Corsa
Yariete correva lungo la grande diga.
Sopra di lui le montagne innevate, sotto di lui l'oceano.
Da una parte il lago, dall'altra lo strapiombo.
Il sole faceva capolino tra le onde del mare, era l'alba.
Faceva freddo e tirava un forte vento, le nubi correvano rapide da una linea dell'orizzonte all'altra.
Yariete correva con decisione, era preoccupato.
Aveva sognato la fine del mondo, del suo mondo, per come lo conosceva.
Non credeva affatto ai sogni, ma la visione lo aveva comunque turbato e aveva deciso di sfogarsi con una bella corsa.
Il paesaggio era fantastico, il lago era abitato da varie specie di pesci che ogni tanto sfioravano la superficie dell'acqua, nei boschi circostanti vivevano una moltitudine di creature selvatiche che avevano imparato a convivere con la vicina civiltà.
Yariete arrivo a uno dei capi della diga e prese una scalinata che scendeva verso sinistra.
Un villaggio intero viveva aggrappato alla diga, una serie di scale e gallerie conducevano agli alloggi e ai negozi degli abitanti.
Era inutile preoccuparsi, pensò, mentre varcava un portone che conduceva al suo alloggio.
Entrò nella sua camera e si appoggiò sul suo giaciglio, ancora col fiatone.
Aveva percorso tutta la diga avanti e indietro due volte, forse aveva un po' esagerato.
Rapidamente si addormentò.
















