SDC17197

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mi sveglio in ritardo, all'ora in cui avrei dovuto essere in stazione. oggi gita a Bonn. mi sveglio tardi, mi ritovo sedita sul letto, in un secondo. ragazze andate, arrivo col treno dopo. no ti aspettiamo. bè se arriva prima il treno di me prendetelo. ok. è arrivato prima lui. mi faccio il viaggio da sola. cheppalle non ho nemmeno l'ipod. nemmeno il libro. 

sono sul treno, che dovrebbe essere regionale ma che assomiglia troppo a un eurostar italiano, tanto per spiegare quanto siano tedeschi in tutto. affianco a me due signori sull'ottantina discutono, lui sembra piuttosto convinto di avere ragione, lei forse lo asseconda perchè lo ama ancora come il primo giorno, non so, così sembrerebbe. una signora mi sorride, è di sicuro una di quelle che ha una gran voglia di raccontare cosa ci fa su un treno per Bonn. la starei anche a sentire, se solo le mie conoscenze linguistiche non si fermassero a poche frasi di circostanza, per di più accademiche. per fortuna ci si è seduta una ragazza vicino a lei, così siamo contente tutte e due. io e la signora intendo. mi sarebbe dispiaciuto privarla di un viaggio piacevole. per fortuna è arrivata quella ragazza.
guardo fuori dal finestrino, scorrono campi sconfinati, verdi come forse non li ho mai visti. ogni tanto qualche viale mi ricorda che siamo in autunno. perchè qui l'autunno esiste, non è una leggenda. qui esistono le mezze stagioni. e mi viene in mente che da bambina, in uno di quei pensierini che ci davano per compito, una volta ho scritto che l'autunno era la mia stagione preferita, perchè era la più colorata. non so dire perchè me lo ricordi perfettamente, quel pensierino. non so nemmeno perchè abbia dovuto riaffiorare così, di colpo, in una giornata come questa, dopo 14 anni. non lo so dire. come non so spiegare come mai, solo in questo momento, sento la voce di un bambino dietro di me, che chiama suo papà. lo chiama e gli chiede "come mai le foglie degli alberi sono gialle?"

e il papà cerca di rispondergli, cerca di spiegargli perchè proprio gialle, almeno credo che stia spiegandoglielo. non ne sono sicura, perchè oltre a non capire la sua lingua, sono distratta. nel mio petto si è sciolto qualcosa, ed ora sta espandendosi fino alle spalle. una di quelle buste di ghiaccio finto. quello che ti danno quando ti fai male a scuola. spacchi la pallina che c'è dentro e d'improvviso il liquido si fa freddo. esattamente così. mi sono sentita il cuore attraversato da un fiume di ghiaccio. una triste felicità. è questo il nome che mi è venuto da darle. triste perchè il liquido è arrivato fino agli occhi, li ha oltrepassati e, rigando le guance è finito sul mio maglione. felicità perchè il sorriso mi si allargava a mano a mano che le lacrime scendevano. erano pensieri tristi quelli che mi passavano per la mente, ma li ho vissuti allegramente.
e all'improvviso mi sono ritrovata a ringraziare la sveglia che non è suonata e il libro che ho lasciato a casa. 

"certo le circostanze non sono favorevoli, e quando mai"


Caricato il 11/08/2009 - 11:08 in Album predefinito

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