Yariete a Nessundove (continua)
Il portone era grande e pesante, composto di un legno scuro, rinforzato da spesse strisce di metallo. Era incastonato direttamente nella roccia lavica e poteva ruotare su quattro possenti cardini.
Yariete arriccciò la coda mentre guardava con interesse questa novità; l'ultima volta che era venuto in questo posto non c'era alcun portone a bloccare l'ingresso del rifugio. Nel legno erano incise in profondità le insegne di Ithia, la capitale del Continuum che vegliava sul Keyring e sui mondi vicini.
Probabilmente questa protezione era stata installata dal Continuum per proteggere il rifugio dalle scorrerie dei pirati che si facevano sempre più insistenti anche nei pressi della capitale.
Yariete avanzò con orgoglio verso il possente portone come se non ci fosse... e vi passò attraverso mentre il simbolo del continuum, del quale era ambasciatore, sfrigolava tra le sue orecchie.
All'interno tutto era rimasto come prima. La caverna si allargava enormemente e curvava scendendo verso destra. Dal fondo alla caverna saliva una intensa luce verdastra e una musica rilassante. Nell'aria torrida vi erano numerosi profumi e un intenso vociare.
Yariete affrettò il passo completamente dimentico della nausea che lo aveva accompagnato fino a poco prima. Scese gli scalini ed entrò nell'immensa sala del rifugio.
Il centro del salone era pieno di tavoli e divani, mentre lungo il perimetro vi erano arcate che indicavano l'ingresso alle varie sale da ballo e rampe di scale che portavano ai tre piani di stanze che riempivano tutte le pareti. Complessivamente il salone era molto più grande della piattaforma che ospitava l'ingresso del rifugio, un classico per le costruzioni del Nessundove.
Li vide subito, erano a uno dei tavoli più vicini all'ingresso, mangiavano stravaganti piatti di carne e frutta chiacchierando chiassosamente.
A capo tavola c'era il suo umanoide dalla pelle grigiastra preferito. Le sue lunghe orecchie appuntite sbucavano dai suoi lunghi capelli verdi rendendolo riconoscibile da lontano nel rifugio. Accanto a lui c'erano due persone che non conosceva ma poco più in là sedeva un umano spettinato che conosceva fin troppo bene ma di cui non riusciva proprio a ricordare il nome.
Si avvicinò silenzioso ma quando passò vicino all'umanoide dalla pelle verdastra e le orecchie a punta tutti si girarono a guardarlo.
"Ciao Yinnead, finalmente sono arrivato, come va?" L'elfo gli sorrise gioviale e gli fece segno di sedersi vicino a lui.
"Cominciavo a pensare che non saresti più arrivato, cosa è successo?" chiese. Yariete salì sulla panca con aria colpevole. "Sono stato mandato a Thanis in seguito a un attacco dei pirati che ha messo seriamente in discussione il controllo di parte della Sfera di Sirio; stranamente sembra che all'ultimo momento abbiano deciso di ritirarsi. Comunque terminata la missione ho deciso di venire direttamente qua ma non conoscendo la strada ho finito per perdermi tra le isole del Nessundove. Sono giorni che giro a zonzo per le piattaforme, ti spiace se metto qualcosa sotto ai denti?"
Yinnead rise fragorosamente e fece segno a Yariete di mangiare al loro tavolo senza problemi. "Queste sono Ristar e Calopsite, due mie amiche venute in visita in questi strani territori". La prima, dal colorito azzurro e dai capelli lunghi e neri, sorrise e aggiunse: "In effetti questa zona è la più strana che io abbia mai visto in tutti i miei viaggi". Calopsite lo salutò timidamente mentre dava un frutto da mangiare al suo pappagallo giallo. Yinnead si versò un liquido chiaro nel bicchiere e indicò davanti a sè: " lui dovresti conoscerlo invece".
"Ma certo!" disse Yariete salutando con un certo imbarazzo, poi aggiunse "Walkirio e Aleus non sono venuti?". "Mi spiace, sono stati trattenuti, la guerra forse è vicina alla conclusione, ai paladini non è dato lasciare quei territori ghiacciati in un momento così critico".
Un grosso omone si avvicinò al tavolo con un grugnito. "Salve ambasciatore, vuole riservarsi una stanza per questa notte?" chiese. "Ciao Tae, te ne prendo una per tutta la settimana e, per favore, fai in modo che abbia uno specchio nero" "Come desidera" L'omone sorrise e si diresse rapidamente verso uno dei banconi urlando ai suoi sottoposti "Una stanza con specchio nero per l'ambasciatore".
"Addirittura una settimana?" chiese l'elfo, "non credo che noi potremo rimanere così a lungo". Yariete guardò verso il lontano soffitto del salone "lo immaginavo ma sto aspettando anche un'altra persona, adesso racconta, che notizie hai per me?"
Parlarono quasi tutta la notte, raccontandosi tutto quello che stava succedendo nei posti che avevano visitato durante il loro incessante peregrinare. La guerra era presente in tante forme diverse un po' ovunque e stranamente riusciva a contaminare anche mondi che erano stati solitamente pacifici. I pirati erano inoltre molto più sfacciati del solito.
Tuttavia il dominio del continuum non era in discussione da nessuna parte, le guerre erano intestine e non destabilizzavano gli equilibri dei mondi nel loro complesso. Il Keyring faceva bene il suo lavoro anche se negli ultimi tempi si erano registrate delle oscillazioni insolite.
Improvvisamente Yariete cambiò discorso "Un giorno dovremmo tornare in quella casa dove siamo stati quell'estate tanti anni fa". "Mi spiace, non è più possibile perchè è stata venduta" Un'ombra di tristezza si dipinse sul volto di Yariete "non hai notizie di Yadone, vero?". L'elfo fece segno di no scuotendo la testa. "Non importa, prima o poi lo troverò".














