Riduzione del danno...possibile soluzione, o semplice tampone?
La riduzione del danno è una strategia di intervento nata per arginare il propagarsi di malattie infettive tra i consumatori di sostanze illecite per via endovenosa, e in seguito, data la sua efficacia, allargatasi anche ad ambiti diversi da quello delle sostanze stupefacentii (come ad esempio la prostituzione).
(da Wikipedia, l'enciclopedia libera)
In proposito ci sono molte cose da dire. Per cominciare il considerare un tossicodipendente una specie di animale pericoloso anzichè un uomo bisognoso di cure (con una sua dignità e tutto il resto), non è un comportamento, a mio parere, tollerabile. Un uomo và trattato da tale, fa le sue decisioni (giuste o sbagliate che siano) e ne paga le conseguenze. Un tossicodipendente dovrebbe decidere di sua spontanea volontà (se maggiorenne, ovviamente) se intraprendere una cura disintossicante oppure no. Se decide di continuare nella sua strada, è giusto che gli vengano forniti i mezzi di percorrerla come uomo e non come animale. È giusto che il farmaco di cui fa uso sia controllato, garantito e rispetti le norme (igieniche e altro) a cui sottostanno tutti gli altri medicinali. Non è ammissibile che si paghi un multiplo del valore reale di quel farmaco, per poi ricevere una sostanza con quantità di principio attivo incerte, agenti di taglio pericolosi, se non addirittura letali per l'utilizzatore e prodotto e trasportato trascurando le fondamentali norme igieniche, solo perchè lo stato non acconsente a fornirlo. Non è una bella prospettiva quella di doversi guadagnare i soldi con mezzi illegali, divenendo un criminale, come non è una bella prospettiva essere obbligati a assumere un farmaco con una densità ed un PH diversi da quelli del sangue, con probabili sostanze tossiche o nocive come additivo, finanziare la criminalità organizzata, che prospera anche sulle spalle di questa gente.
La strategia della riduzione del danno è una soluzione da prendere con la massima urgenza, in attesa di soluzioni migliori.
Un altro fatto importante è che gli oppiacei puri, a differenza di molte altre droghe, non è considerata un veleno. Infatti il nostro corpo produce naturalmente sostanze denominate "oppioidi", che hanno il compito di alleviare il dolore provocato da un danneggiamento subito (per esempio un taglio). Infatti il provare dolore ha come conseguenza un riflesso che ci induce a sottrarre tempestivamente la parte lesa all'azione del danneggiamento (per esempio un coltello). Se non avessimo gli oppioidi interni, il dolore persisterebbe per tempi lunghissimi.
Le conseguenze sulla salute legate al consumo di oppiacei puri sono:
-Inappetenza con conseguente deperimento generale del fisico e abbassamento delle difese immunitarie, ridotta motilità intestinale con conseguente costipazione (problemi risolvibili con una dieta specifica, integratori alimentari e un po' di sport).
-Rischi di contrarre infezioni, ascessi o malattie se si utilizza materiale non sterile (problema risolvibile con distribuzione del suddetto materiale).
Non vedo il motivo perchè in attesa di una soluzione migliore non si adottino questi provvedimenti a un problema che, oramai, ha raggiunto dimensioni tali da non poter più essere ignorato.












