Guarda la faccia
Suonano le campane, alla messa non ci andrà nessuno, porto mia madre a vedere l'Estasi di Santa Teresa del Bernini, in quella chiesetta che era sempre sulla mia strada quando vivevo a Roma. la porto e le spiego che quella statua è stata fatta da uno scultore famoso, anche se l'hanno messa troppo alta per poterla vedere bene... guarda la faccia mamma, guarda la faccia... in chiesa ci sono solo una madre e suo figlio mongoloide, arrivano e si siedono in terza fila: lui ha la faccia soddisfatta della buona azione quotidiana, la faccia di chi è affrancato da tutto, quasi sereno...lei arrampicata a un filo di plastica che la tiene appesa agli angeli del soffitto, all' equilibrio precario dell'amore.
Suonano di nuovo le campane, è tempo della messa, aspettiamo sadicamente per vedere la faccia del prete...arriva comincia l'omelia, ma lui non esiste, come un robot comincia la sua nenia imparata a memoria, la stessa sarebbe stata per 2 per 4 o per 50 persone... questi operai delle cupolette finchè la fabbrica sarà aperta faranno sempre il loro dovere in serie: diranno la parola, la parola amputata, la parola smunta, la vecchia parola trafugata e depredata...
che peccato, dice mia madre, quanta poca gente.... le dico che per come parla il tizio non sarebbe cambiato niente, perchè niente diceva.... usciamo...
Papini dice "Quell'avanzo di superbia che si appiatta anche nel cuore dei santi mischia alla pietà un lievito di rampognante disprezzo: Perchè non fanno quel che lui ha saputo fare? La via per salire è aperta a tutti, anche ai più insozzati e incalliti; grande è il premio: perchè rimangon laggiù, attuffati nel cieco inferno?"
















