Dormi mia signora

Dormi mia signora
Il letto a baldacchino era nel centro della stanza,
il vento squoteva le tende,
la pioggia entrava a ondate dalle larghe finestre.

il chiavistello scattò e una pesante porta di legno ruotò lentamente sui cardini.

Un uomo e un ragazzo rimasero sulla soglia in attesa.

Tra le gonfie e morbide coperte ornate di pizzi dorati si mise a lentamente a sedere una giovane donna.
Capelli lunghi, ricci, rossi; carnagione chiara, qualche lentiggine, indossava una vestaglia viola di seta purissima.

"Cosa succede?" disse.
Un fulmine lontano fu seguito da un sordo tuono.

L'uomo avanzò rapidamente portando con sè un bicchiere fumante.

"Madame, non si affatichi, deve riposare!" si avvicinò al letto e allungò la tisana alla donna.

"Sono ancora malata?" chiese lei.

Lui sorrise dolce "sì ma non preoccupatevi, state migliorando" poi allungando di nuovo la tisana davanti a lei "bevete questo e vi sentirete meglio".

Il ragazzo guardava la scena dalla soglia della stanza, lo sguardo spaventato.

Il vento squoteva le tende,
la pioggia entrava a ondate dalle larghe finestre.

Il ragazzo trasse un profondo respiro e, superata la soglia, avanzò sulla destra tenendosi vicino alle pareti e guardando il letto, dietro la spalliera si intravvedeva una cornice dorata, sorrise amaramente.

Come al solito il suo maestro aveva ragione.

La donna beveva la tisana aggrappata alla spalla di chi gliel'aveva portata. Lui le accarezzava dolcemente i capelli.

Il ragazzo camminò lungo la circonferenza della stanza circolare fino ad arrivare davanti allo specchio, un arazzo era arrotolato sul pavimento, il vento probabilmente lo aveva fatto cadere. Probabilmente.

Un lampo fu subito seguito da un tuono assordante. La donna lo ignorò completamente, stava già dormendo nuovamente.

"Sototh, lo specchio era scoperto come dicevi" disse il ragazzo "come hai fatto a capirlo?".

L'uomo lasciò cadere con freddezza la donna sul cuscino in una posizione scomposta mentre si alzava per raggiungere il giovane.

"Conosco la tenacia di Ithia, guarda che sguardo" i due osservarono lo specchio:

dalle profondità del vetro, dentro lo specchio, in una stanza scura, li osservava un gatto nero; il suo sguardo fuorioso li fissava rabbiosamente.

"Coprilo, meglio non rischiare" disse distogliendo lo sguardo.
Il ragazzo agganciò l'arazzo a due ganci a parete che lo tenevano steso davanti allo specchio e guardò gli strani simboli disegnati sulla stoffa, li aveva già visti da qualche parte...

L'uomo si diresse verso la porta ignorando la donna addormentata: "Per ora può bastare, ragazzo, manda i pirati a cercare il Keyring di quella... creatura, è ora di darle una lezione, queste intromissioni sono diventate intollerabili."
Il ragazzo sorrise: "sarà fatto".

La porta si chiuse lentamente dietro di loro.

Il vento squoteva le tende,

la pioggia entrava a ondate dalle larghe finestre.

Lei dormiva ancora.

Il chiavistello scattò.


Caricato il 11/09/2009 - 05:47 in Album predefinito

Commenti (0)