vita tra i lupi - deadly submission

vita tra i lupi - deadly submission
ho già parlato della Gelsi e delle sue opere in un post che potete trovare qui


ma se vi hanno incuriosito le trame,beh, non potrà non piacervi questo brano tratto da Deadly submission
ovviamente la traduttirce sono io..






passavano le settimana e Ricky era sicura di aver perso sia natale che capodanno. i giorni si trasformavano nel successivo, scorrendo infinitamente sotto il bianco della neve fuori. era troppo fredod perchè potesse allontanarsi a lungo, quando poteva andare. la neve era profonda e passarci attraverso era lento, anche il grosso lupo nero che l'accompagnava nelle sue usciote trovava difficle districarsi.

 

il vento sembrava che le bruciasse continuamente le guance e i geloni erano diventati un serio problema. c'erano giorni in cui le proibivano di allontanaris per più di dieci minuti alla volta, in cui era costrettra a restare a seder epigramente sui gradini e guardare la vasta distesa di bianco. sembrava che la foresta la chiamasse, i rami pesanti le facessero cenno di avvicinarsi metre il vento agitava le grosse cime appesantite dalla neve.


la prospettiva di essere intrappolata dentro la faceva impazzire e lei non era la sola che ne era influenzata. la pazienza mancava ovunque, e alle volte, sembrava più semplice nascondersi nella sua stanza per giorni interi piuttosto che rischiare di litigare con qualcuno la cui compagnia di solito apprezzava. Perfino Angel aveva urlato contro di lei, e il dolore di essere ignorata dall'amica era quasi intollerabile.

 

L'ostilità le faceva mancare più di quanto non credesse possibile la sua famiglia. Agognava di riabbracciare suo figlio, di sapere di essere circondata da affetto e comprensione, e che a prescindere da tutto, sarebbe stata amata e accolta.

Ricky temeva di incontrare i capi. Erano incredibilmente aggressivi.erano come animali selvaggi, camminavano per la gabbia e ferivano qualunque sfortunato si trovassero davanti. Ricky non aveva incontrato Ivan da un po di tempo, e nonostante lui fosse stato curiosamente docile con lei,spesso incrociava altri membri del branco che avevano subito la sua ira.

Ricky vagabondò scendendo le scale, esitando a lasciare i confini sicuri della sua stanza.

si sentiva vulnerabile all'aperto, e sperava che nessuno la notasse. il suo stomaco gorgogliava, e  se non fosse stato per la fame, sarebbe stata ancora chiusa in camera.

si fermò alla base delle scale e guardò a destra e a sinistra prima di continuare. rise quasi quando realizzò di star camminando sulle punte, sentendosi ridicola di essere così spaventata di incontrare qualcuno di cattivo umore. scivolò nell'enorme stanza vuota e attraversò la cucina, bloccandosi quando vide Kale. non aveva mai avuto la possibilità di parlare con lui da sola e non aveva nessuna fretta di farlo ora. si girò per andarsene.

“che fai, scappi da me?" le chiese lui, guardandola andar via al vederlo.

lei si girò lentamente a guardarlo. "ci avevo sperato, si"

Kale prese un mestolo dalla pentola sui fuochi  nel vedere il vapore che si alzava, il suo stomaco si lamentò affamato. lui si girò verso di lei "perché mi eviti?"

Ricky accondiscese al suo tentativo di fare conversazione e lo avvicinò accorta. "tutti quelli che incontro sono di cattivo umore. io preferisco evitare la lite."

lui soffiò sulla sua ciotola di legno e la posò sul top. "oh, capisco. penso di poterti illuminare. avvicinati, non mordo." le ordinò, e si girò a prendere un'altra ciotola, "vuoi mangiare qualcosa?"

lei annuì, ma non ne avrebbe avuto bisogno, visto che il grugnito del suo stomaco fu così forte da farla arrossire.si appoggiò al ripiano di marmo , ammirando l'aspetto piacente di lui.era alto e slanciato, con muscoli quasi nerboruti. i suoi capelli erano scuri e cadevano in strati setosi sulle spalle. la fissava con occhi marrone liquido mentre le porgeva una ciotola di qualcosa, che lei accettò, grata.

l'assaggio e mormorò. "e' delizioso! non riesco nemmeno a ricordare l'ultima volta che ho mangiato gnocchetti al pollo."

lui sorrise e alzò amichevolmente la sua ciotola "proprio come li faceva mamma. dimmi una cosa, perché tu  sei di cattivo umore?

" oh, aspetta,” si fermò mentre sorseggiava la ciotola "sei quella che va fuori tutto il tempo."

lei arrossì alla sua affermazione. non aveva pensato che un atto così semplice sarebbe stato notato.

“non c'è niente di male." aggiunse lui in fretta, quando notò il viso di lei cambiare colore. "E' una buona cosa. non ti fa sentire confinata."

"perché tu sei così di buon umore?" domandò lei.

“pensi che io sia di buon umore?" pensò ad alta voce lui. "hu, la tua amica, Angel, mi ha appena finito di dire che ero un cretino per essermi messo tra i piedi mentre lei cercava di andare nella cella frigorifera."

Ricky sorrise consapevole pienamente del cattivo umore dell'amica, ultimamente.hai detto che mi avresti illuminato" menzionò mentre prendeva un altro morso della zuppa calda.

“Ah, si." disse Kale mentre posava la tazza- "gli uomini sono litigiosi per due ragioni. uno, sono intrappolati qui senza un posto per rilasciare il loro alto livello di testosterone. due, la primavera è tra pochi mesi cosa che significa maggior desiderio sessuale." notò  le sopracciglia di lei sollevarsi per la preoccupazione e cercò inutilmente di sopprimere un sorriso,che non poteva fare. "il livello di energia comincia a crescere e noi siamo spinti a procreare. quindi sta attenta alle persone di cui catturi l'interesse. immagino che Angel ti abbia già informato che tutti quelli di rango superiore al tuo possono esigere sesso, che ti piaccia o meno." Kale prese la ciotola vuota e lei lo ringraziò, allontanandosi dal ripiano mentre lui lo puliva con un panno bagnato.

"Lei gioca con i capelli solo quando è nervosa. cosa le hai detto, Kale?"

Ricky cercò di girarsi a vedere chi ci fosse dietro di sé che aveva parlato, ma un braccio forte si avvolseattorno alla sue spalle e la bloccò, impedendole di muoversi o vedere il suo assalitore. Ricky guardò Kale che sembrava sconvolto e completamente senza parole.

Kale sbatté gli occhi ma per quanto provasse lo stupore si rifletteva ancora sul suo viso.

Ricky fece forza contro il corpo dietro di lei, pensando che poteva essere in grado di capire chi fosse. chiunque fosse, era certamente muscoloso, alto, e caldo, così caldo che in realtà non le dava fastidio l'abbraccio, lo trovava quasi confortevole. aspettò che Kale dicesse qualcosa che le rivelasse l'identità dell'uomo che l'aveva strettsa a sé. fu sollevata quando Kale non la deluse, e ritrovò alla fine la sua voce. "considerati fortunata, Ricky, sei nelle braccia dell'unico uomo che ti può proteggere da qualsiasi cattivo umore tu incontri."alzò lo sguardo per incontrare gli occhi del suo assalitore.

Ricky sentì le braccia forti stringersi possessivamente attorno a lei e si mosse, costringendolo a cambiare posizione. il suono di metallo sopra la sua testa la fece tremare intimamente di un misto di trepidazione e eccitazione. posò una mano sull'avambraccio di lui e si chiese se pizzicarlo per farsi liberare. la risposta di lui a Kale le fece cambiare idea quasi all'istante "posso fare molte cose per lei.

tutto dipende da come si comporta."

Ricky arrossì; poteva immaginare bene le cose che poteva fare per lei. la sua attrazione era così potente che lui la stava facendo impazzire di desiderio e lo trovava quasi irresistibile. il suo corpo cominciò a tremare contro quello di lui. era riuscito a farle perdere il controllo e lo sapeva, doveva saperlo.

ci riusciva sempre; non poteva negarlo. cercò di non permettere che il battito del suo cuore rivelasse la sua fame di lui, e si appoggiò con maggior forza contro di lui, spingendolo a fare qualcosa di diverso dallo stringerla in un abbraccio a un braccio solo. funzionò contro di lei e in un istante lei fu spinta contro di lui mentre lui stringeva la propria stretta, tenendola con fermezza al suo posto. non aveva apprezzato il suo tentativo di spingerlo a muoversi prima che fosse pronto.

“di che umore sei tu, Ivan?" Kale chiese alla fine, quando notò che Ricky era tenuta con forza nella morsa dell'uomo.

Ivan non rispose, ma lasciò la morsa con cui teneva Ricky, sorridendo con compiacenza quando lei si allontanò e si voltò a fissarlo, sconvolta.

Ricky scosse via la sorpresa dai proprio occhi e si voltò verso Kale, mentre si augurava che Ivan non avesse visto l'effetto che aveva su di lei.

si appoggiò al marmo, sperando che le offrisse supporto per i suoi nervi scossi. "perché le donne sono così irritabili?"

Kale batté gli occhi per cancellare lo stupore, ancora attonito dal vedere Ivan cosi apertamente corporale, anche se era stato un tentativo di instillare paura o minare la sua confidenza. Ivan odiava le donne al punto che era Più felice di veder chiedere pietà quando le minacciava, non era il tipo da avvicinare una donna a abbracciarla.

Scosse la testa. "Oh, hu, le donne si irritano perché sono anche loro intrappolate dentro. e , ovviamente, quelle che sono qui da più tempo sanno che gli uomini si aspettano di usarle per sesso, ovviamente." finì in fretta di pulire il ripiano e lasciò la cucina,  svanendo lungo il corridoio con una scusa borbottata per la sua scomparsa.

Ricky aspettò che Ivan dicesse qualcosa, ma non fu sorpresa quando lui rimase in silenzio  tranne il paio di passi che aveva fatto per arrivare al suo fianco, appoggiato contro il ripiano. lei si portò una mano ai capelli e ci avvolse i capelli, giocando con le ciocche prima di farle cadere dalla sua presa.

“ti rendo nervosa?"

Ricky si congelò "no" mentì.

“penso di sì. " si fermò, e nonostante non lo fissasse, poteva sentire i suoi occhi penetrare in lei, capaci di vedere e sentire ciò che pensava.

"giochi ancora con i capelli. e quando ti abbracciavo, potevo sentire il tuo cuore battere."

lei si costrinse a fissarlo. "potevi sentire il mio cuore battere attraverso i vestiti?" lo sfidò, realizzando troppo tardi le conseguenza di fissare i suoi occhi.si sentì debole,fragile nel brillio dorato degli occhi di lui e intrappolata nel brillio ambrato vicino al centro.

con un movimento fluido, Ivan fu in piedi al suo fianco e il suo respiro le bruciò sulla pelle quando si chinò per bisbigliarle con voce roca. "posso sentirlo battere anche ora," batté un ritmo gentilmente contro il ripiano..

La testa di Ricky sembrò leggera quando lei realizzò che il rumore frenetico ripeteva il battito del suo cuore. era sicura che sarebbe caduta sul pavimento se lui non l'avesse stretta al suo forte corpo e tremò, provando l'irresistibile desiderio che lui la baciasse, che la conquistasse con la sua bocca, non solo con le braccia. combattè la propria passione, cercando disperatamente di ricordarsi che era una prigioniera, e che la sua lussuria era un prodotto della solitudine non un vero desiderio per lui.

si perse in qualche modo nei propri pensieri mentre tutto attorno a lei scompariva, e la sola cosa davanti a lei era Ivan.

il suo respiro caldo le sfiorava le ciglia e le accarezzava le guance, muovendosi fino a quando le labbra di lui non furono a pochi centimetri da quelle di lei. lei si arrese alla sua volontà e gli permise di chinarsi, infilare una mano nei suoi capelli rossi morbidi e fitti,  mentre l'altra mano  si  chiudeva a coppa sul suo fondo schiena, spingendola più vicina a sé. lei boccheggiò mentre sentiva contro di sé l'indurito desiderio di lui.

impulsivamente avvolse le braccia attorno a lui e gli afferrò il retro delle spalle per sostenersi, un qualcosa per fermarsi mentre si liquefaceva contro di lui. fissò i suoi occhi penetranti,mentre il suo respiro si alzava e abbassava ansimante. le mani di lei scesero e accarezzarono i suoi fianchi fermi, scivolando sulle collinette del suo stomaco. i suoi muscoli erano duri e rigidi sotto il suo tocco, e poteva sentire il calore corporeo del suo corpo attraverso la maglietta bruciarle i palmi. si mosse per infilare la mano sotto la sua maglietta, ma fu fermata quando lui premette la labbra con fermezza contro quelle di lei.

la sensazione della sua bocca che copriva la propria era anche più eccitante di quando non lo fosse stata nei suoi sogni e lei non lo aveva creduto possibile. la sua lingua spessa le accarezzava l'esterno del labbro inferiore prima di  morderlo gentilmente provando il calore di lei mentre la baciava con un calore che rapidamente stava diventando febbre.

agognava d'assaporare ogni suo centimetro, di farla pregare, di farle urlare il proprio nome, e in quel momento lei gli era completamente sottomessa. ma non sarebbe durato, e ricordi repressi fluirono in un'ondata distruttiva che raffreddò il suo ardore. non poteva farle questo. non a lei.

si allontanò, stringendo nel pugno ancora i suoi capelli. si chinò contro il suo orecchio, inalando il suo odore intossicante e cercando disperatamente di evitare di arrendersi a lei.

“ti avevo detto di non giocare con me, Ricky. "

il suo respiro era pesante per la sua fame di lei, "non vincerai , perciò, Ricky, non farlo, per piacere. " la sua voce sfumò mentre si sforzava di allontanarsi da lei.

Ricky sembrava confusa ed il dolore si rifletté nei suoi occhi verdi. Ivan si girò attraverso il corridoio uscendo a sinistra, avendo bisogno di starle lontano prima di prenderla li e subito.

Non voleva più vedere il dolore negli occhi di lei. avrebbe augurato del male a qualsiasi donna nella casa, tutte, tranne quella. non sapeva cosa ci fosse in Ricky di così accattivante, cosa gliela facesse desiderare così intensamente che era doloroso, ma avrebbe dovuto sapere che non doveva corteggiarla.

Ricky si appoggiò al ripiano, cercando di capire cosa fosse successo. si sentiva stravolta e debole, stranamente incapace di focalizzarsi. qualcosa di umido cadde dal suo labbro e quando lo leccò assaggiò il sapore ramato e distintivo del sangue.

si allontanò, desiderosa di scappare all'esposizione che improvvisamente provò in cucina. goffamente attraversò il lontano corridoio prima di raggiungere le scale, e salire stancamente. le girava la testa quando finalmente collassò sul letto. l'oscurità la inghiottì.

sogni di un lupo nero la inseguivno. si vedeva in piedi nelle foresta, ancora stretta nella morsa di uno straniero senza viso.cercava di allontanarsene, ma la sua morsa le penetrava nella pelle e il sangue sgorgava da sotto alla sue dita. a questo punto urlava e il lupo nero appariva dagli alberi. era lasciat alibera, e il lupo si lancioava contro l'uomo. ricky incespicava quandop er alasciata andare e si trovava a terra, a fissar eil cielo sopra di lei. si alzav. il lupo la fissava con occhi dorati e il sangue gli corpiva le fauci. lei indietreggiava mentr eil lupo si leccava il rosso dalla faccia. i suoi muscoli si tendevano, e il grosso animale sembrava pronto a saltare su di lei. urlavba e si nascondeva il viso conle braccia, poi all'improvviso, le braccia le arano spostare e annaspava nel vedere Ivan davanti a sè.il lupo era sparito e non c'era nessuno che la proteggesse. lui le facava alzare il mento e la fissava, avvertendola "non giocare con me, Ricky. non ti piaceranno i miei giochi, e non puoi vincere."

Ricky si svegliò di scatto. udì un leggero suono lametoso e si avvicinò alla finestra, fissando fuori nella luce argentea della luna al terreno di sotto. il ghiaccio che si era indurito sopra la neve brillava come un diamante. osservò le ombre per la fonte dei suoi che aveva sentito.

i suoi occhi si fermarono su un'ombra nera al confine con gli alberi. riconobbe il grosso lupo nero nel momento in cui si alzò. anche da quella distanza poteva vedere il brillio dorato dei suoi occhi che brillavano da lontano. il lupo sollevò il mento verso il cielo notturno e ululò, un gemito lungo e bellissimo che suonava luttuoso. Ricky si chiese perchè il suo ululato sembrasse così triste e guardò  derelitta mentre si voltava e scivolava via nella foresta, augurandosi di potersi unire a lui.



Caricato il 11/15/2009 - 12:26 in Album predefinito

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