..bugie..

..bugie..
...Voler fare la scrittrice senza essersi mai donata completamente alla penna. Voler fare la disegnatrice senza aver mai finito un disegno.
Voler diventare un Raggio di Luna quando si è preferita l'eclissi.

E' ora di cambiare.
L'ho detto milioni di volte. Forse questa è l'unica volta in cui sento di poterlo fare, anche perchè è l'ultima.
Sto cercando di cambiare anche il mio voler fare costantemente le cose sempre all'ultimo minuto.
Dalle mie parti si dice " se non ha il peporoncino al culo non fa niente", chi vuole capire...

Odio tutto quello che ho scritto fino a questo momento. Ma non lo cancellerò come ho sempre fatto.
Questa volta rimarrà anche il passato che non mi piace, non posso cancellare costantemente tutto.
Però sappiate che non mi piace.
Così mi libero anche dell'ultimo scritto e lo lascio qui, in maniera "misericodiosa" non lo farò finire nel cestino del pc...ma, ripeto, da oggi in avanti cambierà e di cose così non ne scriverò più...anche se agli sembreranno sempre le solite cose...non sarà così...

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- Sai cosa stavo pensando?
Lui ,che le stavo accanto, steso sulle sue gambe morbide, si girò col viso e la fissò.
- No tesoro, che cosa stai pensando?
Lei, col viso volto verso il sole vicino al tramontare, scostò gli occhi da quel grande verde che li ricopriva e con la schiena ben poggiata alla grande quercia, prese un bel respiro e cercò di non tossire. Non sapeva cosa dire con esattezza, voleva solo dimenticare ogni cosa e offrire un ultimo momento di serenità al suo uomo prima di doverlo lasciare per sempre. Pensò prima a loro, a come si erano conosciuti, a quei primi sguardi incerti, a quelle piccole incomprensioni che gli rendevano i litigi amari e poi dolci le riappacificazioni alle quali alla fine si arrivava sempre. Ripensò a tutto, ad ogni singolo momento di felicità passata, ad ogni cosa. Poi non poté far altro che ammirare quel prato verde.
Prese un bel respiro, cercò nuovamente di non tossire ma senza riuscirci. Una piccola scarica di tosse le percosse il corpo e una macchia rossa sporcò il suo fazzoletto bianco con sopra ricamate le iniziali del suo nome. Lo nascose immediatamente e  disse di stare bene.
No, non gli avrebbe inflitto l'ennesima ferita, la sua malattia sarebbe stata solo un piccolo segreto con se stessa.
Riprese nuovamente fiato e questa volta continuò a parlare, volendogli regalare un ultimo dolce e sereno ricordo di loro, un ultimo dolce sogno.
- Pensavo che qui, qui dove siamo ora, io potrei viverci per tutta la vita...non ho bisogno d'altro che di te, di questo prato verde, di questo sole giallastro e ancora di te.
Lui rispose con un sorriso.
- Al diavolo ogni cosa, io resterei qui, ora e sempre.
Lo guardava accarezzandogli i capelli.


Lui si girò sul fianco sinistro, voltandole volutamente le spalle. Non poteva sostenere il peso del suo sguardo sognante. Non poteva sopportare il peso stesso dei sogni, delle speranze, della felicità. Erano tutti lussi non riservati ad un uomo come lui, ad un uomo come lui in quel periodo di guerra. Presto le truppe nemiche avrebbero oltrepassato anche i confini delle loro terre ed ogni uomo in salute sarebbe stato chiamato alle armi. Era una guerra persa in partenza. I loro armamenti erano pochi e per lo più fin troppo poco innovativi rispetto a quelli nemici. Lui e tutti gli uomini del villaggio avrebbero dovuto impugnare nuovamente la spada in nome di un'ideale non loro, ma la cosa peggiore era proprio il dover sapere che era una lotta dalla quale non si sarebbe tornati. Presto gli uomini sarebbero scarseggiati, caduti nel corso di quelle vane battaglie e, in difetto di pedine da muovere, sarebbero stati chiamati anche i ragazzini e i vecchi. Tutti coloro capaci di tenere in mano una spada sarebbero stati strappati dalla propria casa. I suoi tre fratellini di tredici, quindici e sedici anni avrebbero combattuto lontano dal calore di casa, morendo già prima di raggiungere il fronte.
E poi, poi, c'era Lei che ora gli accarezzava i capelli con lo sguardo rivolto al sole, nella speranza di un miracolo, nella speranza di un sogno che non si sarebbe mai avverato.
Lei, il suo respiro e la sua vita.
Come avrebbe potuto, come avrebbe potuto abbandonarla di nuovo e come avrebbe potuto darle la promessa, certamente falsa, del suo ritorno a casa?
E Lei, Lei, per quanto tempo l'avrebbe atteso nel freddo di quella piccola dimora ormai vuota di loro, vuota del loro amore che l'aveva costruita?
Le guerre finiscono sempre nello stesso modo. Morte e solo morte. Ma qualcuno rimane e i vincitori, a differenza dei vinti, si sarebbero ripresi in fretta. Conosceva la pazzia dei mercenari, conosceva la follia dei loro animi venduti e conosceva la loro freddezza. Lui sarebbe morto al fronte e qualche altro uomo avrebbe abusato della sua donna, dell'altra parte di sè e sarebbe stato come morire due volte.
Sapeva tutto questo, ma presosi di coraggio, si girò nuovamente verso quella figura longilinea che continuava ad osservare l'orizzonte senza cessare di accarezzargli i capelli con quelle mani vellutate odorose di miele.
Un'ultima dolce bugia, era questo il suo regalo per la donna amata e forse era l'unica medicina adatta per la guarigione del suo animo.
- Se ti piace così tanto, allora resteremo qui.
Lei lo guardò sorridente, con la speranza che una giovane sposa deve avere per il futuro suo e del suo amato. Poi Lui continuò.
- Comprerò questi terreni quando tornerò, e qui, proprio vicino a questa quercia, costruiremo una piccola capanna solo per noi. Ogni giorno potrai ammirare questo sole rosso come il fuoco e ogni notte potremo pregare assieme la Luna affinchè sia sempre piena, per farci dono della sua luce argentata. Te lo prometto tesoro.
SI alzò e le diede un bacio.

Allora per un attimo, per un solo attimo, quella capanna fu lì, accanto a loro, nell'erba alta e fresca. Un'intera  vita si consumò in quel respiro di anime e i loro sguardi si unirono ancora e ancora, vivendo di una vita strappata e di un'illusione lontana, troppo lontana, da quello che sarebbe stato.

Poi tutto finì con entrambi consapevoli di ciò che l’altro nascondeva.

      Il sapore di lei aveva ormai il gusto del sangue e gli occhi di lui erano già rivolti al fronte.




Caricato il 11/12/2009 - 10:02 in Album predefinito

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