n224541

n224541

volete capire cos'ha Nalini sigh che mi piaccia tanto?
eccovene qui un piccolo brano, tratto da Caressed By Ice che ve ne può dare un'idea:)





CAPITOLO UNO

 

Un pugno colpì la mascella di Judd. Focalizzandosi sull’eliminazione del suo avversario dal campo, notò a stento l’impatto, mentre il suo pugno partiva. Tai cercò di evitare il colpo all’ultimo momento, ma era troppo tardi – la mascella del giovane lupo sbattè contro la parte superiore con un suono secco che indicava danni interni.

 

Ma non era sconfitto.

 

Snudando i denti macchiati di sangue da un taglio sul suo labbro superiore, si lanciò verso Judd, cercando chiaramente di usare il suo fisico più pesante come bastone per buttare il proprio avversario contro il muro di pietra. Invece fu Tai a finire con la schiena contro le pietre, con la bocca che si spalancava, mentre gli usciva l’aria dai polmoni in un’espirazione non controllata.

 

Judd afferrò l’altro maschio per la gola. “Ucciderti non significherebbe nulla per me.” Disse, aumentando la stretta fino a quando Tai non ebbe problemi a respirare. “Ti piacerebbe morire?” Il suo tono era calmo, il respiro modulato. Era uno stato che non aveva niente a che fare con i suoi sentimenti, perché diversamente dal changeling davanti a lui, Judd Lauren non provava emozioni.

 

Le labbra di Tai formarono una maledizione, ma tutto ciò che si materializzò fu un incomprensibile suono fischiante. Ad un osservatore casuale sarebbe sembrato che Judd fosse in vantaggio, ma lui non commise l’errore di abbassare la guardia. Fino a quando Tai non si fosse arreso, rimaneva pericoloso. L’altro maschio lo provò alcuni secondi dopo usando la capacità dei changeling di cambiare a metà – mani a metà trasformate in artigli.

 

Quegli artigli appuntiti tagliavano il cuoio sintetico e la pelle senza sforzo, ma Judd non dette al ragazzo la possibilità di causargli una vera ferita. Premendo uno specifico punto di pressione nel collo di Tai, fece svenire il suo nemico.  Solo quando il changeling fu completamente andato, allentò la stretta. Tai scivolò in posizione seduta, con la testa pendente sopra il collo.

 

“Non dovresti usare i poteri Psy.” Disse una roca voce femminile dall’uscio.

 

Non aveva bisogno di girarsi per identificarla, ma lo fece lo stesso. Degli straordinari occhi marroni in un viso dalle ossa sottili, coperto da un caschetto mal tagliato di capelli biondi. Quegli occhi erano stati normali e quei capelli non erano stati corti prima che Brenna fosse rapita da un assassino. Da uno Psy.

 

“Non ho bisogno di usare le mie capacità per occuparmi dei ragazzini.”

 

Brenna si portò al suo fianco, mentre la testa di lei gli arrivava a stento alla clavicola. Non si era mai accorto di quanto fosse piccolo fino a quando non l’aveva vista dopo il salvataggio. Stesa a letto, mentre respirava a stento, con l’energia raccolta in una palla così stretta da non farlo essere sicuro che fosse ancora viva. Ma la sua dimensione non significava nulla. Brenna Shane Kincaid, aveva imparato, aveva una forza di volontà di puro, acciaio.

 

“E’ la quarta volta questa settimana che hai combattuto.” Alzò le mani e lui dovette impedirsi di evitarle. Il tocco era una cosa changeling – i lupi ne godevano costantemente e senza pensarci. Per uno Psy era un concetto alieno, qualcosa che poteva portare ad una definitiva perdita di controllo. Ma Brenna era stata distrutta da un appartenente malvagio della sua razza. Se aveva bisogno di contatto, che fosse.

 

Segni di lieve calore sulle sue guance. “Avrai un livido. Andiamo, lascia che ci metta qualcosa.”

 

“Perché non sei con Sascha?” Un’altra Psy rinnegata, ma era una guaritrice, non un’assassina. Judd era quello che aveva le mani sporche di sangue. “Pensavo che avessi una sessione con lei alle otto p.m.” Erano solo le otto e cinque.

 

Quelle dita carezzevoli scivolarono per fermarsi sulla sua mascella prima di lasciarsi cadere. Sollevo le sopracciglia. E rivelò il cambiamento avvenuto cinque giorni dopo il suo salvataggio. Gli occhi che una volta erano stati marrone scuro ora erano una mescolanza che non aveva mai visto in alcun essere senziente – umano, changeling o Psy. Le pupille di Brenna erano nero puro, ma degli scoppi di blu artico, vividi e pungenti, circondavano quei buchi neri. Spiccavano nel marrone delle iridi, dando ai suoi occhi uno sguardo sfatto.

 

“E’ finita.” Disse lei.

 

“Cosa?” Sentì Tai lamentarsi, ma lo ignorò. Il ragazzo non era una minaccia – la sola ragione per la quale Judd gli aveva permesso di mandare a segno un pugno era perché capiva come funzionava la società dei lupi. Essere sconfitti in battaglia era male, ma non quanto essere battuti senza opporre una valida resistenza.

 

I sentimenti di Tai non importavano a Judd. Non aveva intenzione di assimilarsi al mondo dei changeling. Ma i suoi nipoti, Maree e Toby, dovevano sopravvivere nella rete di tunnel sotterranei che era la tana degli SnowDancer, e i suoi nemici potevano diventare i loro. Così non aveva umiliato il ragazzo, facendo terminare la battaglia prima che iniziasse.

 

“Starà bene?” Chiese Brenna, quando Tai si lamentò per la seconda volta.

 

“Dagli un minuto o due.”

 

Fissandolo nuovamente, trattenne il respiro. “Stai sanguinando!”

 

Lui si allontanò prima che lei potesse toccare il suo avambraccio sanguinante. “Non è nulla di serio.” E non lo era. Da bambino era stato sottoposto al dolore più forte e gli era stato insegnato come bloccarlo. Un buon Psy non provava nulla. Una buona Freccia provava ancora meno.

 

Rendeva molto più semplice uccidere.

 

“Tai ha fatto uscire gli artigli.” Il viso di Brenna era furioso mentre fissava il maschio appoggiato alla parete. “Aspetta che lo sappia Hawke -”

 

“Non lo saprà. Perché tu non glielo dirai.” Judd non aveva bisogno di essere protetto. Se Hawke avesse saputo cosa era davvero Judd, cosa aveva fatto, cosa era diventato, l’Alfa degli SnowDancer lo avrebbe ucciso al loro primo incontro. “Spiegami il tuo commento su Sascha.”

 

Brenna corrugò la fronte, ma non insistette sui graffi sul suo braccio. “Basta sessioni di guarigione. Ho finito.”

 

Lui sapeva quanto lei fosse stata ferita gravemente. “Devi continuare.”

 

“No.” Una parola, breve, rigida e decisamente conclusiva. “Non voglio che nessuno entri ancora nella mia testa. Mai. In ogni caso Sascha non può entrare.”

 

“Non ha senso.” Sascha aveva il dono raro d’essere capace di parlare con la stessa facilità alle menti changeling come a quelle Psy. “Non hai la capacità di bloccarla.”

 

“Ora si – qualcosa è cambiato.”

 

Tai tossì fino a riprendere i sensi ed entrambi si girarono a guardarlo mentre usava il muro per rimettersi in piedi. Battendo varie volte gli occhi dopo essersi rimesso in piedi, si sollevò una mano alla guancia. “Cristo, sembra che mi sia sbattuto un treno in faccia.”

 

Gli occhi di Brenna rotearono. “Cosa diavolo pensavi di fare?”

 

“Io- “

 

“Risparmia il fiato. Perché hai sfidato Judd?”

 

“Brenna, non sono affari tuoi.” Judd poteva sentire il sangue che gli si asciugava sulla pelle, mentre le cellule si richiudevano. “Tai ed io ci siamo capiti.” Fissò l’altro maschio negli occhi.

 

La mascella di Tai si tese, ma lui annuì. “Siamo pari.”

 

E i loro status nella gerarchia del branco erano stati chiariti senza ombra di dubbio – se il rango di Judd non fosse già stato più alto, ora sarebbe stato dominante rispetto al lupo.

 

Passandosi una mano tra i capelli, Tai si voltò verso Brenna. “Possiamo parlare di –“

 

“No.” Lo bloccò con un movimento della mano.  “Non voglio venire al ballo del tuo college. Sei troppo giovane e troppo idiota.”

 

Tai inghiottì. “Come facevi a sapere cosa avrei detto?”

 

“Forse sono una Psy.” Una risposta secca. “Questa è la voce che gira, non è vero?”

 

Chiazze rosse apparvero sulle guance di Tai. “Gli ho detto che dicevano cazzate.”

 

Era la prima volta che Judd aveva sentito del tentativo, chiaramente malevolo, di causare a Brenna dolore emotivo ed era l’ultima cosa che si sarebbe aspettato. I lupi potevano essere nemici terribili, ma erano anche fortemente protettivi della propria gente e si erano chiusi attorno a Brenna non appena era stata salvata.

 

Guardò Tai. “Penso che dovresti andare.”

 

Il giovane lupo non discusse, ma li superò con tutta la velocità possibile alle sue gambe.

 

“Sai cosa è peggio?” La domanda di Brenna allontanò la sua attenzione dal suono dei passi del ragazzo che si allontanava.

 

“Cosa”

 

“Che è vero.” Rivolse il pieno potere di quegli occhi sconvolgenti, blu-azzurri, su di lui. “Sono diversa. Vedo cose con questi dannati occhi che mi ha dato. Cosa orribili.”

 

“Sono solo echi di ciò che ti è successo.” Un forte sociopatico le aveva aperto la mente, l’aveva stuprata al più intimo dei livelli. Che l’esperienza l’avesse lasciata con cicatrici era normale.

 

“E’ ciò che dice Sascha. Ma i morti che vedo—”

 

Un urlo congelò il momento.

 

Entrambi cominciarono a correre prima che finisse. Un centinaio di metri lungo un tunnel, furono raggiunti da Indigo e un paio di altri. Quando voltarono l’angolo, Andrew arrivò di corsa e afferrò l’avambraccio di Brenna, bloccando la sorella di scatto e alzando allo stesso tempo la mano. Tutti si fermarono.

 

“Indigo—c’è un corpo…” Andrew lanciò le parole come proiettili. “Nel tunnel sei a nord-est, alcova quaranta.”

 

Brenna si liberò dalla presa del fratello appena terminò e corse via senza avvertire. Avendo colto lo scoppio improvviso della sua rabbia prima che l’avesse mascherata, Judd fu il primo a muoversi per seguire. Indigo e un Andrew furioso lo seguirono. La maggior parte degli Psy sarebbero stati superati, ma lui era diverso, una differenza che aveva deciso la sua vita nella PsyNet.

 

Brenna era di poco più avanti di lui, e si muoveva con velocità impressionante per qualcuno che era stato a letto solo un mese prima. Aveva quasi raggiunto il tunnel sei quando la raggiunse. “Ferma.” Le ordinò, con il respiro non ansimante come avrebbe dovuto essere. “Non hai bisogno di vederlo.”

 

“Si, ne ho bisogno.” Disse lei, annaspando nel respirare.

 

Avanzando di scatto, Andrew l’afferrò dal retro, intrecciando le mani ai suoi fianchi per sollevarla da terra. “Bren, calmati.”

 

Indigo li superò, in un lampo di gambe lunghe, e capelli neri che le ondeggiavano alle spalle.

 

Nella stretta d’Andrew, Brenna cominciò a dibattersi con abbastanza furia da farsi male.  Judd non poteva permetterlo. “Si calmerà se la lasci andare.”

 

Brenna s’immobilizzò, con il petto pesante e gli occhi sorpresi. Andrew non fu così silenzioso. “Mi occupo io di mia sorella, Psy.” L’ultima parola era una bestemmia.

 

“Come, rinchiudendomi?” Brenna chiese con un tono tagliente come un rasoio. “Non voglio stare di nuovo in una boccia di vetro, Drew, e giuro che se ci proverai, mi romperò le mani a sangue per uscirne.” Era un’immagine grafica spietata, specialmente per qualcuno che aveva visto le condizioni in cui era stata appena l’avevano ritrovata.

 

Dietro di lei, Andrew impallidì, ma la sua mascella rimase tesa. “E’ ciò che è meglio per te.”

 

“Forse no.” Disse Judd, incontrando gli occhi arrabbiati di Andrew senza distogliere lo sguardo. Il soldato SnowDancer biasimava tutti gli Psy per il dolore della sorella e Judd poteva immaginare quale collegamento logico, guidato delle emozioni, l’avesse condotto ad una cosa simile. Ma quelle stesse emozioni lo accecavano allo stesso tempo. “Non può trascorrere il resto della vita in catene.”

 

“Cosa cazzo ne vuoi sapere tu?” Latrò Andrew. “Tu non ti preoccupi nemmeno della tua gente!”

 

“Lui ne sa infinitamente più di te!”

 

“Bren.” La voce di Andrew era un avvertimento.

 

“Sta zitto, Drew. Non sono più una bambina.” La sua voce conteneva echi d’altre cose, cose nere, del male testimoniato e dell’innocenza persa. “Ti sei mai fermato a chiederti cosa Judd abbia fatto per me nella guarigione? Ti sei mai preoccupato di sapere quanto gli sia costato? No, certamente no, perché sai già tutto.”

 

Prese un respiro ansimante. “Beh, indovina, tu non sai nulla! Non sei stato dove sono stata io. Non ci sei stato nemmeno vicino. Lasciami. Andare.” Le parole non erano né arrabbiate né calme. Normali per uno Psy. Non per un changeling lupo. Specialmente non per Brenna. I sensi di Judd scattarono in allarme rosso.

 

Andrew scosse la testa. “Non m’importa cosa diavolo dici, sorellina, non hai bisogno di vederlo!”

 

“Allora mi dispiace, Drew!” Brenna passò gli artigli sul suo braccio un istante dopo, sconvolgendo il fratello al punto da lasciarla andare. Si stava muovendo quasi prima che i suoi piedi toccassero terra.

 

“Gesù.” Bisbigliò Andrew, fissandola. “Non posso credere…” fissò il suo avambraccio insanguinato. “Brenna non ha mai fatto male a nessuno.”

 

“Non è più La Brenna che conoscevi,” disse Judd all’altro maschio. “Cciò che le ha fatto Enrique l’ha alterata ad un livello fondamentale, in modi che lei non comprende.” Seguì Brenna prima che Andrew potesse replicare – doveva essere al suo fianco per deflettere il contraccolpo della morte. Ciò che non capiva era il motivo per cui era così determinata a vederlo.

 

La raggiunse mentre superava una guardia stupita ed entrava in una piccola stanza del tunnel sei. Si bloccò così all’improvviso che quasi le sbattè addosso. Seguendo il suo sguardo, vide il corpo steso di uno sconosciuto SnowDancer, un maschio, sul pavimento. Il volto ed il corpo nudo della vittima avevano notevoli ferite, mentre la pelle era di colori diversi per i danni. Ma Judd sapeva che non era quello che congelava Brenna.

 

Erano i tagli.

 

Il changeling era stato tagliato attentamente con un coltello, con nessun taglio fatale tranne l’ultimo. Quello che aveva tagliato la carotide. Il che significava che ch’era qualcosa che non andava con quella scena. “Dov’è il sangue?" Chiese ad Indigo, inginocchiata al fianco del corpo, con un paio di soldati dietro di sé.

 

La luogotenente corrugò la fronte quando vide Brenna nella stanza, ma rispose. “Non è un’uccisione fresca. E’ stato gettato qui.”

 

“Una stanza fuori mano.” Parlò uno dei soldati, un maschio allampanato chiamato Dieter, “Facile da raggiungere senza essere visti se sai cosa stai facendo – chiunque l’abbia fatto era furbo, probabilmente ha scelto il posto in precedenza.”

 

Brenna trattenne il fiato, ma non parlò.

 

Il corruccio d’Indigo crebbe, ma lei non parlò. “Diavolo, portala via di qui.”

 

Judd non seguiva bene gli ordini, ma con questo concordava. “Andiamo.” Disse alla donna che gli rivolgeva la schiena.

 

“L’ho visto.” Un lieve bisbiglio.

 

Indigo si alzò, con uno strano sguardo sul viso. “Cosa?”

 

Brenna cominciò a tremare. “L’ho visto.” Lo stesso bisbiglio tremolante. “L’ho visto.” A voce più alta. “L’ho visto!” Un urlo.

 

Judd aveva trascorso con lei abbastanza tempo da sapere che avrebbe odiato perdere il controllo davanti a tutti. Era un lupo orgoglioso. Così fece l’unica cosa che poteva fare per penetrare la sua isteria. Si mosse per bloccarle la vista del corpo e poi usò le sue emozioni contro di lei. Era un’arma che gli Psy avevano affinato fino alla perfezione.  “Ti stai comportando da stupida.”

 

Le parole glaciali colpirono Brenna come uno schiaffo. “Cosa?” Abbassò la mano che aveva alzato per spingerlo via.

 

“Guarda dietro di te.”

 

Lei rimase cocciutamente ferma. L’infermo si sarebbe congelato prima che lei avesse obbedito ad un suo ordine.

 

“Metà della tana sta annusando da queste parti.” Le disse. Senza pietà. Psy. “Ad ascoltare il tuo crollo.”

 

“Non sto crollando.” Arrossì nel realizzare quanti occhi la fissavano. “Fuori dai piedi.” Non voleva più guardare il corpo – un corpo che era stato mutilato con la stessa inquietante precisione che Enrique aveva usato sulle sue vittime – ma l’orgoglio non le permetteva di indietreggiare.

 

“Ti stai comportando in modo irrazionale.” Judd non si mosse. “Questo posto sta ovviamente avendo un impatto negativo sulla tua stabilità emozionale. Esci.”  Era un comando deciso, con un tono così vicino ad essere quello di un Alfa da farle digrignare i denti.

 

“E se non lo faccio?” Abbracciò con piacere la rabbia che lui aveva risvegliato - le dava un qualcosa di nuovo su cui focalizzarsi, un modo per scappare dai ricordi da incubo risvegliati dalla stanza.

 

Freddi occhi Psy incontrarono i suoi, mentre l’arroganza maschile in loro le toglieva il fiato. “Allora ti prenderò di peso e ti porterò via io stesso.”

 

A quella risposta, nel suo sangue si risvegliò esultanza, che allontanò l’acre sapore della paura. Mesi di frustrazione – di guardare la sua indipendenza essere sepolta sotto un muro di protezione, di sentirsi dire cosa era meglio per lei, di sentir mettere in dubbio la sua razionalità, tutto quello ed altro ancora si accumulò in quell’istante. “Provaci.” Una sfida.

 

Lui si avvicinò e le sue dita risuonarono, mentre gli artigli minacciavano di uscire. Oh, si, era decisamente pronta ad aggrovigliarsi a Judd Lauren, l’uomo di ghiaccio, e la creatura più bella che avesse mai visto.

 


Caricato il 11/14/2009 - 09:41 in Album predefinito

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