angel's blood_

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Elena corrugò la fronte. Nonostante la sua ammirazione per l’aspetto di Michaela, non aveva problemi a pensare. Il che significava che il dannato bastardo arrogante dagli occhi blu aveva giocato con la sua mente. Voleva che lei lo adorasse? Avrebbero visto.

Nessuno, nemmeno un arcangelo, l’avrebbe trasformata in una marionetta.

Come se l’avesse sentita, Raphael disse qualcosa all’altro arcangelo e ritornò in volo sul tetto. Il suo atterraggio fu molto più spettacolare questa volta. Era certa che si fosse fermato per mostrare il disegno nella superficie interna delle ali. Era come se un pennello immerso nell’oro avesse cominciato a dipingere la parte superiore di ogni ala e poi fosse avanzato, scivolando verso il bianco man mano che si avvicinava al fondo. Nonostante la sua furia, doveva affrontare la realtà: se il diavolo – o un arcangelo – l’avessero avvicinata e le avessero offerto delle ali, avrebbe potuto vendere l’anima.

Ma gli angeli non Creavano altri angeli. Solo vampiri succhia-sangue. Da dove venissero gli angeli, nessuno lo sapeva. Elena immaginava che fossero nati da genitori angelici… anche se, pensandoci, non aveva mai visto un angelo bambino.

I suoi pensieri deragliarono nuovamente mentre guardava la grazia fluida della camminata di Raphael, così seducente… così perfetta.

Alzandosi, mandò a sbattere la sedia contro il camino. “Esci. Dalla. Mia. Testa.!”

Raphael si immobilizzò. “intendi usare quel coltello?”le sue parole erano glaciali. Lei sentì l’odore di sangue nell’aria e realizzò che era il proprio.

Guardando in basso, scoprì che la sua mano si stava stringendo sulla lama del coltello che aveva estratto d’istinto dal fodero sul fianco. Non avrebbe mai fatto un simile errore. Lui la stava costringendo a farsi male, le stava mostrando che non era null’altro se non un giocattolo con cui lui poteva giocare. Invece di opporsi, strinse con più forza. “ se vuoi che lavori per te, bene. Ma non mi farò manipolare.”

I suoi occhi si posarono sul sangue che colava dal suo pugno. Non doveva dire nulla.

 “puoi essere in grado di controllarmi.”disse, in risposta alla silenziosa presa in giro sul suo viso, “ma se questo avesse svolto il lavoro, non avresti mai sceneggiato quella farsa per assumermi. Tu hai bisogno di me, Elena Deveraux, non di uno dei tuoi piccoli vampiri leccapiedi.”

La sua mano si allargò in uno spasmo violento mentre lui la costringeva a lasciare la lama. Questa cadde a terra con un rumore assorbito dal sangue che era colato. Non si mosse, non cercò di bloccarne la fuoriuscita.

E quando Raphael si avvicinò a meno di un metro di distanza da lei, rimase ferma.

 “così credi di avermi in pugno?” il cielo era un blu senza nuvole, ma Elena sentì venti di tempesta sfilarle i capelli dal fermaglio.

 “No.” Lasciò che il suo odore – pulito, forte, di mare – rimpiazzasse il puzzo restante del vampiro sulla sua lingua. “sono pronta ad andarmene senza guardarmi indietro, e restituire l’anticipo che hai pagato alla Gilda.”

 “questa,” disse lui, prendendo un fazzoletto e avvolgendoglielo attorno alla mano, “non è una opzione.”

Stupita dall’atto inaspettato, chiuse la mano per aiutarlo a fermare la fuoriuscita del sangue. “perché no?”

 “voglio che lo faccia tu.” Rispose lui, come se fosse una ragione bastante. E per un arcangelo, lo era.

 “che lavoro è? Trovare qualcuno?”

“si.”

Il sollievo la colpì come la pioggia che poteva sentire così vicina. Ma no, era il suo odore quel morso di acqua fresca. “tutto ciò di cui ho bisogno per iniziare è qualcosa che il vampiro ha indossato di recente. Se hai una locazione generica, anche meglio. Metterò al lavoro i geni del computer della Gilda perché rintraccino i trasporti pubblici e le registrazioni bancarie eccetera, mentre io caccerò sul campo.” La sua mente era già al lavoro, considerando e scartando opzioni.

 “mi fraintendi, Elena. Non è un vampiro che voglio che tu trovi.”

Questo la bloccò. “stai cercando un umano? Beh, posso farlo, ma non sono molto più brava di un buon investigatore privato”

“prova ancora.”

Non vampiro. Non umano. Questo lasciava…“un angelo?” bisbigliò lei. “No.”

“No,” concordò lui e, ancora una volta, sentì il tocco fresco del sollievo. Rimase fin quando lui disse. “Un arcangelo.”

Elena lo fissò. “stai scherzando.”

I suoi zigomi spiccavano sulla levigatezza abbronzata della sua pelle. “No. La Schiera dei Dieci non scherza.”

Il suo stomaco si strinse al riferimento alla Schiera - se Raphael era un esempio del loro letale potere, non avrebbe mai voluto incontrare il loro augusto corpo. “perché devi rintracciare un arcangelo?”

“non hai bisogno di saperlo” il suo tono era decisivo. “ciò che devi sapere è che se hai successo nel trovarlo, avrai più soldi di quanti ne potrai mai sperare di spendere in tutta la vita.”

Elena fissò il fazzoletto sporco di sangue. “e se fallisco?”

“non fallire, Elena.” I suoi occhi erano dolci, ma il suo sorriso parlava di cose che era meglio non dire a voce alta. “tu mi intrighi — odierei doverti punire.”

La sua mente le mostrò l’immagine del vampiro a  Times Square, quel disastro a pezzi che una volta era stato una persona… la definizione di punizione di Raphael.


Caricato il 11/14/2009 - 09:52 in Album predefinito

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