sitcar
Ieri sera, dopo essere andata in un certo locale, di cui ormai sono un’abituè, chiamato P.S. e aver ordinato un drink chiamato Lombalgia, sono andata a Formigine, alla Sitcar di Formigine.
La Sitcar è una ditta che produce rivestimenti per autobus, è in cassa integrazione da maggio 2009, ha ripreso questo settembre. Tra i suoi dipendenti ci sono due miei zii.
I miei zii sono casinisti, i miei zii non stanno zitti se vedono che qualcosa non quadra, i miei zii stanno sulle palle al padrone, che vuole trasferire il loro reparto in Romania.
Il più grande dei miei zii, che è anche nel sindacato degli operai, ha 47 anni e gli mancano 8 anni per la pensione, perché ha iniziato a lavorare a 14 anni. Ha una moglie e un figlio di 21 anni che è assunto a tempo determinato (sfruttato dal padrone), presso una ditta idraulica; l’altro fratello ha 32 anni una moglie e due figli piccoli, uno di 10 anni e l’altro di 3.
Alle 6 del mattino, di martedì 10 novembre loro, assieme ad altri 6 operai, 4 uomini e 2 donne, hanno bloccato i cancelli, non hanno permesso di far entrare i loro colleghi, si sono barricati dentro lo stabile, e gli uomini si sono stabiliti sul tetto, mentre le due donne sono rimaste al piano terra!
Hanno passato la giornata e la nottata là sopra, passeggiando su quel tetto ondulato, telefonando alle famiglie, morendo dal freddo, battendo i denti.
I vigili del Fuoco e l’Avap di Formigine si sono prodigati per dar loro da mangiare e coperte.
Ieri mattina hanno iniziato lo sciopero della fame.
Ieri mattina è arrivato il Prefetto, assieme al sindaco di Formigine, che è stato davanti alla Sitcar anche il martedì.
I carabinieri si accertano che nessuno scenda dal tetto, o esca dalla fabbrica: una volta messo piede giù non si può risalire.
Ieri sera siamo andati alla Sitcar, io e i miei genitori, abbiamo trovato fuori i colleghi dei miei zii “Noi il posto ce l’abbiamo sicuro, ma siamo qui per dar loro sotegno!”. Ho guardato sul tetto, era tutto immobile “Stanno cercando di dormire, i vigili gli hanno portato una tenda e dei materassini…fa freddo, ma cercano di scaldarsi e riposare un po’”.
Oggi dovrebbe muoversi qualcosa, oggi dovrebbero avvenire le trattative!
Sono orgogliosa dei miei zii, se la situazione non cambia, andrò a picchettare davanti alla fabbrica, seguita dalla mia famiglia.
La loro forza, la loro audacia e speranza l’hanno donata anche a me!
Siete GRANDI!!!














