Di Memorie Resettate e Tempeste di Polpettine
“E’ estremamente importante avere tutti i feedback relativi al modulo di Project Management, al fine di consentire una migliore valutazione dell’intervento formativo e pertanto bzbzbzbzzzzzzzzblabla”…
Così vengo tediata telefonicamente da un collega di culonia universitaria che predispone i task mensili, coinvolgendomi obtorto collo, mentre schiudo con disinvolto lurking, una pagina di commenti in cui vengo implicitamente e, a tradimento, citata dalla geishacucinasushi.
La geishacucinasushi, o scimmia sconsacrata, o primate orbo con manie ossessivo- compulsive di cancellazione link matrilineari, pare vivere ciclicamente lo schema narrativo di Eternal Sunshine of the Spotless Mind.
Oltre a questo elemento devastante ma ormai di scarso impatto sul mio futuro carico di serena e yogica rassegnazione, va considerata una questione di ordine gastronomico, per me e per la mia onorabilità di cuciniera, particolarmente vitale.
Mai e poi mai, nel lungo percorso di perfezionamento e di sperimentazione culinaria, ho osato tempestare di polpettine una Lasagna.
Giammai, avrei violato i sacri strati di sfoglia, con un elemento tanto invasivo, quanto bizzarro se inquadrato nel contesto emiliano a cui mi riconduco nell’esecuzione di tale pietanza.
Le tempeste di polpettine e la meravigliosa e rilassante preparazione delle stesse, di cui non mi imbarazzo affatto e che rivendico quale esperienza formativa di alto valore spirituale e morale, hanno spazi riservati ed esclusivi, corsie preferenziali determinate nel corso di prolungate sessioni matrilineari [laddove per matrilineari qui intendiamo il knowledge heritage gastronomico per linea materna nonna-madre-figlia].
D’altra parte ci sarà una motivazione genetica, oltre che cognitivo- comportamentale, per cui il pesce crudo mi dà la dissenteria.
[Conforme a chi, conforme a cosa, conforme a quale strana cosa]














