non vogliamo guerre e inutili spargimenti di sangue, veniamo in segno di pace :-D )
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14:30, 14 marzo, 2007

no, mi sono espressa male io.
è lo stato ad essere senza confini.

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14:08, 14 marzo, 2007

una capitale senza confini al centro di uno stato è una città stato.
ergo: l'amore è il Vaticano
o San Marino :-D
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12:24, 14 marzo, 2007

per giocare con flou, per me è uno stato con una sola capitale, ma senza confini.

ma su tempo e amore si aprono immensi orizzonti.

hanging e broono e zu: grazie. è come aver acceso quelle girandole luminose che si usano a capodanno... scintille, scie e poi bagliore! :)



(p.s.: ma cos'è la pesciula?)
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11:48, 14 marzo, 2007

E’ che per me l’amore è uno stato
(commento 24)

di quelli tipo l'Olanda o il Sudafrica, con una capitale storica e una amministrativa.

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02:06, 14 marzo, 2007

Si mia cara RockHangingRock, il punto sul quale siamo d'accordo, quel Be THE for me, è il centro del discorso, che non a caso ho messo alla fine.

Tutto quello che sta prima è il percorso che ho fatto per arrivare a dire "No mia cara Rock Hanging Rock, noissimo"

Solo un dubbio mi fa venire la tua replica
Ma quindi secondo Borges si può essere stabilmente felici soltanto in solitudine?

Per quanto riguarda il film poi, ce ne sarebbe da parlare dieci volte quanto si è parlato in questo post.
Non ricordo sintesi dell'amore migliore di quella fatta in quel film, per nulla semplice come appare a un primo sguardo.

La scena in cui chiede che lo si lasci soffrire in pace e per far capire cosa intende si graffia il petto, per me, racconta secoli di storie e conquiste (del sé) come mai era stato fatto in così poche parole.

Per quanto riguarda la canzone, invece, sono lieto che tu l'abbia vista quel giorno che la postai.

Se Elena l'aveva dimenticata (prima di vedere che l'avevi linkata tu avevo subito pensato di fare la stessa cosa), fargliela ritornare in mente con la versione recitata da lui è una fortuna.
Io vorrei poterla dimenticare quella di Daniele, per quanto stupenda, solo per poter avere nei ricordi solo quella recitata.

(per anni ho cercato quel pezzo di trasmissione)

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23:14, 13 marzo, 2007

MarioB.
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23:12, 13 marzo, 2007

ahahahahahahhahaha stupendo :) ma tu mo' quale dei cartografi folli sei? Ma come siete curiosi con questi numerelli, ma mo' quasiquasi vi vado a giocare :)
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23:08, 13 marzo, 2007


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22:15, 13 marzo, 2007

Signor Effe, grazie per averci regalato questo post di Pispa. Io questa signora pispa la tengo d'occhio già da un poco di tempo, lascia in giro certi commenti che mi piacciono assai, che leggo e che mi fanno dire ppperò... :) Proprio qualche giorno fa mi ero informata se fosse di Napoli, ché mi sarebbe piaciuto conoscerla, incontrarla.
E comunque, se proprio devo dire la mia, la signora pispa è innamorata :)

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22:09, 13 marzo, 2007

Uolter, tu tieni proprio la faccia dell’abbonata :) E comunque è inutile dire che non ho capito il fatto della rossa della verde della gialla del novanta del nove del quattordici. Piuttosto, quando passa il tririci da queste parti?

Gurby, tu invece mi spieghi il fatto dell’anello a forma di tortellino, oppure è un fatto tuo e di uolter, tutta una cosa cicicicì? :)

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22:07, 13 marzo, 2007

Elena, quanto hai ragione sul fatto del percorso, quanto.
La sincronia dei tempi è un tema cruciale in tutte le relazioni desiderose. No, non è che non abbia usato il termine amorose sol perché qui si parla di desiderio. E’ che per me l’amore è uno stato, non un moto, e in quanto tale è quasi del tutto insensibile allo scorrere del tempo.

(e poi con questo traffico, magari, tocca scendere here, there and everywhere... sì sì sìììììììììììììììììì :))

zu, tu non lo sai, non puoi saperlo perché iettè ci siamo visti solo mezza volta e non abbiamo quasi parlato, ma quel film, esattamente quel film, è in assoluto uno dei miei film preferiti, uno dei pochissimi che ho visto per più di due volte (ma questo l’ho visto decine di volte), e di cui mi ricordo perfino le battute! Un capolavoro di comicità e di malinconia, una cosa irresistibile. E poi manco a farlo apposta, proprio due domeniche fa, quando ho organizzato la spedizione al grottino, mentre ci intrattenevamo in cucina in attesa della pesciula, dicevo ad aitan, marisella e 8e49 che le parole di quella canzone sono BELLISSIME.

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21:22, 13 marzo, 2007

zu, non me la ricordavo.
mi piacerebbe riascoltarla.
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16:42, 13 marzo, 2007

(dicevo: Pispa)
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16:41, 13 marzo, 2007

incollo qui un estratto di un post di Pispa, perché un po' c'entra
(segnalo che Pispa è una con molto auroironia, per giusta interpretazione del pezzo)

"compro un regalo per una ragazza che si sposa, una ragazza innamorata del suo fidanzato, bella, viaggiano insieme, vivono insieme, vivono.
non so com'è, non l'ho mai provato; io i sentimenti li conosco poco e loro mi affannano, mi piombano addosso in dosi così massicce da diventare sintomi feroci. rabbia, dolore, stupore, e una passione forte a volte.
ma non credo che quella sia amore; l'amore è qualcosa di puro e forte che cede e non si rompe, qualcosa che ti piace dare e in cambio (incredibile!) ricevi.
cazzo, è bellissimo l'amore, dev'essere bellissimo.
non l'ho mai avuto io. come i calli, la scoliosi, la passione per la bici.
l'amore non esiste, l'amore è un'idea un desiderio, l'ho capito ormai, siamo qui tanto di passaggio che neanche in una vita lo capirò cos'è e sono certa di non averlo provato mai né lo proverò.
terribile.
allora perché ho pianto tanto?
perché la luna è così lontana?
perché quel corpo scalda?
perché parlare scrivere alzarsi la mattina urtare uno che passa guardare gli occhi di qualcuno, perché se non ha senso?
non lo so, non son capace. [...]

tre paia di orecchini sul tavolo di cristallo, uno è bello e splendente come un ex voto, li compro.
ho bisogno di affetto e forza e.. non lo so, l'amore, io non so cos'è giuro.
li metto in tasca, che belli, sembrerò la madonna di loreto con questi pendagli alle orecchie, una madonna indiana come visnù con sei braccia e la lacrima rossa in fronte.
niente lacrima rossa, non c'è stato spazio per pentirsi.
ochei va bene.
tutto. oggi.

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15:51, 13 marzo, 2007

Elena: in verità, oltre al film pensavo alla sua colonna sonora, che contiene questo brano:

Tu stive 'nzieme a n'ato
je te guardaje
primma 'e da' 'o tiempo all'uocchie
pe' s'annammura'
già s'era fatt' annanze 'o core.
A me, a me
'o ssaje comme fa 'o core
a me, a me
quann' s'è annamurato.

Tu stive 'nzieme a me
je te guardavo
comm'è succiesso, ammore
ca è fernuto
ma je nun m'arrenn'
ce voglio pruva'.
Je no, je no
'o ssaje comme fa 'o core
je no, je no
quann s'è sbagliato.

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15:36, 13 marzo, 2007

molte donne hanno il desiderio d'abbonamento... :)

zu, lì però il vero desiderio non c'è mai stato. era come un abbaglio, o meglio, un abbagliante nella corsia opposta, che impedisce di vedere le cose.

(poi c'è la categoria dei desideri impossibili. come quello di poter vedere ancora massimo)
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12:21, 13 marzo, 2007

ahahaha, Uolt:)
La strategia del semaforo: ferma, immobile, un semaforo (con al dito un anello a forma di tortellino)
avatar Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Gurbj
10:51, 13 marzo, 2007

l'amore ai tempi del tranvai
[campagna pubblicitaria per i servizi pubblici]

lui, lo strillone: a bbona!...
lei, la habituée: a bbono!
avatar Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente ilsistemauolter
09:30, 13 marzo, 2007

desiderio da abbonamento :)

incontrare una dopo l'altra la rossa, la verde, la gialla,
la novanta e poi il nove e il quattordici
senza alcuno sfasamento
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00:34, 13 marzo, 2007

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16:02, 12 marzo, 2007

beh, come ha detto uolter

il desiderio trascina per le strade, sì, forse non è detto che ci conduca lontano da noi stessi.

in questo caso il tuo desiderio era un mezzo, hai detto. (quindi era molto tram!)

talvolta è importante il percorso. talvolta le tappe di avvicinamento.
talvolta non si arriva mai perché forse abbiamo sbagliato tram.
o, forse perché il nostro tram non ha fermate ma un perpetuo percorso (come nel film argentino "moebius" che consiglio vivamente)
l'importante è non arrivare alla nostra fermata, qualora la si raggiunga, stanchi o, peggio, demotivati.
e qui, introduco (non so se introduco io, perché li ho letti tutti ma ho come un magma di pensierodesideroso enorme, incandescente e traboccante in testa) il concetto del tempo.
dell'importanza della sincronia del desiderio. niente è peggio di un eventuale sfasamento temporale. quando raggiungiamo una cosa che desideravamo tantissimo, per la quale abbiamo lottato, sofferto, speso grandi energie, dato il meglio di noi, ma che ora non desideriamo più. perché siamo arrivati come a tempo scaduto. e questo non ha nulla a che fare con l'effimero, con la superficialità, la frivolezza, la volubilità. si può desiderare una cosa tantissimo per anni, ma poi il non raggiungerla può far diminuire e poi dissolvere del tutto il desiderio.
talvolta persino a nostra insaputa, accorgendocene solo quando abbiamo conquistato l'oggetto (materiale o no) del nostro desiderio.
ed è dolorosissimo questo sfasamento. non parliamo poi, se in questa asincronia sono coinvolte altre persone. che magari non l'hanno soddisfatto prima e si sono risolte (non per stremo, ma per convinzione, sentimento, valore) a seguirci nel nostro percorso. sono salite anche loro sul tram. ma era troppo tardi.


e poi con questo traffico, magari, tocca scendere here, there and everywhere... :)


To lead a better life
I need my love to be here
Here,making each day of the year
Changing my life with wave of her hand
Nobody can deny that there's something there.
There,running my hands through her hair
Both of us thinking how good it can be
Someone is speaking but she doesn't know he's there.
I want her everywhere
And if she's beside me i know i need never care
But to love her is to meet her everywhere
Knowing that love is to share
Each one believing that love never dies
Watching her eyes and hoping i'm always there.
I want her everywhere
And if she's beside me i know i need never care
But to love her is to meet her everywhere
Knowing that love is to share
Each one believing that love never dies
Watching her eyes and hoping i'm always there.
To be there and everywhere
here,there,and everywhere.

here, there and everywhere - the beatles


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00:26, 12 marzo, 2007

Zu, vorrei proporti il ruolo del giudice Santi Licheri nel confronto tra coscienza a posto e trasgressione, ma temo che, tra la matematica della copula e la fisica della gravidanza, non sia esattamente super partes :)

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00:20, 12 marzo, 2007

Uolter, aggiungiamole, queste variabili, mi sembrano interessantissime.
Si potrebbe tentare di affrontare l’argomento costruendo una sorta di rappresentazione teatrale.
Facciamo che tu fai la coscienza a posto e riccio la trasgressione? :)

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00:16, 12 marzo, 2007

Elena, innanzitutto benvenuta in questa casa :)
Essenti, se il desiderio è un tram, dove ci porterà? No, lo chiedo a te perché al conducente non si può chiedere, e d’altra parte quello scostumato fa orecchie da mercante…
Massì, chi se ne fotte, saliamo e basta, attacchiamoci alle maniglie come le scimmie e vediamo dove andiamo a finire. Però, madonna, ma com’è affollato ‘stu tram, qua non si respira! Speriamo che si sfolla durante il percorso… Uè, non staranno mica andando tutti dove vado io?!

- Scusate, voi dove scendete?
- Scendo a Here, alla prossima…
- Ah, meno male… No, io devo scendere a There, sapete per caso quanto ci vuole ancora?
- Eeeehhh, ci vuole ancora assai! Avete voglia di aspettare! Poi con questo traffico...


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23:33, 11 marzo, 2007

e niente, poi ti volevo ricordare di inserire la variabile memoria vs. vista :)

(e poi ti volevo dire che siamo d'accordo pure sul Be THE for me :))

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23:30, 11 marzo, 2007

Caro Broono, ho riletto il tuo commento molte volte. Hai scritto una cosa complessa assai, non sono certa di essere riuscita a seguirti bene nel ragionamento.
Quello che posso dire è che non condivido la premessa del discorso, cioè che il “Qua è meno di Là”, e che “Here non è intenso quanto There”. Se ho capito bene, forse non la condividi nemmeno tu, e in ogni caso non era quello che intendevo dire io. L’esserci qua è diverso dall’esserci là, non più o meno intenso.
Non penso nemmeno che le unità di spazio prima generino (con la loro esistenza), poi misurino (con la loro quantificazione) l’intensità del desiderio. Come si diceva prima a proposito di pothos e himeros, secondo me il desiderio, di qualunque tipo sia, prescinde completamente dalla presenza/assenza dell’oggetto del desiderio (ché, come dice Borges, l’oggetto è sempre assente), così come dalla sua vicinanza/lontananza.
Insomma, il monumento al marinaio - su questo siamo d'accordo - è un abuso edilizio, del tutto privo di fondamenta/o :)
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22:30, 11 marzo, 2007

La corona è il luogo in cui almeno per qualche magico istante eterno le identità rimbalzano e si fondono per generare non una somma di due esseri, ma una moltiplicazione.(*)
Dico fusione, non annullamento.
Dico luogo in senso astratto, ma anche fisico, acciocché non sia una "bolla" o una nuvoletta che poi non sa reggere alla prova del reale (le piccole incombenze della quotidianità).
Dico o matrimonio, non importa: è comunque cosa rara che ha valore e peso di per sé, indipendentemente dalle formule; sempre che l'Amore vinca sulla Paura.

(*) mentre lo scrivo, mi rendo conto che questo discorso si attaglia perfettamente alla copula + procreazione, ma d'altra parte si sa che al nostro stesso pianeta siamo ancorati dalla forza di gravidanza.
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22:04, 11 marzo, 2007

Signor Effe, il fatto della piramide rovesciata è bellissimo. Davvero, non so come sia potuto sfuggirmi. I suoi commenti sono in oro massiccio, sempre.

Uolter, purtroppo l'appartenenza non si può bypassare! Del resto, lo dice anche Ambra:
T'appartengo io ci tengo e se prometto poi mantengo,
m'appartieni se ci tieni tu prometti e poi mantieni,
prometto, prometti.


:)
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21:46, 11 marzo, 2007

Zu, hai ragione, il famigerato be there for me significa senz’altro “che tu ci sia per me”.
Però - soprattutto ripensando al contesto in cui ho letto questa classificazione (un articolo sulle strategie di marketing e di customer care di una compagnia aerea) - credo che la frase possa avere diverse sfumature di significato.
Per esempio, quando un’azienda pensa ai suoi clienti in termini di be there for me, secondo me pensa a un messaggio del tipo: “ovunque voi siate, siate lì (o, ancora meglio, portatevi lì) per me”, non tanto “che voi ci siate per me”. Una roba tipo “desideratemi al punto da orientare le vostre azioni nella mia direzione”, piuttosto che “siate a mia disposizione, con tutta la competenza che avete acquisito su di me scalando la piramide, nel momento in cui potrei avere bisogno di voi”. “Sceglietemi”, più che “siateci per me”.
Insomma, secondo me la stessa frase, in contesti diversi, può significare due cose molto diverse: “Che tu ci sia per me”, centrato sul bisogno di chi parla; “che tu sia lì per me”, centrato sul desiderio di chi ascolta.
Se vogliamo, le cose non sono in contrapposizione. Forse il “tuo” be there for me è la corona: dopo che mi hai conosciuto (data entry), capito (data mining), voluto (option), scelto (selection), sappi anche restare. Che possa appoggiarmi, contare su di te.

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19:38, 11 marzo, 2007

meno male, hanging.
che mo' l'idea di dovermi mettere in discussione pure per il tipo di desiderio che mi contraddistingue mi finiva di buttare nello sconforto esistenziale :-)
me le ricordo quelle parole di bathes, il fatto che l'oggetto è sempre assente. sono d'accordissimo.
devo ritrovare un librino che ti piacerebbe molto. si intitola "Amo a te" di Luce Irigaray.
avatar Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Flounder
17:13, 11 marzo, 2007

Prima di iniziare, devo dire innanzitutto una cosa a Flounder.
Flou, mi sono confusa, mi ricordavo che pothos avesse il significato di himeros, e viceversa.
Avevo letto questa cosa parecchio tempo fa su Frammenti di un discorso amoroso, in cui, nel capitolo significativamente dedicato all’assenza, Barthes dice: “Il desiderio non è forse sempre lo stesso, sia che l’oggetto sia presente o assente? L’oggetto non è forse sempre assente? – Non si tratta dello stesso struggimento: vi sono due parole: Pothos, per il desiderio dell’essere assente, e Himeros, più ardente, per il desiderio dell’essere presente”.
Platone, nel Cratilo,spiega così la differenza tra i due desideri: “Himeros ('struggimento d'amore') fu così denominato da quella sorta di 'corrente', rhous, che, al di sopra di ogni altra cosa trascina l'anima. E infatti siccome 'fluisce affrettandosi e slanciandosi' (hiemenos rhei kai ephiemenos) verso le cose e così trascina con forza l'anima per 'la brama della corrente' (hesis tes rhoes), da tutta questa forza dunque fu chiamato desiderio. Ed anche pothos a sua volta è così denominato significando che è 'desiderio' non di cosa presente, ma di un qualcosa 'che si trova in qualche modo altrove ed è lontano' (allothi pou on kai apon)”.

Insomma, la sostanza del discorso è che ci troviamo: tu tieni il desiderio ravvicinato di secondo tipo, mentre io quello di primo tipo (la qual cosa - lo sai, vero - è collegata alla lunghezza dello sguardo).
Secondo me ognuno ha un proprio ambiente naturale di desiderio: per alcuni è il pothos, per altri l’himeros. E non è una questione che dipende dalla vicinanza o dalla lontananza dell’oggetto del desiderio. E’ piuttosto una predisposizione genetica. Il tipo pothos prova un desiderio pothos anche quando l’oggetto è vicino: glielo leggi in quella vena malinconica dello sguardo, in quella nostalgia preventiva di cui parlava aitan, che è senso di mancanza prima ancora che l’oggetto del desiderio si allontani, o si perda per sempre, anche se questo dovesse non accadere mai. Il tipo himeros, al contrario, è capace di buttare all’aria la propria vita, di abbattere dighe col pensiero, di scalare montagne con l’immaginazione, di chiudere gli occhi e di inventarsi, e di sentire davvero in quel momento, la presenza in carne ed ossa dell’oggetto del proprio desiderio anche quando è a migliaia di chilometri di distanza.
Con questo non voglio dire che ognuno sia in grado di provare un solo tipo di desiderio, quello che gli è più congeniale, quello di ordinaria amministrazione, anzi. Credo che una delle esperienze più destabilizzanti di un’esistenza accada quando il tipo pothos viene travolto da un desiderio himeros, o il tipo himeros si trova costretto a diluirsi in un desiderio pothos. Questo desiderio di straordinaria amministrazione coglie impreparati, inesperti, senza strumenti e senza difese, sconvolge la vita, priva di certezze, diventa abisso, dolore, frustrazione.

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17:11, 11 marzo, 2007

Madonna quanta materia, quanta! Qui ce n’è abbastanza per scrivere un libro! E poi dicono che IO tengo una res cogitans tanta, ma sono cose di pazzi :)

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13:12, 11 marzo, 2007

(io nel frattempo passo, leggo e assimilo. Ora, come dice uolter, dovrei pagare il biglietto, per sentirmi a posto. Fatto sta che ci sono tante e tante cose da dire che non me ne viene nessuna, se non quelle già dette molto meglio di quanto potrei fare. E allora, poi passo e rileggo. In silenzio).


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22:51, 10 marzo, 2007

...tutti in carrozza, si parte!!

[io però prima ho assoluto bisogno di comprare il biglietto, se no mi agito. aggiungiamo le variabili "coscienza a posto" e "trasgressione"?]
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20:01, 09 marzo, 2007

con un cartello
"E' inutile parlare al conducente; l'unica cosa che potete fare, se li trovate, è reggervi agli appositi sostegni"
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17:47, 09 marzo, 2007

il desiderio è un tram.
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17:08, 09 marzo, 2007

Sto presa dai turchi, anzi, no, dai cinesi, sto assai frustrata perché terrei tante di quelle cose da dire sulle cose che sono state scritte nelle ultime ore.
In questo momento vorrei stare stravaccata su una spiaggia con voi a fare il simposio sul desiderio, e poi vi vorrei prendere uno a uno in disparte a parlare delle stesse cose e dire ma perché hai detto così e che ne pensi se è colì e questo e quello e cicicicì :)
Purtroppo mo' tengo che ffà.
Ma una cosa la devo dire subito subito. Ilcavaliere, sono troppo felice che sei venuto, hic et nunc :)

(ilcavaliere ve lo devo far conoscere, tiene una capa così, sa tutto di cinema, di musica, suona la chitarra, ha un mare di storie da raccontare, ha pensieri lunghi e profondi)
avatar Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente HangingRock
15:59, 09 marzo, 2007

Ad alta velocità, leggo il post ed i commenti, tutto di seguito, in una stanza piena di persone che parlano ad alta voce, e resto a bocca aperta. La lettura meritava altro tempo e altro luogo, ma avevo gran desiderio di leggerti, Hanging.
Ti chiami come il titolo di un film di Peter Weir, ma allora....
L'approccio analitico alle cose più sensibili, mi piace moltissimo, è come la musica: espressione delle emozioni più forti, fatta di numeri e proporzioni. Nel tuo post si leggono, ma ancor più si percepiscono, oceani di pensieri e sentimenti, su cui il passare dell'aratro razionalità ne schiarisce le profondità.
Aldo Masullo ne "Il tempo e la grazia", arriva a trattare del deisderio, dopo aver considerato il tempo in quanto affettività, e aver trattato la differenza tra bisogno e desiderio, per concludere che esso è il mezzo per affrontare l'inesorabile e devastante passare del tempo.
Mi sono ritrovato in queto pensiero ed in quello che scrivi tu, quando dici che i desideri disegnano le coordinate del domani. Come figli.
Come sguardo di bellezza.



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18:22, 08 marzo, 2007

ma quanto siete belli, quanto? :)

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17:07, 08 marzo, 2007

Ecco! Lei come filosofa ha il preciso dovere morale d'essere precisa:)
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