Rodolfo
Vent'anni fa cadeva il muro di Berlino, simbolo della cortina di ferro, che per ventotto anni (dal 1961 al 1989) ha diviso in due la città di Berlino. E non solo fisicamente.
fishska riflettendo sulla caduta del muro e sulla lezione di libertà che ne è venuta, ricorda gli altri muri ancor'oggi presenti nel mondo: “Proprio nel giorno in cui si festeggia la caduta di un muro che praticamente divise in due una città ma simbolicamente divise in due il mondo, vorrei ricordare quei muri che ancora divido città e persone come quelli che si trovano nell'Irlanda del Nord, che separano le zone cattoliche da quelle protestanti e che, come quello di Berlino, sono diventati delle enormi tele su cui le persone esprimono il proprio malessere, e come il muro di Gerusalemme con cui si vuole recintare il popolo palestinese come se fossero degli animali senza dignità e diritti”. E segnala come esistano anche altri tipi di muri: “Poi ci sono quei muri simbolici chiamati intolleranza, razzismo, ignoranza che sono più difficili da abbattere perchè non visibili e quindi da cercare dentro la propria anima, luogo notoriamente ostico da esplorare”.
Fabrizio Summonte, invece, ci ricorda come fu proprio un giornalista italiano, Riccardo Ehrmann, che incalzando Gunther Schabowski, ministro delle Comunicazioni, riesce a strappare la dichiarazione pratica dell'abbattimento del muro: “Un giornalista come Riccardo Ehrmann, anche se da una vita non fa altro che tradurre veline e comunicati della Sed, non molla la presa. Se c'è un varco, e da quel varco può saltar fuori la notizia, insiste. Alza la voce, quasi paonazzo, come la lucetta rossa sulle telecamere, che continuano a riprendere quella conferenza stampa che doveva essere finita da un pezzo. Q". Schabowski è sorpreso. Non si sarebbe aspettato tanta veemenza, e soprattutto da un giornalista dall'aspetto familiare, che viveva lì a Berlino Est e frequentava diligentemente tutti gli appuntamenti che il regime comunista riservava alla stampa estera. Per questo decide di rispondergli, e torna a scorrere i fogli che ha in mano, alzando e abbassando lo sguardo. D" l'occhio di Schabowski cade su due parole sottolineate, ab sofort. Da... subito. Subito. Sono le 18.53, l'ora che passerà alla storia. Il Muro di Berlino è praticamente abbattuto”.
Xunder si lascia andare a ricordi personali: “Il mio personale ricordo è una scatola televisiva che mostrava delle immagini inusuali. Popoli prigionieri riscoprivano la libertà e la festeggiavano tra sorrisi e brindisi. Io sentivo, guardavo e partecipavo alla loro gioia. Una vasta e nera dittatura stava cedendo di fronte agli ideali della libertà ed io capivo tutto questo. Di lì a qualche lustro poi i miei studi mi hanno portato a scrivere una tesi di laurea: L’Europa al Bivio (1989-1990). Elementi politici ed economici dell’Unificazione tedesca. E poi uno dice il caso!”
Anche Rodolfo del blog Natanaele ricorda con emozione la cadura del muro e rammenta un'amica che gli ha regalato un pezzettino del famigerato muro: “A quell'epoca lavoravo ancora in un grande hotel della mia città: erano arrivati nel pomeriggio un ragazzo ed una ragazza di Roma: si erano fermati in albergo per quella notte in attesa di proseguire per Berlino e partecipare alla grande festa della caduta del muro. Mi inviarono da Berlino una cartolina che ancora conservo gelosamente, poi di loro non ho più avuto notizia. Speroo tanto stiano bene. Ma qualche mese dopo, un'amica di famiglia - una ragazza tedesca che studiava nella nostra città - in segno di amicizia mi portò un regalo che definì speciale: all'apertura del pacchetto ecco che ti trovo un bel pezzetto del famoso muro. Vent'anni sono trascorsi: straordinario quel pezzo di muro ancora in casa mia”.
Simpaticamente ilmorris ci parla della caduta del muro di Berlino visto attraverso i suoi occhi di quando era ragazzino e del colloquio avuto con un amichetto: “Hai sentito? – Cosa? – Qualcuno ha aperto un buco nel muro di Berlino. – Come? – Eh, scavando (mima il gesto di un cane che gratta la terra). – Quindi? – Come quindi? Qualcuno ha fatto un buco nel muro di Berlino, e ora le persone stanno passando dall'altra parte. Una cosa che neanche Totò e Peppino”.
Anche Rodolfo del blog Natanaele ricorda con emozione la cadura del muro e rammenta un'amica che gli ha regalato un pezzettino del famigerato muro: “A quell'epoca lavoravo ancora in un grande hotel della mia città: erano arrivati nel pomeriggio un ragazzo ed una ragazza di Roma: si erano fermati in albergo per quella notte in attesa di proseguire per Berlino e partecipare alla grande festa della caduta del muro. Mi inviarono da Berlino una cartolina che ancora conservo gelosamente, poi di loro non ho più avuto notizia. Speroo tanto stiano bene. Ma qualche mese dopo, un'amica di famiglia - una ragazza tedesca che studiava nella nostra città - in segno di amicizia mi portò un regalo che definì speciale: all'apertura del pacchetto ecco che ti trovo un bel pezzetto del famoso muro. Vent'anni sono trascorsi: straordinario quel pezzo di muro ancora in casa mia”.
















